settembre 30, 2005
4
Anche questa è dipinta su cartone telato con preparazione ad olio.
Colori a olio, lametta da barba, spatole di dimensioni diverse.
Ora sto aspettando che asciughi una tavola di formato più grande.
Tutti questi dipinti sono fotografati con una macchinina digitale, la resa è quella che è.
settembre 28, 2005
Tre dipinti
Io le chiamo "vedute" perchè quando inzizio a dipingere (partendo dal cielo) mi sembra di ricordare questi posti, di esserci stato e ho l'impressione di non inventare niente.
E' una sensazione fasulla, particolare e stranamente piacevole.
Sto usando dei supporti con una preparazione mai usata prima, che li rende plastici e scivolosi.
Il colore non si attacca mai e ho sempre la possibilità di riportare fuori luci dimenticate.
Questa è una buona cosa.
La mia fidanzata storge sempre la bocca, sentendoli, ma quelli sono i titoli: vengono da soli e (per quanto possano piacere poco anche a me) non me la sento di cambiarli.
Ora, l'intenzione è di fare una sessantina di vedute.
Farne un libro.
Forse con due parole scritte ogni tanto.
settembre 08, 2005
20 minuti di sgomento
Venerdì alle ore 21,30, al festival Videominuto Pop Tv 2005 di Prato saranno proiettati venti minuti di cortometraggi di SantaMariaVideo, la mia casa di produzione video.
I video in programma sono:
>Camaleontismo.
>Fare schifo.
>Grazie ragazzi.
>Adidas.
>The question is.
>Di cosa sono fatte le persone.
>La fabbrica dell'amianto.
>Vaffanculo del terzo tipo.
>Il capo del gruppo.
>Due torture.
>Uscire dall'anonimato.
Il festival Videominuto è un appuntamento divertente e interessante.
Ci sono anche tantissimi altri film e filmini da vedere. E poi è all'aperto e si può urlare contro lo schermo, durante le proiezioni.
A me piace.
Scuola di fumetto
Segnalazione di servizio:
Se siete interessati, sul mensile "scuola di fumetto" di questo mese ci sono quattro pagine sul mio lavoro, con tante immagini e disegni e descrizioni dei materiali e delle tecniche.
E' un bell'articolo.

Questo è il sito web della rivista.
Buona visione.
Se siete interessati, sul mensile "scuola di fumetto" di questo mese ci sono quattro pagine sul mio lavoro, con tante immagini e disegni e descrizioni dei materiali e delle tecniche.
E' un bell'articolo.
Questo è il sito web della rivista.
Buona visione.
settembre 04, 2005
Superbianco
Scrivere è cosa difficilissima.
Disegnare è difficile pure, ma un po' lo so fare, in modo naturale.
Scrivere è davvero difficile.
O meglio, potrebbe apparire meno difficile se uno dimenticasse l'esistenza della letteratura.
Se non fosse esistito niente prima.
Ecco: se non fosse esistito niente di scritto prima, avere una buona idea della propria scrittura sarebbe abbasanza facilino.
Questo ragionamento, in effetti, si può applicare anche al disegno. Se uno riesce a dimenticare l'intera storia della pittura, può sentirsi un genio del pennello. E' facile. Ed è attività piuttosto diffusa.
Ho voglia di fare una polemica su una cosa. Ma ne parliamo un'altra volta.
Torniamo alla scrittura.
Ho messo giù un racconto.
Si intitola "Superbianco".
Potete leggerlo qui.
Io consiglio di stamparlo e leggerlo tenendo il foglio in mano, che a leggere sui monitor poi vi fate male agli occhi.
Questo racconto è la cronaca piuttosto fedele di una faccenda che mi è capitata ieri.
Accidenti, se la letteratura non fosse esistita, se non esistesse termine alcuno di paragone, potrei considerarmi uno scrittore decente.
Ora mi è presa la fissa di fare gli audiolibri per i ciechi.
Voglio tradurre in una sorta di radiodramma alcuni miei lavori. Inizierò con "Gli innocenti", e poi vedremo cosa succederà.
Anche questo racconto è scritto come se dovesse essere letto ad alta voce.
