settembre 03, 2005

Il libro nuovo

Il libro nuovo è terminato.
Nella versione italiana si intitolerà "Questa è la stanza".
"Le local" nella versione francese.
In Francia sarà pubblicato da Galllimard, in una nuova collezione di BD diretta da Joann Sfar.
In Italia uscirà per Coconino Press e non potrebbe essere altrimenti.

Sei mesi prima.
Sono a letto e dormicchio. Alle otto di mattina vengo svegliato dal telefono. Mi spavento. Mio padre è morto da pochissimo. Ho paura che sia capitato qualcosa a mia madre.
Rispondo.
E' Joann Sfar.
Mi esprime il suo entusiasmo per la lettura di "Appunti per una storia di guerra". Io sono felice, anche perchè Joann è un genio riconosciuto del fumetto internazionale.
Mi propone di scrivere e disegnare un libro per una nuova colllana da lui diretta. Una collezione che sarà prodotta e stampata da Gallimard. Mi dice che abbiamo pochissimo tempo: 2 mesi. Accetto. Ho una storia iniziata, le idee sono ancora confuse. Racconta delle vicende in un gruppo di ragazzi che hanno una band. Un gruppo, come quello in cui ho suonato (male) per tanti anni, da ragazzo.

La notte in cui è morto mio padre io ero naturalmente sveglio. Ero a casa dei miei genitori.
Esco fuori, sul terrazzino, sono le sei e mezza, credo. C'è il sole che nasce. Le case cominciano a schiarirsi. il cielo è giallo. E' l'alba del giorno dopo la morte di mio padre.
Io resto lì. Guardo la luce che arriva e sobbalzo.
Sono stupito. Sono sinceramente stupito che torni a fare giorno. Ero sicuro (senza pensarci, ma ero sicuro, vi giuro) che sarebbe rimasta notte per sempre. Invece torna il giorno: nel giardino dei miei genitori ci sono i soliti merli, maschi e femmine, che scendono a farsi la corte.
Banalità: è la vita che continua. E continua subito , inarrestabile, incurante di tutti i dolori, non fa un attimo di pausa. Torna la fame, torna la sete, la voglia di riposarsi, di lavorare, di perdere tempo, di disegnare, di baciarsi.
E' di questo continuare a vivere che parlerà il libro. Del modo in cui le cose vanno avanti e della contrapposizione, che io avverto ora continua, dentro e fuori di me, tra la tensione allla vita e la tendenza alla morte.

Il libro è iniziato così. Con questi pensieri.
Poi, come faccio sempre, su questi temi seri seri ho fatto muovere dei personaggi che sono abbastanza scemi (come me e i miei amici, senza offese) e sono stato a vedere come reagivano alle prese con questioni più grandi di loro (più grandi di me).
Spero che sia un buon lavoro. E' stato disegnato in un periodo molto triste, ma ho fatto di tutto perchè questo non trasparisse troppo.
Non voglio mica rompervi le scatole.

Qui ci sono quattro tavole di anteprima.
Spero che vi piacciano.

agosto 26, 2005

Una mano nel vicolo


Ho fatto questo disegno per La Repubblica, ad illustrazione di un racconto sulla vicenda (terribile) di Sacco e Vanzetti.
Ho disegnato la macchina e poi ho sparato da un lato, braccio di fuori.
L'uomo colpito, a lato della strada, si è messo in una posizione goffa. Come se si gettasse a terra.
Infine, davanti a lui, nel vicolo, e di getto, ho disegnato una manona.

So che non è bello parlare sui disegni, ma il modo in cui le parti dell'illustrazione sono venute fuori, da sole, con quella manona finale, mi pareva curioso e degno di nota.

agosto 24, 2005

Chiarina

Quando mi prendeva in giro mi chiamava per cognome, come si fa a scuola.
Quando giravo i corti mi domandava come andavano "i filminI".
I filmini, sono quelle cose che fanno i ragazzini, recitando parti improvvisate, in casa, con gli amici, con la cinepresa prestata dai genitori.
Chiarina aveva capito subito che quello era lo spirito con cui lavoravo.
E forse era anche un po' il suo.
Ma lei i filmini li aveva fatti diventare inchieste intelligenti e difficili.

Chiarina era una giornalista di Report, la bella trasmissione di Rai 3.
Per quella testata ha firmato servizi bellissimi e impeccabili.
Noi eravamo amici da tanti tanti anni.
Ed io ero (sono) sinceramente orgoglioso della sua amicizia.

Quando era piccoletta, avrà avuto 18 anni apena, passava sotto casa mia con una motociclettona e io la vedevo dalla finestra e ridevo e mi preoccupavo pure.
Era una Honda con il serbatoio cromato. una moto bellissima, a ripensarci.

Per lavoro e per piacere Chiarina si è girata mezzo mondo.
Mentre io avevo paura a prendere il pullman per andare da Pisa a Pistoia.
Ogni volta che ci siamo visti, ogni volta, senza eccezione, io sono stato contento di vederla.

