novembre 02, 2005

Lucca 2005

Sono tornato.
Per quattro giorni sono rimasto allo stand Coconino, facendo disegni e dediche sulle copie dei libri.
Sono tornato con il mal di gola, la fidanzata ammalata e una stanchezza che impiegherà più di una giornata per andarsene via.
Sono tornato con il premio come Miglior Autore Unico. Una cosa di cui parlerò. Sono tornato anche con il nuovo volume : "Questa è la stanza", che non avevo ancora visto stampato.
Ora non ce la faccio a fare un resoconto di queste giornate.
Ci sono tante cose da raccontare.
Lo farò nei prossimi giorni.
Questo post è solo per mandare un saluto a tutti i lettori che hanno voluto incontrarmi allo stand, per ringraziarli delle attenzioni ricevute.
Ed è anche la prima occasione per mandare un abbraccio ai disegnatori che con me hanno lavorato come pazzi, per quelle quattro interminabili giornate di fronte al rumorosissimo box delle plasystation 2:
Marco Corona, Elfo, Craig Thompson, Igort, Matt Broersma, Sergio Ponchione, Piero Macola, Paul Karasik, Davide Toffolo.
Il ringaziamento finale, per tutto il lavoro fatto, va (naturalmente) a Simone Romani e tutto lo staff Coconino.

ottobre 14, 2005

Premio Fiesole

Ascanio Celestini, con il suo libro "Storie di uno scemo di guerra" ha vinto il Premio Fiesole Narrativa Under 40.
A me è andato il Premio Speciale.
Così, in occasione della premiazione sarà allestita una mostra di miei lavori recenti, sarà presentato il volume "Questa è la stanza" e ci sarà una sessione di disegno dal vivo.
Questo è il comunicato stampa del premio, con date ed eventi ben indicati.

ottobre 05, 2005

Biro, acqua e pittura


Tra ieri e oggi ho scoperto una cosa.
E' successo grazie al ragazzo disegnato qui accanto.
Mentre parlavo al telefono, con una penna biro normalissimo modello, ho preso a disegnarne la figura.
Mi piaceva la faccia e mi piaceva la penna biro e ho continuato a fargli ritratti.
Ne ho fatti tanti. in diverse posizioni e diverse espressioni, facendolo ridere (con delle battute) ed arrabbiare (con delle battute antipatiche).
Ero convinto di non poter usare l'acquarello con la penna biro. Ero sicuro che l'inchiostro con l'acqua si sarebbe sciolto e così ho provato a fare una colorazione al computer che mi ha lasciato (dopo tre ore di prove che parevano assai promettenti) una simpatica sensazione di morte.
Questo mi accade tutte le volte che provo a colorare con il computer. Mi entusiasmo alla scoperta della tecnica e poi piango perchè quella tecnica sofisticatissima mi da sempre delle brutte sensazioni finali.
Quindi, ho preso l'acquarello (quello vero) e mi sono apprestato a rovinare i disegni, mettendo l'acqua sull'inchiostro della biro, come ribellione alla precisione del digitale e ai suoi infiniti livelli di Undo.
Bene. Ho impiegato 42 anni, ma finalmente ho scoperto (stupida minuscola scoperta che mi entusiasmò) che l'inchiostro della biro dopo 5 minuti di asciugatura NON si scioglie più. Alleluia. Altro che computer!
Ora, secondo me il tratto a penna biro è fantastico. E' docile e calibrabile, chiaro e scuro e le penne biro non costano niente e si trovano ovunque. Finora non le avevo mai usate per problemi di scioglimento con l'acquarello. Sono stato stupido. Le biro del ventunesimo secolo non si sciolgono e la prossima storia sarà disegnata proprio con questi poveri mezzi. Ah.

