gennaio 18, 2011

Da 2:50

Il film è "La notte di San Lorenzo" dei fratelli Taviani.
Per me è un capolavoro e questa scena qui, a partire dal minuto 2:50 non è dimenticabile.
La pietà, come si deve.

23 commenti:

Moondust ha detto...

Adoro i Taviani. Questo poi, grande film.

Moondust ha detto...

p.s. l'altro video che hai postato non si può proprio guardare :/

cacioman ha detto...

Mi rendo conto solo ora che leggendo i tuoi libri (ad esempio "Questa è la stanza" e a certe facce di ragazzi) ho sempre un po' pensato alla Notte di San Lorenzo e a quel clima di avventura mortale a due passi da casa che c'è nel film.

MAT ha detto...

Ci son rimast male
strana sensazione..

guerreronegro ha detto...

Questo film mi è entrato nel cuore e nel cervello dalla prima volta che lo vidi, molti molti anni fa. E come altri di Taviani ancora mi accompagna.

Federico Bertolucci ha detto...

Gipi, perché ci fai questo?

Alessandro ha detto...

Grandissimo film. Ricordo ancora la prima volta che l'ho visto, in un proiezione scolastica in terza media. Tutti ce ne appassionammo, forse anche perché eravamo in Toscana e quelli erano i nostri nonni. Ma forse ci piacque tanto perché, come dici te, è un capolavoro. Spero facciano vedere ancora film come questo nelle scuole del regno.

(ma non vi sembra anche a voi che, rispetto alla qualità del loro lavoro, dei fratelli Taviani se ne sia sempre parlato troppo poco?)

ciorven ha detto...

per uno dei casi misteriosi della vita il film l'ho visto con Pazienza, che voleva vederlo perchè ci recitava un amico, ricordo ancora la sua impressione all'uscita dal cinemacon me e poi con un'altra persona tutta diversa

Gipi ha detto...

ciorven:
Ma quando mi vieni a trovare? ora ho una casa normale.:)

Anonimo ha detto...

A me i film dei Taviani non sono mai piaciuti molto. Come tanto altro cinema poetico e politico di quegli anni mi si attacca ai denti. Ma la scena dal minuto 2.50 me la ricordavo bene, anche se l'ho vista ormai 30 anni fa. Non dimenticabile, esatto.
Giuseppe

KoKo ha detto...

che bellezza, grazie.
lo vado a recuperare.

Anonimo ha detto...

non c'entra niente ma... l'hai letta 'sta roba?

www.corriere.it/editoriali/11_gennaio_19/l-immagine-e-la-dignita-del-paese-piero-ostellino_0d03ff40-23b4-11e0-a3c4-00144f02aabc.shtml

dire che sono basita è dire poco.
Maya

ausonia ha detto...

non avevo neanche dieci anni quando i miei mi portarono al cinema a vederlo e non me lo sono mai dimenticato.

Fabio Artigiani ha detto...

Popolo d'Italia

L'Italia s'è sopita
tra i muscoli dell'oblio
e sta, sulle paure
di poco passato, di poco futuro.

E corti sono i nostri occhi
da nord a sud incatenati
da un'unione catodica:
gli spettacoli fanno educazione civica.

E mendace fa i soldi
e scava fosse alle intelligenze
e penetra i nostri timori
e genera figli lobotomici.

Il Garibaldi sputa per terra,
gira il cavallo bianco verso la Svizzera:
le Alpi confinano la nostra solitudine,
illusi da un padre, ancora una volta.