Lei se ne è andata, improvvisamente e senza nessun preavviso, l'altra notte.
Ha lasciato tanti amici in lacrime.
A tutti loro mando un abbraccio da queste pagine tristi.
Al suo compagno Giuliano, sopratutto.

Chiarina era il modo in cui tutti quanti la chiamavano, dallle mie parti.
Il suo nome per intero era Chiara Baldassari.
Aveva 32 anni.

agosto 19, 2005

Domani


Questo è uno dei disegni che saranno pubblicati domani, su La Repubblica, ad illustrare una serie di racconti di Gunter Grass.

agosto 17, 2005

Giuliano e Nina


Ho sempre avuto grosse difficoltà nel disegnare gli innamorati.
La mia paura è quella di disegnare coppie finte o innamorati da bruttofilm.
Insomma, è un tema delicato. E delicate sono le ragazze.
Altro terreno pericoloso per me, che ho la speranza di disegnare femmine realistiche e non amo le rappresentazioni di pinup più o meno erotiche.
Nella storia "La stanza" ci sono due innamorati: si chiamano Giuliano e Nina.
Non fanno tante smancerie e sono piuttosto riservati.
Sono contento di come sono venuti.
Sono contento sopratutto di lei, perchè penso di essere riuscito a disegnarla in modo trascurato, senza darle più attenzioni di quante non ne dedichi alle figure maschili.
Questi sono loro, davanti ad una domanda alla quale non sanno rispondere.

agosto 14, 2005

Un paesaggio


Questo disegno di paesaggio è stato pubblicato su La Repubblica di sabato 13 agosto.
Ne sono contento ed ho deciso di metterlo anche qua, visto che la stampa del quotidiano spesso non è la migliore per i disegni.

Intanto sto terminando il libro nuovo.
Pochissime tavole al termine.
Poi seguirà un lavoro di revisione e aggiustamento generale.
Per tutta l'estate non ho mai smesso di disegnare, mi sento anche un po' stupido per questo e sono pallido come in pieno dicembre.

Non posso mettere delle tavole in mostra, perchè al punto in cui sono, ogni pagina svela una parte del finale della storia e non voglio rovinare la lettura a nessuno.
Posso mettere questa pagina.

Ho già cominciato a scrivere cose nuove.
Una di queste sarà il secondo numero di "Baci dalla provincia", il seguito de "Gli innocenti".
E poi dei testi, cose da leggere a voce alta.
Da recitare forse.

Un giorno di questi, se mi sveglio bene, faccio dei file audio con recitazione, musica e suoni. Praticamente dei micro radio-drammi, e li metto qui, da scaricare e ascoltare.
Ecco, me ne è appena venuta una voglia irrefrenabile.

giugno 06, 2005

Le difficoltà della normalità


Descrivere e disegnare scene semplici, di vita quotidiana, è per me la cosa più difficile da fare.
A volte mi capita di vedere disegni a carattere fantascientifico o fantasy e dentro di me c'è la voce del disegnatore infantile che dice "Ma non ci vuole niente a disegnare questa roba!".

Non è proprio così, naturalmente, ma rappresentare l'aria di un pomeriggio semplice, in una casa normalmente arredata, con tempi lineari è (secondo me) molto più impegnativo.

I motivi sono diversi: quando si ha a che fare con la narrazione di cose "comuni" ci si scontra con una quantità di oggetti ed ambienti "non belli".
Sono gli oggetti che ci circondano nella vita di tutti giorni. Cose senza fascino. Cose brutte.
E poi c'è la questione della lentezza, che per me è molto importante. Disegnare e raccontare scene che abbiano un "peso del tempo" realistico. Non cose dinamiche. non scene di azione. I minuti, come passano nei nostri giorni.

Insomma, ho disegnato due tavole della storia nuova (La stanza) dove mi sono confrontato proprio con questo tipo di problemi.
Spero di esserne uscito bene.

Questa è la prima e questa è la seconda.

maggio 31, 2005

Io e Gli Innocenti


Qui potete leggere una recensione di Ettore Gabrielli del mio ultimo piccolo libro "Gli Innocenti".

In questa pagina Francesca Rimondi di Studio GradoZero racconta de Gli Innocenti e del mio incontro con il pubblico avvenuto nei locali dell'associazione Hamelin (miei amici cari!) di Bologna.

maggio 30, 2005

Ma quanto chiacchiero?

Spero di non esagerare.
Questa è una nuova intervista fatta con Antonio Cornacchia su Creativo Social Club.
Le domande erano interessanti e io non ho resistito alla tentazione di raccontare.

maggio 26, 2005

Sono tornato

Ho terminato il lavoro a Bologna.
Sei giorni di workshop con gli studenti dell'accademia di belle arti.
La presentazione della collana Ignatz alla libreria Feltrinelli di Bologna.
Un incontro con il pubblico all'associazione Hamelin.

E' andato tutto bene.
Pensavo di non sapere più insegnare affatto e invece ho ritrovato un briciolo di forza.
Gli studenti sono stati bravi, il loro cervello ha retto al "trattamento" ed hanno lavorato con buona volontà.