Per finire questo post dal bassissimo livello intellettuale, ecco un' altra pittura.
La numero cinque.
Niente biro qui.
Olio e lametta da barba.

ottobre 04, 2005

Hanno ritrovato la macchina


Un altro racconto:
Hanno ritrovato la macchina.
Un gioco, una cosa che mi sono divertito a scrivere.
E' dedicata al buon Ulisse, che mi ha aiutato, senza ricompensa alcuna, ad aggiustare queste pagine.
Ed è dedicata a mia sorella Annalisa, che si è presa la briga di segnalarmi le parti dove la lettura si inceppava di più.

settembre 30, 2005

Gipi's Guitar shop

4

Questa è la pittura n. 4 (35*50).
Anche questa è dipinta su cartone telato con preparazione ad olio.
Colori a olio, lametta da barba, spatole di dimensioni diverse.
Ora sto aspettando che asciughi una tavola di formato più grande.
Tutti questi dipinti sono fotografati con una macchinina digitale, la resa è quella che è.

settembre 28, 2005

Tre dipinti

Ho iniziato a lavorare ad una serie di vedute di luoghi che non esistono.
Io le chiamo "vedute" perchè quando inzizio a dipingere (partendo dal cielo) mi sembra di ricordare questi posti, di esserci stato e ho l'impressione di non inventare niente.
E' una sensazione fasulla, particolare e stranamente piacevole.
Le pitture sono fatte utilizzando una lametta da barba ed altre spatoline di metallo. Ci sono anche tocchi di pennello, qua e là, per i dettagli minuti.
Sto usando dei supporti con una preparazione mai usata prima, che li rende plastici e scivolosi.
Il colore non si attacca mai e ho sempre la possibilità di riportare fuori luci dimenticate.
Questa è una buona cosa.
Mentre dipingo, ad un certo punto, mi saltano in mente i titoli dei lavori. Non li decido. Me li ritrovo in mente.
La mia fidanzata storge sempre la bocca, sentendoli, ma quelli sono i titoli: vengono da soli e (per quanto possano piacere poco anche a me) non me la sento di cambiarli.
Ora, l'intenzione è di fare una sessantina di vedute.
Farne un libro.
Forse con due parole scritte ogni tanto.

settembre 08, 2005

20 minuti di sgomento



Venerdì alle ore 21,30, al festival Videominuto Pop Tv 2005 di Prato saranno proiettati venti minuti di cortometraggi di SantaMariaVideo, la mia casa di produzione video.
I video in programma sono:
>Camaleontismo.
>Fare schifo.
>Grazie ragazzi.
>Adidas.
>The question is.
>Di cosa sono fatte le persone.
>La fabbrica dell'amianto.
>Vaffanculo del terzo tipo.
>Il capo del gruppo.
>Due torture.
>Uscire dall'anonimato.
Il festival Videominuto è un appuntamento divertente e interessante.
Ci sono anche tantissimi altri film e filmini da vedere. E poi è all'aperto e si può urlare contro lo schermo, durante le proiezioni.
A me piace.

Scuola di fumetto

Segnalazione di servizio:
Se siete interessati, sul mensile "scuola di fumetto" di questo mese ci sono quattro pagine sul mio lavoro, con tante immagini e disegni e descrizioni dei materiali e delle tecniche.
E' un bell'articolo.

Questo è il sito web della rivista.
Buona visione.

settembre 04, 2005

Superbianco

Scrivere è cosa difficilissima.
Disegnare è difficile pure, ma un po' lo so fare, in modo naturale.
Scrivere è davvero difficile.
O meglio, potrebbe apparire meno difficile se uno dimenticasse l'esistenza della letteratura.
Se non fosse esistito niente prima.
Ecco: se non fosse esistito niente di scritto prima, avere una buona idea della propria scrittura sarebbe abbasanza facilino.
Questo ragionamento, in effetti, si può applicare anche al disegno. Se uno riesce a dimenticare l'intera storia della pittura, può sentirsi un genio del pennello. E' facile. Ed è attività piuttosto diffusa.
Ho voglia di fare una polemica su una cosa. Ma ne parliamo un'altra volta.

Torniamo alla scrittura.
Ho messo giù un racconto.
Si intitola "Superbianco".
Potete leggerlo qui.
Io consiglio di stamparlo e leggerlo tenendo il foglio in mano, che a leggere sui monitor poi vi fate male agli occhi.

Questo racconto è la cronaca piuttosto fedele di una faccenda che mi è capitata ieri.
Accidenti, se la letteratura non fosse esistita, se non esistesse termine alcuno di paragone, potrei considerarmi uno scrittore decente.