Disegnare è difficile pure, ma un po' lo so fare, in modo naturale.
Scrivere è davvero difficile.
O meglio, potrebbe apparire meno difficile se uno dimenticasse l'esistenza della letteratura.
Se non fosse esistito niente prima.
Ecco: se non fosse esistito niente di scritto prima, avere una buona idea della propria scrittura sarebbe abbasanza facilino.
Questo ragionamento, in effetti, si può applicare anche al disegno. Se uno riesce a dimenticare l'intera storia della pittura, può sentirsi un genio del pennello. E' facile. Ed è attività piuttosto diffusa.
Ho voglia di fare una polemica su una cosa. Ma ne parliamo un'altra volta.
Torniamo alla scrittura.
Ho messo giù un racconto.
Si intitola "Superbianco".
Potete leggerlo qui.
Io consiglio di stamparlo e leggerlo tenendo il foglio in mano, che a leggere sui monitor poi vi fate male agli occhi.
Questo racconto è la cronaca piuttosto fedele di una faccenda che mi è capitata ieri.
Accidenti, se la letteratura non fosse esistita, se non esistesse termine alcuno di paragone, potrei considerarmi uno scrittore decente.
Ora mi è presa la fissa di fare gli audiolibri per i ciechi.
Voglio tradurre in una sorta di radiodramma alcuni miei lavori. Inizierò con "Gli innocenti", e poi vedremo cosa succederà.
Anche questo racconto è scritto come se dovesse essere letto ad alta voce.
settembre 03, 2005
Il libro nuovo
Il libro nuovo è terminato.
Nella versione italiana si intitolerà "Questa è la stanza".
"Le local" nella versione francese.
In Francia sarà pubblicato da Galllimard, in una nuova collezione di BD diretta da Joann Sfar.
In Italia uscirà per Coconino Press e non potrebbe essere altrimenti.
Sei mesi prima.
Sono a letto e dormicchio. Alle otto di mattina vengo svegliato dal telefono. Mi spavento. Mio padre è morto da pochissimo. Ho paura che sia capitato qualcosa a mia madre.
Rispondo.
E' Joann Sfar.
Mi esprime il suo entusiasmo per la lettura di "Appunti per una storia di guerra". Io sono felice, anche perchè Joann è un genio riconosciuto del fumetto internazionale.
Mi propone di scrivere e disegnare un libro per una nuova colllana da lui diretta. Una collezione che sarà prodotta e stampata da Gallimard. Mi dice che abbiamo pochissimo tempo: 2 mesi. Accetto. Ho una storia iniziata, le idee sono ancora confuse. Racconta delle vicende in un gruppo di ragazzi che hanno una band. Un gruppo, come quello in cui ho suonato (male) per tanti anni, da ragazzo.
La notte in cui è morto mio padre io ero naturalmente sveglio. Ero a casa dei miei genitori.
Esco fuori, sul terrazzino, sono le sei e mezza, credo. C'è il sole che nasce. Le case cominciano a schiarirsi. il cielo è giallo. E' l'alba del giorno dopo la morte di mio padre.
Io resto lì. Guardo la luce che arriva e sobbalzo.
Sono stupito. Sono sinceramente stupito che torni a fare giorno. Ero sicuro (senza pensarci, ma ero sicuro, vi giuro) che sarebbe rimasta notte per sempre. Invece torna il giorno: nel giardino dei miei genitori ci sono i soliti merli, maschi e femmine, che scendono a farsi la corte.
Banalità: è la vita che continua. E continua subito , inarrestabile, incurante di tutti i dolori, non fa un attimo di pausa. Torna la fame, torna la sete, la voglia di riposarsi, di lavorare, di perdere tempo, di disegnare, di baciarsi.
E' di questo continuare a vivere che parlerà il libro. Del modo in cui le cose vanno avanti e della contrapposizione, che io avverto ora continua, dentro e fuori di me, tra la tensione allla vita e la tendenza alla morte.
Il libro è iniziato così. Con questi pensieri.