Negli incontri con il pubblico mi succede sempre una cosa strana, la timidezza mi trasforma in una specie di istrioncino comico.
Ho sempre paura che gli spettatori degli incontri si annoino e così mi ritrovo a fare lo scemetto per evitarlo.
Forse troppo.

Giacomo Nanni, Alessandro Tota, Amanda Vahamaki, Andrea "The Amazing" Bruno ,Michelangelo Setola, Edo Chieregato, buona parte degli autori della rivista "Canicola", insomma, mi hanno accompagnato, accudito e trattato benissimo per tutte queste faticose giornate.
In una bella serata ho reincontrato anche Giacomo Monti, un altro degli autori di Canicola con il quale ho passato purtroppo troppo poco tempo.
Roberto La Forgia non ha pubblicato su Canicola ma il suo lavoro, sono sicuro, troverà presto la sua strada. Ho incontrato anche lui, dopo alcune lettere ed una intervista e mi ha fatto davvero piacere.

Tanti, profondi e tenerissimi sono i miei sentimenti verso questi giovani talenti.

E non scrivo queste righe solo come diario romantico di amicizia, ma per poter dire un giorno, quando saranno grandi e il loro lavoro sarà ben riconosciuto: "Io l'avevo detto che erano bravi".
Così da potermi, in questo modo, dare delle arie e trarne giovamento.

Che qualcuno non pensi che ho dei buoni sentimenti.


Ops.
Questo è proprio un post da diario in stile blog.
E' la stanchezza.
Torno al lavoro.
Non accadrà più.

maggio 20, 2005

Bologna 24 maggio

Martedì 24 maggio alle 18 sarò alla libreria Feltrinelli di Bologna (piazza Ravegana 1) per la presentazione de "Gli Innocenti".
Insieme a me ci sarà Gabrielle Giandelli, con il suo volume "Interiorare".
A presentare l'incontro: Giovanna Anceschi e Omar Martini.

Intervenite numerosi.

aprile 27, 2005

>Ext. Nuit

In questi giorni sto lavorando alla riedizione del mio primo lavoro: Esterno Notte.
La versione italiana è esaurita e stiamo per ristamparla con alcune modifiche e l'aggiunta di una storia: "Le facce nell'acqua", nuovi disegni ed un nuovo testo di accompagnamento.

La nuova edizione uscirà anche in Francia (Vertige) e probabilmente (non è ancora sicuro) in altre nazioni europee. Così ho dovuto fare delle modifiche.
Niente balloons trasparenti, per esempio. (Qualcuno mi dica, una volta per tutte, come si scrive balloons) .

Quando disegnai le storie di E.N. non pensavo che ne avrei fatto un libro. Più avanti pensai che non ne sarebbero state vendute più di tre copie. Quindi non pensai neppure a lavorare pensando alla necessità di traduzione e mi lasciai andare ad ogni tipo di libertà grafica.
Ora pago questo leggero pessimismo.

Sto passando le giornate al computer, a lavorare solo sulla grafica.
E intanto la storia de "La stanza" mi chiama e si lamenta, dal tavolo da disegno.

aprile 13, 2005

Finalmente si suona


Ci sono volute trenta pagine, ma finalmente i ragazzi stanno attaccando il primo pezzo. La prima canzone.
Questa è la pagina.

Piccole cose (non)importanti.
Ho rifatto tutti i bordi alle scene, sostituendo i contorni netti con delle cornici naturali.
Ho tolto i testi fatti con il computer e riscritto tutto a mano.
In pratica: ogni aspetto grafico dove avevo usato la macchina è stato rifatto in stile umano.
La vita della storia (secondo me) ne ha tratto gran giovamento.

aprile 11, 2005

Febbre Parigina

Rientro da Parigi con febbre a 39.
Alla frontiera italiana vengo spogliato e perquisito dalle guardie di frontiera.
Ho l'impressione di essere tornato giovanotto.


Ho viaggiato nella cuccetta con un ingegnere progettista di peni artificiali.
Ho conosciuto la "Donna senza faccia" della quale parlerò altrove.
Incontrato Joann Sfar per parlare di disegni e libro nuovo.
Fatto contratto con la Nocturne per disegnare venti pagine su John Coltrane (il jazzista).
Visto tantissime cose belle.
Parigi è una meraviglia e mi piace sempre di più.
Ora devo disegnare centomila tavole a colori nel più breve tempo possibile.
Devo anche fare il seguito de "Gli Innocenti".
In Francia sono uscite molte recensioni del mio lavoro.
Tutto bene. Potrei quasi essere supercontento.

Purtroppo sono malato. Ho un orecchio che fischia di continuo e mi fa girare la testa.
Fiiiiiii.
Mentre ero malatissimo ho chiacchierato un'intervista con Roberto La Forgia.
Si trova qui.

marzo 16, 2005

Pagina 20


"La stanza" è arrivata a pagina 20.
Ho sempre pensato di aver bisogno di tempo e concentrazione e calma per poter lavorare bene.
Ora mi ritrovo a disegnare nei ritagli di tempo, quando posso, quando riesco a mettermi al tavolo da disegno.
Eppure i disegni vengono fuori con maggiore facilità di quanto sia stato in passato.
Misteri di questo lavoro. Più passa il tempo e più perdo la speranza di poter un giorno individuare un "metodo sicuro per fare le storie come si deve".
Comunque:
Questa è la tavola diciannove.
Questa la numero venti.