Ora mi è presa la fissa di fare gli audiolibri per i ciechi.
Voglio tradurre in una sorta di radiodramma alcuni miei lavori. Inizierò con "Gli innocenti", e poi vedremo cosa succederà.
Anche questo racconto è scritto come se dovesse essere letto ad alta voce.

settembre 03, 2005

Il libro nuovo

Il libro nuovo è terminato.
Nella versione italiana si intitolerà "Questa è la stanza".
"Le local" nella versione francese.
In Francia sarà pubblicato da Galllimard, in una nuova collezione di BD diretta da Joann Sfar.
In Italia uscirà per Coconino Press e non potrebbe essere altrimenti.

Sei mesi prima.
Sono a letto e dormicchio. Alle otto di mattina vengo svegliato dal telefono. Mi spavento. Mio padre è morto da pochissimo. Ho paura che sia capitato qualcosa a mia madre.
Rispondo.
E' Joann Sfar.
Mi esprime il suo entusiasmo per la lettura di "Appunti per una storia di guerra". Io sono felice, anche perchè Joann è un genio riconosciuto del fumetto internazionale.
Mi propone di scrivere e disegnare un libro per una nuova colllana da lui diretta. Una collezione che sarà prodotta e stampata da Gallimard. Mi dice che abbiamo pochissimo tempo: 2 mesi. Accetto. Ho una storia iniziata, le idee sono ancora confuse. Racconta delle vicende in un gruppo di ragazzi che hanno una band. Un gruppo, come quello in cui ho suonato (male) per tanti anni, da ragazzo.

La notte in cui è morto mio padre io ero naturalmente sveglio. Ero a casa dei miei genitori.
Esco fuori, sul terrazzino, sono le sei e mezza, credo. C'è il sole che nasce. Le case cominciano a schiarirsi. il cielo è giallo. E' l'alba del giorno dopo la morte di mio padre.
Io resto lì. Guardo la luce che arriva e sobbalzo.
Sono stupito. Sono sinceramente stupito che torni a fare giorno. Ero sicuro (senza pensarci, ma ero sicuro, vi giuro) che sarebbe rimasta notte per sempre. Invece torna il giorno: nel giardino dei miei genitori ci sono i soliti merli, maschi e femmine, che scendono a farsi la corte.
Banalità: è la vita che continua. E continua subito , inarrestabile, incurante di tutti i dolori, non fa un attimo di pausa. Torna la fame, torna la sete, la voglia di riposarsi, di lavorare, di perdere tempo, di disegnare, di baciarsi.
E' di questo continuare a vivere che parlerà il libro. Del modo in cui le cose vanno avanti e della contrapposizione, che io avverto ora continua, dentro e fuori di me, tra la tensione allla vita e la tendenza alla morte.

Il libro è iniziato così. Con questi pensieri.
Poi, come faccio sempre, su questi temi seri seri ho fatto muovere dei personaggi che sono abbastanza scemi (come me e i miei amici, senza offese) e sono stato a vedere come reagivano alle prese con questioni più grandi di loro (più grandi di me).
Spero che sia un buon lavoro. E' stato disegnato in un periodo molto triste, ma ho fatto di tutto perchè questo non trasparisse troppo.
Non voglio mica rompervi le scatole.

Qui ci sono quattro tavole di anteprima.
Spero che vi piacciano.

agosto 26, 2005

Una mano nel vicolo


Ho fatto questo disegno per La Repubblica, ad illustrazione di un racconto sulla vicenda (terribile) di Sacco e Vanzetti.
Ho disegnato la macchina e poi ho sparato da un lato, braccio di fuori.
L'uomo colpito, a lato della strada, si è messo in una posizione goffa. Come se si gettasse a terra.
Infine, davanti a lui, nel vicolo, e di getto, ho disegnato una manona.