Anonimo ha detto...

ablenTi ho sempre ammirato molto come artista.
Ma la tua reazione al video di Nuti proprio non la capisco.
Nuti è cosciente, e dunque poteva scegliere se andare in tv o no. Lo spettacolo non è un granché, certo, ma in tv si è visto di peggio. Sono d'accordo sul fatto che si mediatizzi tutto e troppo eccetera eccetera, ma la vostra reazione - la reazione di tutti, sul blog - mi pare fuori posto. Nuti (di cui non conosco i film) è stato un uomo "di successo", e adesso ha una gran voglia di vivere, di sentirsi "vivo" - sì: vivo anche mediaticamente, e se questa è una cosa triste o immorale sono cazzi suoi, non dei giornalisti o vostra. Cosa dovrebbe fare, chiudersi in un armadio? Non è più semplice che chi non voglia vederlo cambi canale? Insomma, perché tutto questo casino? Se fosse andato da Fazio, avreste reagito allo stesso modo?
E aggiungo: Mediaset mi sta sulle palle, la D'Urso mi sta sulle palle, eccetera. Ma in questo caso, fermo restando che Nuti è una PERSONA, non vedo cosa abbiano fatto di male (o di meno peggio del solito) quelli della tivù.
Con stima Gipi,

trabeoscopio ha detto...

boia, l'avevo vista da piccino, mi c'erano voluti una ventina d'anni per dimenticarmela!

Gipi ha detto...

anonimo:
Il copncetto di "vivo" mediaticamente, come scrivi, per me è già risposta alla tua domanda.
o meglio, spiega perchè a me vedere quello show fa incazzare e a te no.
Nella mia opinione "vivo mediaticamente" non è nemmeno un concetto.

Comunque, non è certo la condizione di Nuti a rendermi l'estratto della trasmissione repellente, quanto gli inserti pregegistrati degli "amici" e l'ipocrisia che si stende (mediaticamente viva, probabilmente) su tutto.

Mai pensato che un malato debba nascondersi, non ho problemi con la bava o il sangue o la merda (mmm con la merda qualcuno si..).
Problemi con l'ipocrisia, si. Moltissima.

Anonimo ha detto...

"Mai pensato che un malato debba nascondersi"
Eh già, lo so: basta leggersi "Faccia" ;)
"Vivo mediaticamente": neanche per me significa molto: dicevo solo che erano fatti di Nuti, no? (Ieri avevo un certo istinto polemico, comunque). E anche per me l'estratto è (a tratti) repellente, ma non più di altre trasmissioni.
Comunque non è che stamattina me ne freghi molto, in realtà: ieri sera avevo tempo da perdere ;D
Buona giornata Gipi!
Edoardo

daniele marotta ha detto...

grazie per l'occasione, amico.

Fabio Artigiani ha detto...

Rivedo e rivedo questa scena, non la conoscevo.
Sono cresciuto nella campagna Toscana, in quel di Pisa, e questa visione mi porta indietro, mi fa risentire l'odore della terra al sole, del sangue che gocciola dai conigli spellati, dell'orto. E della limpidezza, talvota brutale, della cultura contadina, talmente vicina alla vita da essere così vicina alla morte.
Mi è venuta in mente una frase di De André: "che la pietà vi rimanga in tasca" e guarda caso, se non sbaglio, questa canzone è nello stesso album di "Girogirotondo", la canzone antimilitarista per eccellenza.
Un saluto.

IllaT ha detto...

un pensiero che c'entra poco, suscitato da Fabio Artigiani qui sopra:
"la limpidezza, talvota brutale, della cultura contadina, talmente vicina alla vita da essere così vicina alla morte."
La morte esiste nella vita e la vita persiste nella morte, necessariamente; ogni frutto della terra nasce sulle cose morte, e morirà dando nutrimento ad altre vite.

ok, fine momento newage-filosofico, e mò dico qualcosa di pertinente: non conoscevo questo film, grazie per averlo postato, lo guarderò!
buon tutto a tutti :)

Maria C. Vittoria ha detto...

Lo segno subito tra i film da vedere... Non lo conoscevo prima (in effetti ho tutta una cultura cinematografica in fieri, ancora da fare)

Ho aperto da poco un blog, posso farmi pubblicità? Grazie :D
http://maricovi.blogspot.com/

ghzk ha detto...

ma non fai più i verticali ? mi mancano