Salon du livre de Paris


Le 23 Mars je serai à la festival du livre de Paris, au stand actes sud, pour une journée de dédicaces du livre "Notes pour une histoire de guerre".
Je serai heureux de rencontrer les lecteurs français.

Bene, io ci provo a imparare il francese.
Sarò a Parigi, il 23 marzo per una giornata di dediche per "Notes pour une histoire de guerre" la versione francese di Appunti per una storia di guerra.
Credo che di italiani ne vedrò pochi, ma l'annuncio dovevo farlo.

Napoli

Al Napoli Comicon mi sono divertito. Ho fatto tanti disegni, ho imparato a disegnare i chitarristi di getto, ad acquarello.
Ho imparato anche altre cose.
Non ho vinto il premio Micheluzzi che è andato a Blankets del bravo Craig Thompson.
Però ho fatto amicizia con Baru e con Gabriella Giandelli e sono proprio contento.
I disegni delle loro dediche erano diversi ed ugualmente belli.
Baru dipinge di forza, con grande energia, era contento di un rosso di acquarello Winsor and Newton che mi ero portato.
Gabriella usa le matite colorate e disegna semplici oggetti "normali" che acquistano mistero e carattere.
Igort disegnava il suo Fats Waller, con grazia, con la matita e l'acquarello e ogni volta era una dimostrazione di equilibrio.
Igort mi prendeva in giro (come sempre) per il modo che ho di usare l'acquarello.

Mi è piaciuto disegnare con loro, sembrava di essere a scuola, tra compagni di banco.

Ho visto dei buoni lavori di disegnatori coreani e ci siamo fatti i complimenti a vicenda in un inglese da arresto immediato.

Queste sono due fotografie fatte durante le dediche. Ci siamo io, Igort, Gabriella Giandelli e Baru.




Quest'ultima fotografia risale invece alla mia precedente gita a Parigi e Angouleme.
Non c'entra niente con Napoli, ma mi piace tanto.
Ho voluto metterla lo stesso.
Ci siamo io, Igort e David B.
Siamo in una famosissima libreria di parigi della quale (naturalmente) non ricordo il nome.

febbraio 23, 2005

La stanza (parte2)

Oggi altre due tavole.
Comincio a sbloccarmi e pian piano succedono cose buone.
In questa vignetta si vede il cortile esterno della stanza.
Fino ad un attimo prima c'erano una decina di cani che abbaiavano come pazzi.
Si sono zittiti di colpo.

Questa è la tavola dove questo succede.

febbraio 22, 2005

Ci siamo

Ho iniziato la storia nuova.
In un pomeriggio ho fatto tre tavole.
Sono di formato piccolo, procedo velocemente.
In questi giorni brutti, stare dentro i disegni è un vero sollievo.
Non smetterei mai, vorrei disegnare di continuo.

Ma non si può.
Ci sono cose importanti da fare.
Mio padre è via da un mese.

Questa è una delle vignette della storia.

E questa è la stanza, come appare per la prima volta ai protagonisti della vicenda.

Vado avanti.

febbraio 20, 2005

Igort e me

Il mio fratello Igort mi ha scritto una nota riguardo alla mia opinione sulle note musicali nel fumetto. Previa autorizzazione, eccola qua riportata:

IGORT
Ho letto le tue annotazioni sul fumetto: io non sono d'accordo sulle note
musicali, che io uso, come i grandi punti esclamativi o gli effetti
cinetici. Sono parte del cartoon. FUMETTO puro, a me piacciono e evocano
tante cose. Magari non rendono la musica. Ma il linguaggio è fiction.


Questa è la mia risposta. Igort era nel giusto e quindi dovetti spiegare in modo più serio la mia opinione.

ME
Capo, riguardo alle note nei fumetti, neppure io sono d'accordo con me stesso.
Lo so che le note possono funzionare, dipendono dal contesto e dallo stile e il tipo di racconto.
Nella mia storia le note fluenti starebbero male perchè la musica punk/HC che fanno i ragazzi risulterebbe ammorbidita e addolcita da una scrittura di note. Inoltre, nella nostra band nessuno sapeva cosa fosse una nota scritta.
Certo che in un fumetto ad ambientazione più morbida, con jazzisti e Billie Holiday l'effetto di trasporto vellutato delle note risulta assolutamente indicato.


Questa mattina, per telefono, la piccola discussione è andata avanti e abbiamo convenuto che potrebbero esserci scritture di note adatte ad ogni contesto, cambiando la scrittura, con un tratto aggressivo, senza pentagrammi disegnati etc.