So che non è bello parlare sui disegni, ma il modo in cui le parti dell'illustrazione sono venute fuori, da sole, con quella manona finale, mi pareva curioso e degno di nota.

agosto 24, 2005

Chiarina

Quando mi prendeva in giro mi chiamava per cognome, come si fa a scuola.
Quando giravo i corti mi domandava come andavano "i filminI".
I filmini, sono quelle cose che fanno i ragazzini, recitando parti improvvisate, in casa, con gli amici, con la cinepresa prestata dai genitori.
Chiarina aveva capito subito che quello era lo spirito con cui lavoravo.
E forse era anche un po' il suo.
Ma lei i filmini li aveva fatti diventare inchieste intelligenti e difficili.

Chiarina era una giornalista di Report, la bella trasmissione di Rai 3.
Per quella testata ha firmato servizi bellissimi e impeccabili.
Noi eravamo amici da tanti tanti anni.
Ed io ero (sono) sinceramente orgoglioso della sua amicizia.

Quando era piccoletta, avrà avuto 18 anni apena, passava sotto casa mia con una motociclettona e io la vedevo dalla finestra e ridevo e mi preoccupavo pure.
Era una Honda con il serbatoio cromato. una moto bellissima, a ripensarci.

Per lavoro e per piacere Chiarina si è girata mezzo mondo.
Mentre io avevo paura a prendere il pullman per andare da Pisa a Pistoia.
Ogni volta che ci siamo visti, ogni volta, senza eccezione, io sono stato contento di vederla.

Lei se ne è andata, improvvisamente e senza nessun preavviso, l'altra notte.
Ha lasciato tanti amici in lacrime.
A tutti loro mando un abbraccio da queste pagine tristi.
Al suo compagno Giuliano, sopratutto.

Chiarina era il modo in cui tutti quanti la chiamavano, dallle mie parti.
Il suo nome per intero era Chiara Baldassari.
Aveva 32 anni.

agosto 19, 2005

Domani


Questo è uno dei disegni che saranno pubblicati domani, su La Repubblica, ad illustrare una serie di racconti di Gunter Grass.

agosto 17, 2005

Giuliano e Nina


Ho sempre avuto grosse difficoltà nel disegnare gli innamorati.
La mia paura è quella di disegnare coppie finte o innamorati da bruttofilm.
Insomma, è un tema delicato. E delicate sono le ragazze.
Altro terreno pericoloso per me, che ho la speranza di disegnare femmine realistiche e non amo le rappresentazioni di pinup più o meno erotiche.
Nella storia "La stanza" ci sono due innamorati: si chiamano Giuliano e Nina.
Non fanno tante smancerie e sono piuttosto riservati.
Sono contento di come sono venuti.
Sono contento sopratutto di lei, perchè penso di essere riuscito a disegnarla in modo trascurato, senza darle più attenzioni di quante non ne dedichi alle figure maschili.
Questi sono loro, davanti ad una domanda alla quale non sanno rispondere.

agosto 14, 2005

Un paesaggio


Questo disegno di paesaggio è stato pubblicato su La Repubblica di sabato 13 agosto.
Ne sono contento ed ho deciso di metterlo anche qua, visto che la stampa del quotidiano spesso non è la migliore per i disegni.

Intanto sto terminando il libro nuovo.
Pochissime tavole al termine.
Poi seguirà un lavoro di revisione e aggiustamento generale.
Per tutta l'estate non ho mai smesso di disegnare, mi sento anche un po' stupido per questo e sono pallido come in pieno dicembre.

Non posso mettere delle tavole in mostra, perchè al punto in cui sono, ogni pagina svela una parte del finale della storia e non voglio rovinare la lettura a nessuno.
Posso mettere questa pagina.

Ho già cominciato a scrivere cose nuove.
Una di queste sarà il secondo numero di "Baci dalla provincia", il seguito de "Gli innocenti".
E poi dei testi, cose da leggere a voce alta.
Da recitare forse.

Un giorno di questi, se mi sveglio bene, faccio dei file audio con recitazione, musica e suoni. Praticamente dei micro radio-drammi, e li metto qui, da scaricare e ascoltare.
Ecco, me ne è appena venuta una voglia irrefrenabile.

giugno 06, 2005

Le difficoltà della normalità


Descrivere e disegnare scene semplici, di vita quotidiana, è per me la cosa più difficile da fare.
A volte mi capita di vedere disegni a carattere fantascientifico o fantasy e dentro di me c'è la voce del disegnatore infantile che dice "Ma non ci vuole niente a disegnare questa roba!".