Poi, come faccio sempre, su questi temi seri seri ho fatto muovere dei personaggi che sono abbastanza scemi (come me e i miei amici, senza offese) e sono stato a vedere come reagivano alle prese con questioni più grandi di loro (più grandi di me).
Spero che sia un buon lavoro. E' stato disegnato in un periodo molto triste, ma ho fatto di tutto perchè questo non trasparisse troppo.
Non voglio mica rompervi le scatole.
Qui ci sono quattro tavole di anteprima.
Spero che vi piacciano.
Nella versione italiana si intitolerà "Questa è la stanza".
"Le local" nella versione francese.
In Francia sarà pubblicato da Galllimard, in una nuova collezione di BD diretta da Joann Sfar.
In Italia uscirà per Coconino Press e non potrebbe essere altrimenti.
Sono a letto e dormicchio. Alle otto di mattina vengo svegliato dal telefono. Mi spavento. Mio padre è morto da pochissimo. Ho paura che sia capitato qualcosa a mia madre.
Rispondo.
E' Joann Sfar.
Mi esprime il suo entusiasmo per la lettura di "Appunti per una storia di guerra". Io sono felice, anche perchè Joann è un genio riconosciuto del fumetto internazionale.
Mi propone di scrivere e disegnare un libro per una nuova colllana da lui diretta. Una collezione che sarà prodotta e stampata da Gallimard. Mi dice che abbiamo pochissimo tempo: 2 mesi. Accetto. Ho una storia iniziata, le idee sono ancora confuse. Racconta delle vicende in un gruppo di ragazzi che hanno una band. Un gruppo, come quello in cui ho suonato (male) per tanti anni, da ragazzo.
La notte in cui è morto mio padre io ero naturalmente sveglio. Ero a casa dei miei genitori.
Esco fuori, sul terrazzino, sono le sei e mezza, credo. C'è il sole che nasce. Le case cominciano a schiarirsi. il cielo è giallo. E' l'alba del giorno dopo la morte di mio padre.
Io resto lì. Guardo la luce che arriva e sobbalzo.
Banalità: è la vita che continua. E continua subito , inarrestabile, incurante di tutti i dolori, non fa un attimo di pausa. Torna la fame, torna la sete, la voglia di riposarsi, di lavorare, di perdere tempo, di disegnare, di baciarsi.
E' di questo continuare a vivere che parlerà il libro. Del modo in cui le cose vanno avanti e della contrapposizione, che io avverto ora continua, dentro e fuori di me, tra la tensione allla vita e la tendenza alla morte.
Poi, come faccio sempre, su questi temi seri seri ho fatto muovere dei personaggi che sono abbastanza scemi (come me e i miei amici, senza offese) e sono stato a vedere come reagivano alle prese con questioni più grandi di loro (più grandi di me).
Spero che sia un buon lavoro. E' stato disegnato in un periodo molto triste, ma ho fatto di tutto perchè questo non trasparisse troppo.
Non voglio mica rompervi le scatole.
Qui ci sono quattro tavole di anteprima.
Spero che vi piacciano.
agosto 26, 2005
Una mano nel vicolo
Ho fatto questo disegno per La Repubblica, ad illustrazione di un racconto sulla vicenda (terribile) di Sacco e Vanzetti.
Ho disegnato la macchina e poi ho sparato da un lato, braccio di fuori.
L'uomo colpito, a lato della strada, si è messo in una posizione goffa. Come se si gettasse a terra.
Infine, davanti a lui, nel vicolo, e di getto, ho disegnato una manona.
So che non è bello parlare sui disegni, ma il modo in cui le parti dell'illustrazione sono venute fuori, da sole, con quella manona finale, mi pareva curioso e degno di nota.
agosto 24, 2005
Chiarina
Quando mi prendeva in giro mi chiamava per cognome, come si fa a scuola.
Quando giravo i corti mi domandava come andavano "i filminI".
I filmini, sono quelle cose che fanno i ragazzini, recitando parti improvvisate, in casa, con gli amici, con la cinepresa prestata dai genitori.
Chiarina aveva capito subito che quello era lo spirito con cui lavoravo.
E forse era anche un po' il suo.
Ma lei i filmini li aveva fatti diventare inchieste intelligenti e difficili.