E' forse questa discussione una stupidaggine?
E' possibile, però a me da l'idea di come si possa avere una attenzione seria verso ogni aspetto del racconto a fumetti. Anche nei riguardi di particolari che potrebbero essere definiti secondari.
Questa è la morale.
Stop.

Napoli Comicon 2005

Gli amici editori di Coconino mi hanno appena informato che "Appunti per una storia di guerra" è nominato nella categoria "migliore opera a fumetti" al festival Comicon di Napoli.
Sono contento, anche se sarà dura spuntarla.
Uno dei concorrenti è Blankets del buon Craig Thompson.
Un libro molto importante.
Non conosco gli altri concorrenti al premio.

Comunque, la nomina è già una cosa importante.
Sono contento.

febbraio 18, 2005

Viva i disegni

Viva i disegni, quando vengono.
Ho trovato il tratto giusto e ora sembra tutto in discesa.
Viva i disegni, che riescono a farmi star bene sempre, anche in questi giorni brutti assai.
Viva i disegni.
Con questo nuovo modo posso disegnare direttamente a penna.

Fare la matita solo nelle cose più difficili o nelle scene composite.

E quando si disegna di getto succedono cose buone.
Qui Spigolo (il cantante) saluta.

E qui c'è uno che ha sbattuto il naso.

In questo disegno, finalmente si suona.

febbraio 17, 2005

Il problema/i problemi

Il problema con la nuova storia (La stanza) è che essa è lunga.
Più lunga di ogni altra cosa che scrissi in passato.
E i personaggi che la popolano recitano e si atteggiano e fanno cose che i personaggi delle storie precedenti non hanno mai fatto.
Questo, per esempio, ride a scemo.


Insomma: tante tante pagine da fare. Tantissime espressioni, una miriade di gesti.
Sono a caccia di un disegno che sia agile e velocissimo. Perchè non ci voglio morire di vecchiaia ne "La stanza".


Tra le cose difficilissime (per me) da fare, ci sono le ragazze. E poi la musica, i ragazzi che suonano, che scherzano e fanno rumori con il sedere. (sì, questi personaggi sono piuttosto scemetti).
E poi sarà a pseudocolori, con esigenze di pittura alle quali non posso permettere di rallentare il lavoro.
Mi riuscirà?

Voglio avere un disegno spensierato. Leggero.
Come ho disegnato la chitarra del chitarrista qua sopra.
Quella, secondo me, è la via.

febbraio 10, 2005

Una scena

I ragazzi della storia immaginaria hanno due motorini.
Stanno andando verso la stanza, a suonare.
Il cielo è giallo, ma a loro (e a me) sembra assolutamente normale.


Questo è il disegno grande.

febbraio 07, 2005

La stanza

Sto facendo altri studi per la storia nuova.
I ragazzi del gruppo suonano in una vecchia stalla in mezzo ai campi coltivati.
Questa è la casa, vista dal lato sud.

Negli anni passati questo posto ospitò un allevamento di cani spinoni.
"La stanza" è il titolo provvisorio.

febbraio 04, 2005

Il gruppo

Mi è venuta in mente una storia nuova.
Ho fatto i primi disegni.

Siamo in una casa in campagna.
In quella che era una stalla è stata ricavata una sala prove dove suona un gruppo di ragazzi.
Suonano male. Si divertono molto.
Vicino alla casa passa una strada con una grande curva.
Ci sono altri ragazzi che vanno a sentire il gruppo che suona.
So poco altro di loro, per adesso.
Non voglio fare cagate come note musicali che svolazzano sulla tavola o altre (a mio avviso) inefficaci traduzione della musica in disegno.
Quindi dovrò inventare qualcosa per rappresentare il frastuono.
Non sarà facile.

Comunque:
Questo è il chitarrista, in due prese diverse.



Sono stato a Parigi, dopo il festival di Angouleme.
In un negozio bellissimo che si chiama Sennellier ho comprato degli acquarelli nuovi, grandi così e potenti. Pure una carta mai vista, che non si imbarca mai e che permette dei giochi di sovrapposizione di colore (e acqua) fino ad ora impensabili.
Voglio dipingere usando poco tratto nero, e quel poco sarà sottile.
Vorrei tirare su le forme solo con le pennellate.
Forse la storia sarà a colori. Se sarà, naturalmente.
Non si sa mai.


gennaio 26, 2005

Sergio

La notte del 24 gennaio è morto mio padre.
Si chiamava Sergio Pacinotti, era nato nel 1922.
Mia madre, le mie due sorelle, ed io lo amiamo tanto.
Così come tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e gli hanno irrimediabilmente voluto bene.


gennaio 23, 2005

Colori

Sto pensando ad una storia a colori.
Da alcuni giorni stavo facendo prove per trovare una buona tecnica.
Avevo in mente delle luci di città, alcune tonalità che volevo rifare.
Ci ho provato a lungo e non ci riuscivo. pensavo pure di non saper più disegnare, o quanto meno di aver completamente perduto la capacità di trattare i colori.
Dimenticai che spesso questo accade e si risolve, e come uno scemo molta paura ebbi.

Stasera ho cambiato inchiostri e ho trovato il sistema.