Non è proprio così, naturalmente, ma rappresentare l'aria di un pomeriggio semplice, in una casa normalmente arredata, con tempi lineari è (secondo me) molto più impegnativo.

I motivi sono diversi: quando si ha a che fare con la narrazione di cose "comuni" ci si scontra con una quantità di oggetti ed ambienti "non belli".
Sono gli oggetti che ci circondano nella vita di tutti giorni. Cose senza fascino. Cose brutte.
E poi c'è la questione della lentezza, che per me è molto importante. Disegnare e raccontare scene che abbiano un "peso del tempo" realistico. Non cose dinamiche. non scene di azione. I minuti, come passano nei nostri giorni.

Insomma, ho disegnato due tavole della storia nuova (La stanza) dove mi sono confrontato proprio con questo tipo di problemi.
Spero di esserne uscito bene.

Questa è la prima e questa è la seconda.

maggio 31, 2005

Io e Gli Innocenti


Qui potete leggere una recensione di Ettore Gabrielli del mio ultimo piccolo libro "Gli Innocenti".

In questa pagina Francesca Rimondi di Studio GradoZero racconta de Gli Innocenti e del mio incontro con il pubblico avvenuto nei locali dell'associazione Hamelin (miei amici cari!) di Bologna.

maggio 30, 2005

Ma quanto chiacchiero?

Spero di non esagerare.
Questa è una nuova intervista fatta con Antonio Cornacchia su Creativo Social Club.
Le domande erano interessanti e io non ho resistito alla tentazione di raccontare.

maggio 26, 2005

Sono tornato

Ho terminato il lavoro a Bologna.
Sei giorni di workshop con gli studenti dell'accademia di belle arti.
La presentazione della collana Ignatz alla libreria Feltrinelli di Bologna.
Un incontro con il pubblico all'associazione Hamelin.

E' andato tutto bene.
Pensavo di non sapere più insegnare affatto e invece ho ritrovato un briciolo di forza.
Gli studenti sono stati bravi, il loro cervello ha retto al "trattamento" ed hanno lavorato con buona volontà.

Negli incontri con il pubblico mi succede sempre una cosa strana, la timidezza mi trasforma in una specie di istrioncino comico.
Ho sempre paura che gli spettatori degli incontri si annoino e così mi ritrovo a fare lo scemetto per evitarlo.
Forse troppo.

Giacomo Nanni, Alessandro Tota, Amanda Vahamaki, Andrea "The Amazing" Bruno ,Michelangelo Setola, Edo Chieregato, buona parte degli autori della rivista "Canicola", insomma, mi hanno accompagnato, accudito e trattato benissimo per tutte queste faticose giornate.
In una bella serata ho reincontrato anche Giacomo Monti, un altro degli autori di Canicola con il quale ho passato purtroppo troppo poco tempo.
Roberto La Forgia non ha pubblicato su Canicola ma il suo lavoro, sono sicuro, troverà presto la sua strada. Ho incontrato anche lui, dopo alcune lettere ed una intervista e mi ha fatto davvero piacere.

Tanti, profondi e tenerissimi sono i miei sentimenti verso questi giovani talenti.

E non scrivo queste righe solo come diario romantico di amicizia, ma per poter dire un giorno, quando saranno grandi e il loro lavoro sarà ben riconosciuto: "Io l'avevo detto che erano bravi".
Così da potermi, in questo modo, dare delle arie e trarne giovamento.

Che qualcuno non pensi che ho dei buoni sentimenti.


Ops.
Questo è proprio un post da diario in stile blog.
E' la stanchezza.
Torno al lavoro.
Non accadrà più.

maggio 20, 2005

Bologna 24 maggio

Martedì 24 maggio alle 18 sarò alla libreria Feltrinelli di Bologna (piazza Ravegana 1) per la presentazione de "Gli Innocenti".
Insieme a me ci sarà Gabrielle Giandelli, con il suo volume "Interiorare".
A presentare l'incontro: Giovanna Anceschi e Omar Martini.