Chiarina era una giornalista di Report, la bella trasmissione di Rai 3.
Per quella testata ha firmato servizi bellissimi e impeccabili.
Noi eravamo amici da tanti tanti anni.
Ed io ero (sono) sinceramente orgoglioso della sua amicizia.
Quando era piccoletta, avrà avuto 18 anni apena, passava sotto casa mia con una motociclettona e io la vedevo dalla finestra e ridevo e mi preoccupavo pure.
Era una Honda con il serbatoio cromato. una moto bellissima, a ripensarci.
Per lavoro e per piacere Chiarina si è girata mezzo mondo.
Mentre io avevo paura a prendere il pullman per andare da Pisa a Pistoia.
Ogni volta che ci siamo visti, ogni volta, senza eccezione, io sono stato contento di vederla.
Lei se ne è andata, improvvisamente e senza nessun preavviso, l'altra notte.
Ha lasciato tanti amici in lacrime.
A tutti loro mando un abbraccio da queste pagine tristi.
Al suo compagno Giuliano, sopratutto.
Chiarina era il modo in cui tutti quanti la chiamavano, dallle mie parti.
Il suo nome per intero era Chiara Baldassari.
Aveva 32 anni.
Quando giravo i corti mi domandava come andavano "i filminI".
I filmini, sono quelle cose che fanno i ragazzini, recitando parti improvvisate, in casa, con gli amici, con la cinepresa prestata dai genitori.
Chiarina aveva capito subito che quello era lo spirito con cui lavoravo.
E forse era anche un po' il suo.
Ma lei i filmini li aveva fatti diventare inchieste intelligenti e difficili.
Chiarina era una giornalista di Report, la bella trasmissione di Rai 3.
Per quella testata ha firmato servizi bellissimi e impeccabili.
Noi eravamo amici da tanti tanti anni.
Ed io ero (sono) sinceramente orgoglioso della sua amicizia.
Quando era piccoletta, avrà avuto 18 anni apena, passava sotto casa mia con una motociclettona e io la vedevo dalla finestra e ridevo e mi preoccupavo pure.
Era una Honda con il serbatoio cromato. una moto bellissima, a ripensarci.
Per lavoro e per piacere Chiarina si è girata mezzo mondo.
Mentre io avevo paura a prendere il pullman per andare da Pisa a Pistoia.
Ogni volta che ci siamo visti, ogni volta, senza eccezione, io sono stato contento di vederla.
Lei se ne è andata, improvvisamente e senza nessun preavviso, l'altra notte.
Ha lasciato tanti amici in lacrime.
A tutti loro mando un abbraccio da queste pagine tristi.
Al suo compagno Giuliano, sopratutto.
Chiarina era il modo in cui tutti quanti la chiamavano, dallle mie parti.
Il suo nome per intero era Chiara Baldassari.
Aveva 32 anni.
agosto 19, 2005
Domani
agosto 17, 2005
Giuliano e Nina
Ho sempre avuto grosse difficoltà nel disegnare gli innamorati.
La mia paura è quella di disegnare coppie finte o innamorati da bruttofilm.
Insomma, è un tema delicato. E delicate sono le ragazze.
Altro terreno pericoloso per me, che ho la speranza di disegnare femmine realistiche e non amo le rappresentazioni di pinup più o meno erotiche.
Nella storia "La stanza" ci sono due innamorati: si chiamano Giuliano e Nina.
Non fanno tante smancerie e sono piuttosto riservati.
Sono contento di come sono venuti.
Sono contento sopratutto di lei, perchè penso di essere riuscito a disegnarla in modo trascurato, senza darle più attenzioni di quante non ne dedichi alle figure maschili.
Questi sono loro, davanti ad una domanda alla quale non sanno rispondere.
agosto 14, 2005
Un paesaggio
Questo disegno di paesaggio è stato pubblicato su La Repubblica di sabato 13 agosto.
Ne sono contento ed ho deciso di metterlo anche qua, visto che la stampa del quotidiano spesso non è la migliore per i disegni.
Intanto sto terminando il libro nuovo.