Questa è una zona nei pressi del centro commerciale Carrefour, nella mia città.
E' una scena dipinta a memoria, perchè non mi piace usare le fotografie.
E questa è l'immagine grande.

gennaio 19, 2005

Segnalazione di servizio

Sulle pagine de "Lo spazio bianco" potete leggere una recensione di "Appunti per una storia di guerra" a firma di Alberto Casiraghi.
Questo è il collegamento.
Si: è una recensione positiva.
E confesso che mi ha fatto piacere leggerla.
E' male? Finirò con il montarmi la testina?
Tra un po' non saluterò più nessuno, avrò dei coprisedili tigrati nell'auto e andrò in giro vestito come un pappone di Harlem? (Si si si!).

gennaio 16, 2005

Gli innocenti/parte seconda

Il nuovo volume è terminato.
Andrà in stampa in questa settimana e poi, tradotto in francese, verrà presentato al festival di Angouleme, alla fine del mese.
Questa è la copertina della versione italiana.




Il libro uscirà in Italia per Coconino, nella collana "Ignatz".
L'idea della collana è quella di dare carta bianca agli autori per la gestione del proprio volume, per farne una sorta di rivista personale, che possa contenere, di volta in volta: storie, disegni, appunti, racconti, vicende a puntate.

Per quanto mi riguarda, sono stato portato via dalla storia "Gli Innocenti" che si è mangiata tutte le pagine.
Ci saranno altri volumi, in futuro, dove cercherò di mettere contenuti diversi, sempre che qualche altra storia non mi aggredisca e si prenda tutto il posto.

E probabilmente proprio questo accadrà, perchè "Gli innocenti" fa parte di un progetto più grande.
Una storia che vedrà gli stessi personaggi andare e venire, in diversi contesti, in diversi anni. Ho in mente l'idea di andare in giro nel tempo, raccontare le trasformazioni dei differenti caratteri e costruire intrecci di lunga portata.
Vicende che si innescano nel passato e si risolvono dopo anni.
Forse sono impazzito.
Vedremo.
Questi sono alcuni dei personaggi, verso i 19 anni. Due di loro compaiono (in età più avanzata) ne "Gli innocenti".



E questo è il marchio "Baci dalla provincia" che accompagna i miei volumi della collana "Ignatz".




Tra una settimana partirò per Angouleme. Al ritorno spero di aver qualcosa da raccontare. Mi dicono tutti che il festival è molto bello.
Mi sono comprato un cappotto nuovo.


dicembre 16, 2004

Perchè non scrivo


Ho scoperto di avere pochissimi giorni per terminare "Gli innocenti".
Dovrò tenere una media di due tavole al giorno. Almeno fino alla fine del mese.
Purtroppo in questo mese c'è pure il sinistro natale e un capodanno che dovrò necessariamente passare attaccato all chitarra elettrica, con un volume assordante. Giorni persi, quindi. Niente disegno. Paura di non fare in tempo a finire.

In realtà, il segreto per finire una storia in tempo quando di tempo se ne ha poco è "disegnare male".
Per fortuna, disegnare male è una cosa fantastica, se uno riesce ad abbandonarvisi.
Questa tavola ultima, che a me piace molto, è stata fatta così. Di corsa. Senza preoccuparsi troppo. probabilmente è quella che mi piace di più.

Un amico mi rimprovera di non scrivere nuovi post.
Non scrivo spesso su queste pagine per due motivi. Il primo è quello del lavoro, di cui ho appena parlato. Il secondo è che non ho niente da dire, al di fuori delle storie disegnate. Non ora almeno.
E comunque è il tempo il problema n.1.
Terminata questa storia potrò scrivere di più. Forse.
Vedremo se allora avrò qualcosa da dire. Al di fuori delle storie, intendo.

Comunque: questa è la tavola di oggi

novembre 24, 2004

Troppo scrissi.


Troppo scrissi nell'ultimo articolo.
Meglio mettere disegni.
Questa è la tavola dipinta questa mattina.

Una lettera da pubblicare e il mestiere del rumeno.

Ho ricevuto questa lettera da Michele Ginevra, del Centro Fumetto "Andrea Pazienza".
Riguarda la questione Muttererde/Fumetto.
Per me la cosa è passata e non è importante, davvero.
Però mi viene chiesto di pubblicare questa missiva chiarificatrice.
Michele Ginevra è un amico.
Lo faccio volentieri.