Intervenite numerosi.

aprile 27, 2005

>Ext. Nuit

In questi giorni sto lavorando alla riedizione del mio primo lavoro: Esterno Notte.
La versione italiana è esaurita e stiamo per ristamparla con alcune modifiche e l'aggiunta di una storia: "Le facce nell'acqua", nuovi disegni ed un nuovo testo di accompagnamento.

La nuova edizione uscirà anche in Francia (Vertige) e probabilmente (non è ancora sicuro) in altre nazioni europee. Così ho dovuto fare delle modifiche.
Niente balloons trasparenti, per esempio. (Qualcuno mi dica, una volta per tutte, come si scrive balloons) .

Quando disegnai le storie di E.N. non pensavo che ne avrei fatto un libro. Più avanti pensai che non ne sarebbero state vendute più di tre copie. Quindi non pensai neppure a lavorare pensando alla necessità di traduzione e mi lasciai andare ad ogni tipo di libertà grafica.
Ora pago questo leggero pessimismo.

Sto passando le giornate al computer, a lavorare solo sulla grafica.
E intanto la storia de "La stanza" mi chiama e si lamenta, dal tavolo da disegno.

aprile 13, 2005

Finalmente si suona


Ci sono volute trenta pagine, ma finalmente i ragazzi stanno attaccando il primo pezzo. La prima canzone.
Questa è la pagina.

Piccole cose (non)importanti.
Ho rifatto tutti i bordi alle scene, sostituendo i contorni netti con delle cornici naturali.
Ho tolto i testi fatti con il computer e riscritto tutto a mano.
In pratica: ogni aspetto grafico dove avevo usato la macchina è stato rifatto in stile umano.
La vita della storia (secondo me) ne ha tratto gran giovamento.

aprile 11, 2005

Febbre Parigina

Rientro da Parigi con febbre a 39.
Alla frontiera italiana vengo spogliato e perquisito dalle guardie di frontiera.
Ho l'impressione di essere tornato giovanotto.


Ho viaggiato nella cuccetta con un ingegnere progettista di peni artificiali.
Ho conosciuto la "Donna senza faccia" della quale parlerò altrove.
Incontrato Joann Sfar per parlare di disegni e libro nuovo.
Fatto contratto con la Nocturne per disegnare venti pagine su John Coltrane (il jazzista).
Visto tantissime cose belle.
Parigi è una meraviglia e mi piace sempre di più.
Ora devo disegnare centomila tavole a colori nel più breve tempo possibile.
Devo anche fare il seguito de "Gli Innocenti".
In Francia sono uscite molte recensioni del mio lavoro.
Tutto bene. Potrei quasi essere supercontento.

Purtroppo sono malato. Ho un orecchio che fischia di continuo e mi fa girare la testa.
Fiiiiiii.
Mentre ero malatissimo ho chiacchierato un'intervista con Roberto La Forgia.
Si trova qui.

marzo 16, 2005

Pagina 20


"La stanza" è arrivata a pagina 20.
Ho sempre pensato di aver bisogno di tempo e concentrazione e calma per poter lavorare bene.
Ora mi ritrovo a disegnare nei ritagli di tempo, quando posso, quando riesco a mettermi al tavolo da disegno.
Eppure i disegni vengono fuori con maggiore facilità di quanto sia stato in passato.
Misteri di questo lavoro. Più passa il tempo e più perdo la speranza di poter un giorno individuare un "metodo sicuro per fare le storie come si deve".
Comunque:
Questa è la tavola diciannove.
Questa la numero venti.

Salon du livre de Paris


Le 23 Mars je serai à la festival du livre de Paris, au stand actes sud, pour une journée de dédicaces du livre "Notes pour une histoire de guerre".
Je serai heureux de rencontrer les lecteurs français.

Bene, io ci provo a imparare il francese.
Sarò a Parigi, il 23 marzo per una giornata di dediche per "Notes pour une histoire de guerre" la versione francese di Appunti per una storia di guerra.
Credo che di italiani ne vedrò pochi, ma l'annuncio dovevo farlo.