Pochissime tavole al termine.
Poi seguirà un lavoro di revisione e aggiustamento generale.
Per tutta l'estate non ho mai smesso di disegnare, mi sento anche un po' stupido per questo e sono pallido come in pieno dicembre.
Non posso mettere delle tavole in mostra, perchè al punto in cui sono, ogni pagina svela una parte del finale della storia e non voglio rovinare la lettura a nessuno.
Posso mettere questa pagina.
Ho già cominciato a scrivere cose nuove.
Una di queste sarà il secondo numero di "Baci dalla provincia", il seguito de "Gli innocenti".
E poi dei testi, cose da leggere a voce alta.
Da recitare forse.
Un giorno di questi, se mi sveglio bene, faccio dei file audio con recitazione, musica e suoni. Praticamente dei micro radio-drammi, e li metto qui, da scaricare e ascoltare.
Ecco, me ne è appena venuta una voglia irrefrenabile.
giugno 06, 2005
Le difficoltà della normalità
Descrivere e disegnare scene semplici, di vita quotidiana, è per me la cosa più difficile da fare.
A volte mi capita di vedere disegni a carattere fantascientifico o fantasy e dentro di me c'è la voce del disegnatore infantile che dice "Ma non ci vuole niente a disegnare questa roba!".
Non è proprio così, naturalmente, ma rappresentare l'aria di un pomeriggio semplice, in una casa normalmente arredata, con tempi lineari è (secondo me) molto più impegnativo.
I motivi sono diversi: quando si ha a che fare con la narrazione di cose "comuni" ci si scontra con una quantità di oggetti ed ambienti "non belli".
Sono gli oggetti che ci circondano nella vita di tutti giorni. Cose senza fascino. Cose brutte.
E poi c'è la questione della lentezza, che per me è molto importante. Disegnare e raccontare scene che abbiano un "peso del tempo" realistico. Non cose dinamiche. non scene di azione. I minuti, come passano nei nostri giorni.
Insomma, ho disegnato due tavole della storia nuova (La stanza) dove mi sono confrontato proprio con questo tipo di problemi.
Spero di esserne uscito bene.
Questa è la prima e questa è la seconda.
maggio 31, 2005
Io e Gli Innocenti
Qui potete leggere una recensione di Ettore Gabrielli del mio ultimo piccolo libro "Gli Innocenti".
In questa pagina Francesca Rimondi di Studio GradoZero racconta de Gli Innocenti e del mio incontro con il pubblico avvenuto nei locali dell'associazione Hamelin (miei amici cari!) di Bologna.
maggio 30, 2005
Ma quanto chiacchiero?
Spero di non esagerare.
Questa è una nuova intervista fatta con Antonio Cornacchia su Creativo Social Club.
Le domande erano interessanti e io non ho resistito alla tentazione di raccontare.
Questa è una nuova intervista fatta con Antonio Cornacchia su Creativo Social Club.
Le domande erano interessanti e io non ho resistito alla tentazione di raccontare.
maggio 26, 2005
Sono tornato
Ho terminato il lavoro a Bologna.
Sei giorni di workshop con gli studenti dell'accademia di belle arti.
La presentazione della collana Ignatz alla libreria Feltrinelli di Bologna.
Un incontro con il pubblico all'associazione Hamelin.
E' andato tutto bene.
Pensavo di non sapere più insegnare affatto e invece ho ritrovato un briciolo di forza.
Gli studenti sono stati bravi, il loro cervello ha retto al "trattamento" ed hanno lavorato con buona volontà.
Negli incontri con il pubblico mi succede sempre una cosa strana, la timidezza mi trasforma in una specie di istrioncino comico.
Ho sempre paura che gli spettatori degli incontri si annoino e così mi ritrovo a fare lo scemetto per evitarlo.
Forse troppo.
Giacomo Nanni, Alessandro Tota, Amanda Vahamaki, Andrea "The Amazing" Bruno ,Michelangelo Setola, Edo Chieregato, buona parte degli autori della rivista "Canicola", insomma, mi hanno accompagnato, accudito e trattato benissimo per tutte queste faticose giornate.