Eccola qua:

"Carissimo Gipi

mi hanno riferito di Mutterde non considerata un fumetto dalla Giuria di Lucca Comics.
Sono andato sul tuo Blog, ma non riesco (non sono capace?) a postarci su per chiarire come stanno le cose. Ti chiedo di inserire questa mail.
Infatti, essendo stato Presidente della giuria, posso spiegarti com'è andata.
Muttererde non è stato escluso dai premi, questo sia chiaro!
Abbiamo proceduto per votazioni successive e anche Muttererde è stato votato.
Le maggiori preferenze dei sette giurati sono però andate soprattutto ad altre due opere, una delle quali, Paul Apprendista Tipografo, ha poi vinto.
Nel discutere sul perchè e sul percome ciascuno votava, alcuni di coloro che non hanno votato Muttererde hanno motivato la loro decisione ritenendo che la soluzione narrativa da te scelta non fosse da considerare un fumetto vero e proprio.
Ovviamente non ero e non sono d'accordo. Ma rispetto il parere di queste persone, che per altro ammirano, come tutti, il tuo lavoro.
Ok. La forma è salva. La Giuria non ha escluso Muttererde perchè non è un fumetto. Ma la sostanza rimane ;- )
Bisogna avere pazienza. Sai anche tu quali fumetti abbiamo pubblicato in questi anni sotto il marchio del Centro Fumetto "Andrea Pazienza"... Per me, il fumetto è una narrazione grafica. Il balloon non è l'elemento fondamentale per stabilire se un'opera è a fumetti o meno! Ciò nonostante molti, ancora oggi, la pensano diversamente.
Hai fatto bene a sollevare il problema. L'importante è che sia chiaro che la giuria, nel suo insieme, non ha deciso che Muttererde non era un fumetto! In quel caso me ne sarei andato all'istante.
Per il resto, non possiamo che testimoniare il nostro pensiero con il lavoro quotidiano che sappiamo fare, dalla creazione di opere all'organizzazione di eventi culturali, sperando che, con il tempo, si possano modificare questi pregiudizi, sicuramente espressi in buonafede, ma pur sempre pregiudizi e sbagliati.

Un abbraccio e complimenti, ancora una volta, per il tuo eccezionale talento e per la tua arte narrativa!

Michele Ginevra"


Bene.
E ora: pietra sopra.
Avevo specificato nel primo articolo che la cosa mi era stata riportata come "voce" e se non mi piacesse dare noia per costituzione avrei subito lasciato perdere.
Ora sappiamo come è andata nel dettaglio.
Questione chiusa.
Complimenti a Rabagliati, che li merita tutti.

Ieri
Ieri mi sono messo a parlare con un ragazzo rumeno che vive in una tendopoli sotto un ponte della superstrada.
Mi ha raccontato di quanto brutta sia la sua vita qui, in Italia.
Ero al supermercato coop e stavo mettendo le borse piene di leccornie nella mia Honda Hrv da fighetto.
Ci ho dato dei soldi che gli sono sembrati tanti e poi ho vaneggiato (tra me) di come/dove trovargli un lavoro.

Lui mi ha chiesto che lavoro facessi e io ho risposto : "Lo scrittore".
A sera ci ho ripensato. Quella risposta mi era venuta proprio naturale.
Forse il mestiere che faccio è quello davvero.
Scrivo delle storie e ci metto dei disegni.
Oppure scrivo delle storie e ci metto delle immagini filmate.
Oppure scrivo delle storie e basta.
Quindi non ci resto male se mi si dice che non faccio fumetti.
Forse è vero.
E comunque non è importante. Si fa per chiacchierare.
Il problema, piuttosto, è trovare un lavoro al rumeno.


novembre 23, 2004

Chitarra elettrica o pennello?

C'è una nuova intervista su Lo Spazio Bianco.
Una conversazione tra me e Alberto Casiraghi a proposito di "Appunti per una storia di guerra".
Parliamo del libro, delle idee che ci stanno dietro e della nuova chitarra elettrica che mi sono comprato (questa è la parte interessante).

novembre 17, 2004

Nuvole impreviste

Questa mattina ho disegnato un'altra tavola de "Gli innocenti".


Questa scena la avevo sbagliata, per questo la metto. Voevo fare le colline illuminate dalla luce del sole frontale, ma poi ha suonato il telefono e poi c'era la caldaia che non funzionava e morivo di freddo e poi avevo fame. Insomma, mi sono distratto e ho sbagliato: ho messo il colore sulla collina di sinistra, che invece doveva essere bianca.

Poi mi sono ricordato di certi giorni di sole con le nuvole che si muovono velocemente e che proiettano grandi ombre sul terreno.
Con un pennellone volgare ho scurito tutta la zona di sinistra, il cielo, il mare.
Alla fine mi sono trovato con una buona scena, una luce che mi piace e delle nuvole impreviste.

Questa è la tavola.

novembre 13, 2004

Gli innocenti

"Gli Innocenti" è il titolo per la storia nuova, è arrivato questa mattina, dopo che ho disegnato la seconda tavola.


Questa è solo la prima scena, ma qui potete vedere la tavola per intero.
Io, nel frattempo vado avanti, perchè il tempo è poco e le tavole da fare tante.
Mentre disegno scopro di essere piuttosto vecchietto.
Devo disegnare tavole grandi perchè altrimenti non ci vedo.
Ho una strana voglia di disegno equilibrato, che mi preoccupa pure. E muovo la mano piano piano.

Mi viene in mente che quando stavo a Barcellona e frequentavo il "circolo degli artisti" (non vi fate idee strane era un posto per lavorare con i modelli umani), ero giovanotto e pensavo che irruenza e disegno fossero condizioni inseparabili.