Napoli

Al Napoli Comicon mi sono divertito. Ho fatto tanti disegni, ho imparato a disegnare i chitarristi di getto, ad acquarello.
Ho imparato anche altre cose.
Non ho vinto il premio Micheluzzi che è andato a Blankets del bravo Craig Thompson.
Però ho fatto amicizia con Baru e con Gabriella Giandelli e sono proprio contento.
I disegni delle loro dediche erano diversi ed ugualmente belli.
Baru dipinge di forza, con grande energia, era contento di un rosso di acquarello Winsor and Newton che mi ero portato.
Gabriella usa le matite colorate e disegna semplici oggetti "normali" che acquistano mistero e carattere.
Igort disegnava il suo Fats Waller, con grazia, con la matita e l'acquarello e ogni volta era una dimostrazione di equilibrio.
Igort mi prendeva in giro (come sempre) per il modo che ho di usare l'acquarello.

Mi è piaciuto disegnare con loro, sembrava di essere a scuola, tra compagni di banco.

Ho visto dei buoni lavori di disegnatori coreani e ci siamo fatti i complimenti a vicenda in un inglese da arresto immediato.

Queste sono due fotografie fatte durante le dediche. Ci siamo io, Igort, Gabriella Giandelli e Baru.




Quest'ultima fotografia risale invece alla mia precedente gita a Parigi e Angouleme.
Non c'entra niente con Napoli, ma mi piace tanto.
Ho voluto metterla lo stesso.
Ci siamo io, Igort e David B.
Siamo in una famosissima libreria di parigi della quale (naturalmente) non ricordo il nome.

febbraio 23, 2005

La stanza (parte2)

Oggi altre due tavole.
Comincio a sbloccarmi e pian piano succedono cose buone.
In questa vignetta si vede il cortile esterno della stanza.
Fino ad un attimo prima c'erano una decina di cani che abbaiavano come pazzi.
Si sono zittiti di colpo.

Questa è la tavola dove questo succede.

febbraio 22, 2005

Ci siamo

Ho iniziato la storia nuova.
In un pomeriggio ho fatto tre tavole.
Sono di formato piccolo, procedo velocemente.
In questi giorni brutti, stare dentro i disegni è un vero sollievo.
Non smetterei mai, vorrei disegnare di continuo.

Ma non si può.
Ci sono cose importanti da fare.
Mio padre è via da un mese.

Questa è una delle vignette della storia.

E questa è la stanza, come appare per la prima volta ai protagonisti della vicenda.

Vado avanti.

febbraio 20, 2005

Igort e me

Il mio fratello Igort mi ha scritto una nota riguardo alla mia opinione sulle note musicali nel fumetto. Previa autorizzazione, eccola qua riportata:

IGORT
Ho letto le tue annotazioni sul fumetto: io non sono d'accordo sulle note
musicali, che io uso, come i grandi punti esclamativi o gli effetti
cinetici. Sono parte del cartoon. FUMETTO puro, a me piacciono e evocano
tante cose. Magari non rendono la musica. Ma il linguaggio è fiction.


Questa è la mia risposta. Igort era nel giusto e quindi dovetti spiegare in modo più serio la mia opinione.

ME
Capo, riguardo alle note nei fumetti, neppure io sono d'accordo con me stesso.
Lo so che le note possono funzionare, dipendono dal contesto e dallo stile e il tipo di racconto.
Nella mia storia le note fluenti starebbero male perchè la musica punk/HC che fanno i ragazzi risulterebbe ammorbidita e addolcita da una scrittura di note. Inoltre, nella nostra band nessuno sapeva cosa fosse una nota scritta.
Certo che in un fumetto ad ambientazione più morbida, con jazzisti e Billie Holiday l'effetto di trasporto vellutato delle note risulta assolutamente indicato.


Questa mattina, per telefono, la piccola discussione è andata avanti e abbiamo convenuto che potrebbero esserci scritture di note adatte ad ogni contesto, cambiando la scrittura, con un tratto aggressivo, senza pentagrammi disegnati etc.

E' forse questa discussione una stupidaggine?
E' possibile, però a me da l'idea di come si possa avere una attenzione seria verso ogni aspetto del racconto a fumetti. Anche nei riguardi di particolari che potrebbero essere definiti secondari.
Questa è la morale.
Stop.