In una bella serata ho reincontrato anche Giacomo Monti, un altro degli autori di Canicola con il quale ho passato purtroppo troppo poco tempo.
Roberto La Forgia non ha pubblicato su Canicola ma il suo lavoro, sono sicuro, troverà presto la sua strada. Ho incontrato anche lui, dopo alcune lettere ed una intervista e mi ha fatto davvero piacere.
Tanti, profondi e tenerissimi sono i miei sentimenti verso questi giovani talenti.
E non scrivo queste righe solo come diario romantico di amicizia, ma per poter dire un giorno, quando saranno grandi e il loro lavoro sarà ben riconosciuto: "Io l'avevo detto che erano bravi".
Così da potermi, in questo modo, dare delle arie e trarne giovamento.
Che qualcuno non pensi che ho dei buoni sentimenti.
Ops.
Questo è proprio un post da diario in stile blog.
E' la stanchezza.
Torno al lavoro.
Non accadrà più.
Sei giorni di workshop con gli studenti dell'accademia di belle arti.
La presentazione della collana Ignatz alla libreria Feltrinelli di Bologna.
Un incontro con il pubblico all'associazione Hamelin.
E' andato tutto bene.
Pensavo di non sapere più insegnare affatto e invece ho ritrovato un briciolo di forza.
Gli studenti sono stati bravi, il loro cervello ha retto al "trattamento" ed hanno lavorato con buona volontà.
Negli incontri con il pubblico mi succede sempre una cosa strana, la timidezza mi trasforma in una specie di istrioncino comico.
Ho sempre paura che gli spettatori degli incontri si annoino e così mi ritrovo a fare lo scemetto per evitarlo.
Forse troppo.
Giacomo Nanni, Alessandro Tota, Amanda Vahamaki, Andrea "The Amazing" Bruno ,Michelangelo Setola, Edo Chieregato, buona parte degli autori della rivista "Canicola", insomma, mi hanno accompagnato, accudito e trattato benissimo per tutte queste faticose giornate.
In una bella serata ho reincontrato anche Giacomo Monti, un altro degli autori di Canicola con il quale ho passato purtroppo troppo poco tempo.
Roberto La Forgia non ha pubblicato su Canicola ma il suo lavoro, sono sicuro, troverà presto la sua strada. Ho incontrato anche lui, dopo alcune lettere ed una intervista e mi ha fatto davvero piacere.
Tanti, profondi e tenerissimi sono i miei sentimenti verso questi giovani talenti.
E non scrivo queste righe solo come diario romantico di amicizia, ma per poter dire un giorno, quando saranno grandi e il loro lavoro sarà ben riconosciuto: "Io l'avevo detto che erano bravi".
Così da potermi, in questo modo, dare delle arie e trarne giovamento.
Che qualcuno non pensi che ho dei buoni sentimenti.
Ops.
Questo è proprio un post da diario in stile blog.
E' la stanchezza.
Torno al lavoro.
Non accadrà più.
maggio 20, 2005
Bologna 24 maggio
Martedì 24 maggio alle 18 sarò alla libreria Feltrinelli di Bologna (piazza Ravegana 1) per la presentazione de "Gli Innocenti".
Insieme a me ci sarà Gabrielle Giandelli, con il suo volume "Interiorare".
A presentare l'incontro: Giovanna Anceschi e Omar Martini.
Intervenite numerosi.
Insieme a me ci sarà Gabrielle Giandelli, con il suo volume "Interiorare".
A presentare l'incontro: Giovanna Anceschi e Omar Martini.
Intervenite numerosi.
aprile 27, 2005
>Ext. Nuit
In questi giorni sto lavorando alla riedizione del mio primo lavoro: Esterno Notte.
La versione italiana è esaurita e stiamo per ristamparla con alcune modifiche e l'aggiunta di una storia: "Le facce nell'acqua", nuovi disegni ed un nuovo testo di accompagnamento.

La nuova edizione uscirà anche in Francia (Vertige) e probabilmente (non è ancora sicuro) in altre nazioni europee. Così ho dovuto fare delle modifiche.