Disegnavo la modella con cinquemila tratti tutti nervosi, e più erano nervosi e più mi sembrava di essere bravino e furbo e artistoide.
Un giorno vidi un signore, che disegnava vicino a me, che usava un pezzo di carbone che sembrava rubato da una stufa.
Era vecchio e biancobarbuto.
Disegnava facendo pochi tratti, tutti indispensabili.
La mano si muoveva piano.
Io ero giovanotto e lo snobbai stupidamente.
Ma l'immagine di questo signore mi rimase nella coscienza e qualcosa mi diceva che, prima o poi, sarei tornato a farci i conti.
Ora (più o meno) so il perchè.

novembre 11, 2004

Una nuova storia senza titolo


Questa è una scena della prima tavola della nuova storia.
Non ha ancora un titolo definitivo.
Farà parte di una vicenda di 32 pagine che uscirà per Coconino Press in occasione del festival di Angouleme.
Sto disegnando su una carta strana, difficile da usare, che permette di fare dei bei giochi di luce con l'acquarello.
Quando poi si passa la gomma, spesso, tutto va in briciole, ma questo è un discorso che interessa poco, immagino.

novembre 03, 2004

Muttererde, dicevo.


Dopo la micropolemica sul fatto se una storia senza balloons sia un fumetto o meno, ho deciso di aggiungere la storia "Muttererde", ad una risoluzione che ne consenta una buona lettura, nella sezione dedicata ai fumetti.
L'avrò messa nella sezione sbagliata? :)
La storia fa parte della raccolta Esterno Notte.

novembre 02, 2004

Via da Lucca!


Lucca Comics 2004. Pausa pranzo.
Mangiamo hotdog ottenuti dopo lunga fila tra sinistri personaggi mascherati.
Catwoman mi è passata avanti.


Craig Thompson dedica il suo librone: Blankets.
Lavoreremo accanto per quattro giorni, disegnando di continuo.
Lui fa delle dediche incredibilmente graziose.
Molte ragazze gli chiedono i disegni.



David B. lavora alla mia destra.
I suoi disegni sono sempre intelligenti e bellissimi.
Andiamo a mangiare insieme. Mangiamo in piedi.
I posti sono tutti occupati dai giovanotti travestiti da personaggi che mi vanto di non conoscere.
Siamo anziani, ma nessuno ci lascia il posto a sedere. Non siamo sull'autobus.

Ci vendichiamo inventando storie senza senso a chi ci chiede chi siamo e cosa disegnamo.
Poi parliamo dei progetti futuri e delle nostre idee sul racconto a fumetti.
Io lo voglio sposare.
Ma queste sono cose personali.
Andiamo avanti:

Ceci n'est pas une bande dessinée.
(questo non è un fumetto)


Questa è una pagina di "Muttererde" uno dei racconti che si trovano in Esterno Notte.
Durante la fiera vengo a sapere che stava in lizza per il premio Guinigi per la miglior storia breve.
Mi dicono anche che in seguito è stata esclusa perchè :"non avendo i balloons non può essere definita un vero fumetto".
Spero che mi sia stata detta una stupidaggine.

Comunque:
Lucca comics è terminata.
Tutte le copie di "Appunti per una storia di guerra" disponibili allo stand sono state vendute.
Erano 200.
Pare che sia una specie di record.
Ne sono contento, inutile far finta di niente.

Però sono più contento per l'arrivo delle prime lettere di chi ha letto il libro.
Ero pieno di dubbi e invece i commenti sono commossi e lusinghieri.
Bene.

Ho fatto tantissime dediche.
Ho disegnato a penna e acquarello.
Qualcuno mi ha fatto presente che ero scemo e che allo stand Bonelli davano fotocopie autografate. Io ho risposto che se non disegnavo mi annoiavo. E poi era un buon esercizio.
Però in un paio di momenti, dopo ore di disegno nel caldo e nel frastuono, stavo per sentirmi male.
C'erano delle musiche idiote che ci venivano sparate nelle orecchie in continuazione.
Sigle di cartoni animati, sopratutto.
Con Craig le abbiamo maledette una per una.
Una volta in italiano, una volta in inglese.
Pare che solo da noi il mondo del fumetto sia fuso con i giochi di ruolo, i travestimenti, le musichette sceme.
David B. mi ha detto che in Francia, chi fa fumetti è considerato una persona normale.

novembre 01, 2004

Il tipografo Marco

Questo signore è Marco, il tipografo che ha curato la stampa di "Appunti per una storia di guerra".


Per due volte ho avuto la fortuna di lavorare con lui, in tipografia, per trovare il tono di colore giusto, la corretta quantità di nero.
Lui è sempre stato gentile. Aveva fretta ma non ha mai perso la calma.
Io avevo paura di combinare qualche guaio, perchè quando le macchine partono per la stampa non si possono fermare e se c'è un errore te lo tieni, ma la sua attenzione e i suoi consigli mi hanno permesso di fare un buon libro.
Questo post (per quel che vale) è un piccolo ringraziamento.