Napoli Comicon 2005

Gli amici editori di Coconino mi hanno appena informato che "Appunti per una storia di guerra" è nominato nella categoria "migliore opera a fumetti" al festival Comicon di Napoli.
Sono contento, anche se sarà dura spuntarla.
Uno dei concorrenti è Blankets del buon Craig Thompson.
Un libro molto importante.
Non conosco gli altri concorrenti al premio.

Comunque, la nomina è già una cosa importante.
Sono contento.

febbraio 18, 2005

Viva i disegni

Viva i disegni, quando vengono.
Ho trovato il tratto giusto e ora sembra tutto in discesa.
Viva i disegni, che riescono a farmi star bene sempre, anche in questi giorni brutti assai.
Viva i disegni.
Con questo nuovo modo posso disegnare direttamente a penna.

Fare la matita solo nelle cose più difficili o nelle scene composite.

E quando si disegna di getto succedono cose buone.
Qui Spigolo (il cantante) saluta.

E qui c'è uno che ha sbattuto il naso.

In questo disegno, finalmente si suona.

febbraio 17, 2005

Il problema/i problemi

Il problema con la nuova storia (La stanza) è che essa è lunga.
Più lunga di ogni altra cosa che scrissi in passato.
E i personaggi che la popolano recitano e si atteggiano e fanno cose che i personaggi delle storie precedenti non hanno mai fatto.
Questo, per esempio, ride a scemo.


Insomma: tante tante pagine da fare. Tantissime espressioni, una miriade di gesti.
Sono a caccia di un disegno che sia agile e velocissimo. Perchè non ci voglio morire di vecchiaia ne "La stanza".


Tra le cose difficilissime (per me) da fare, ci sono le ragazze. E poi la musica, i ragazzi che suonano, che scherzano e fanno rumori con il sedere. (sì, questi personaggi sono piuttosto scemetti).
E poi sarà a pseudocolori, con esigenze di pittura alle quali non posso permettere di rallentare il lavoro.
Mi riuscirà?

Voglio avere un disegno spensierato. Leggero.
Come ho disegnato la chitarra del chitarrista qua sopra.
Quella, secondo me, è la via.

febbraio 10, 2005

Una scena

I ragazzi della storia immaginaria hanno due motorini.
Stanno andando verso la stanza, a suonare.
Il cielo è giallo, ma a loro (e a me) sembra assolutamente normale.


Questo è il disegno grande.

febbraio 07, 2005

La stanza

Sto facendo altri studi per la storia nuova.
I ragazzi del gruppo suonano in una vecchia stalla in mezzo ai campi coltivati.
Questa è la casa, vista dal lato sud.

Negli anni passati questo posto ospitò un allevamento di cani spinoni.
"La stanza" è il titolo provvisorio.

febbraio 04, 2005

Il gruppo

Mi è venuta in mente una storia nuova.
Ho fatto i primi disegni.

Siamo in una casa in campagna.
In quella che era una stalla è stata ricavata una sala prove dove suona un gruppo di ragazzi.
Suonano male. Si divertono molto.
Vicino alla casa passa una strada con una grande curva.
Ci sono altri ragazzi che vanno a sentire il gruppo che suona.
So poco altro di loro, per adesso.
Non voglio fare cagate come note musicali che svolazzano sulla tavola o altre (a mio avviso) inefficaci traduzione della musica in disegno.
Quindi dovrò inventare qualcosa per rappresentare il frastuono.
Non sarà facile.

Comunque:
Questo è il chitarrista, in due prese diverse.



Sono stato a Parigi, dopo il festival di Angouleme.
In un negozio bellissimo che si chiama Sennellier ho comprato degli acquarelli nuovi, grandi così e potenti. Pure una carta mai vista, che non si imbarca mai e che permette dei giochi di sovrapposizione di colore (e acqua) fino ad ora impensabili.
Voglio dipingere usando poco tratto nero, e quel poco sarà sottile.
Vorrei tirare su le forme solo con le pennellate.
Forse la storia sarà a colori. Se sarà, naturalmente.
Non si sa mai.