Niente balloons trasparenti, per esempio. (Qualcuno mi dica, una volta per tutte, come si scrive balloons) .
Quando disegnai le storie di E.N. non pensavo che ne avrei fatto un libro. Più avanti pensai che non ne sarebbero state vendute più di tre copie. Quindi non pensai neppure a lavorare pensando alla necessità di traduzione e mi lasciai andare ad ogni tipo di libertà grafica.
Ora pago questo leggero pessimismo.
Sto passando le giornate al computer, a lavorare solo sulla grafica.
E intanto la storia de "La stanza" mi chiama e si lamenta, dal tavolo da disegno.
La versione italiana è esaurita e stiamo per ristamparla con alcune modifiche e l'aggiunta di una storia: "Le facce nell'acqua", nuovi disegni ed un nuovo testo di accompagnamento.
La nuova edizione uscirà anche in Francia (Vertige) e probabilmente (non è ancora sicuro) in altre nazioni europee. Così ho dovuto fare delle modifiche.
Niente balloons trasparenti, per esempio. (Qualcuno mi dica, una volta per tutte, come si scrive balloons) .
Quando disegnai le storie di E.N. non pensavo che ne avrei fatto un libro. Più avanti pensai che non ne sarebbero state vendute più di tre copie. Quindi non pensai neppure a lavorare pensando alla necessità di traduzione e mi lasciai andare ad ogni tipo di libertà grafica.
Ora pago questo leggero pessimismo.
Sto passando le giornate al computer, a lavorare solo sulla grafica.
E intanto la storia de "La stanza" mi chiama e si lamenta, dal tavolo da disegno.
aprile 13, 2005
Finalmente si suona
Ci sono volute trenta pagine, ma finalmente i ragazzi stanno attaccando il primo pezzo. La prima canzone.
Questa è la pagina.
Piccole cose (non)importanti.
Ho rifatto tutti i bordi alle scene, sostituendo i contorni netti con delle cornici naturali.
Ho tolto i testi fatti con il computer e riscritto tutto a mano.
In pratica: ogni aspetto grafico dove avevo usato la macchina è stato rifatto in stile umano.
La vita della storia (secondo me) ne ha tratto gran giovamento.
aprile 11, 2005
Febbre Parigina
Rientro da Parigi con febbre a 39.
Alla frontiera italiana vengo spogliato e perquisito dalle guardie di frontiera.
Ho l'impressione di essere tornato giovanotto.

Ho viaggiato nella cuccetta con un ingegnere progettista di peni artificiali.
Ho conosciuto la "Donna senza faccia" della quale parlerò altrove.
Incontrato Joann Sfar per parlare di disegni e libro nuovo.
Fatto contratto con la Nocturne per disegnare venti pagine su John Coltrane (il jazzista).
Visto tantissime cose belle.
Parigi è una meraviglia e mi piace sempre di più.
Ora devo disegnare centomila tavole a colori nel più breve tempo possibile.
Devo anche fare il seguito de "Gli Innocenti".
In Francia sono uscite molte recensioni del mio lavoro.
Tutto bene. Potrei quasi essere supercontento.
Alla frontiera italiana vengo spogliato e perquisito dalle guardie di frontiera.
Ho l'impressione di essere tornato giovanotto.
Ho viaggiato nella cuccetta con un ingegnere progettista di peni artificiali.
Ho conosciuto la "Donna senza faccia" della quale parlerò altrove.
Incontrato Joann Sfar per parlare di disegni e libro nuovo.
Fatto contratto con la Nocturne per disegnare venti pagine su John Coltrane (il jazzista).
Visto tantissime cose belle.
Parigi è una meraviglia e mi piace sempre di più.
Ora devo disegnare centomila tavole a colori nel più breve tempo possibile.
Devo anche fare il seguito de "Gli Innocenti".
In Francia sono uscite molte recensioni del mio lavoro.
Tutto bene. Potrei quasi essere supercontento.
Purtroppo sono malato. Ho un orecchio che fischia di continuo e mi fa girare la testa.
Fiiiiiii.
Mentre ero malatissimo ho chiacchierato un'intervista con Roberto La Forgia.
Si trova qui.
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