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dicembre 10, 2010

Una regressione

Non riesco più ad usare le penne con le quali ho lavorato negli ultimi sette anni.
Le forme stilizzate e spigolose che mi sono state accanto per tutto questo tempo mi sembrano ora roba morta e fasulla.
Disegno a matita e tiro tratti di getto, da artistoide, il contrario di quel che predicavo in giro.
E mi diverto come non mi divertivo da tanto tanto tempo.
Questo uscirà domani su Repubblica, per esempio.

gennaio 17, 2010

Pagina 3

I vandali, a pagina tre.




















Altre cose: martedi 19 sarò alla Feltrinelli di Piazza Duomo, a Milano, alle 18, a parlare del mio lavoro e (spero) di altro, con Luca Sofri.
Mercoledi, il giorno dopo, a Bologna, non so ancora con chi (forse Vasco brondi ma sto aspettando conferma). Alla libreria di Piazza Ravegnana. Sempre alle 18.
Per concludere questo annuncio: il 25 sarò invece a Firenze, ancora in Feltrinelli, con Appino, il bravo cantante chitarrista degli Zen Circus. L'orario è sempre il solito. Lui porterà la chitarra.

novembre 17, 2009

Essedice


Al teatro S. Andrea di Pisa il 6 e il 7 dicembre, alle 21, credo.

Qui sotto incollo il testo di presentazione preparato da "I sacchi di sabbia" , la compagnia con la quale Essedice è stato inventato, scritto e costruito.

Gipi/I Sacchi di Sabbia/Ferdinando Falossi
Essedice
tratto da “S.” di Gipi
con Gabriele Carli, Annalisa Cercignano, Giulia Gallo, Gipi, Giovanni Guerrieri, Vincenzo Illiano, Giulia Solano.
Maschere di Ferdinando Falossi
S. è Sergio, il padre di Gipi. Nel fumetto è la vita di S. che viene raccontata insieme agli scorci dell'infanzia dell'autore. Una storia di un uomo di provincia, di un padre di famiglia, di un uomo che fugge dai bombardamenti del '43 insieme alla "fidanzata di S." che non è altro che la futura mamma di Gipi stesso. "S. " è un insieme di racconti, ambigui, fantasiosi, reali: attraverso improvvisi e cinematografici salti temporali il nostro presente si incrocia con l'orrore della guerra e una memoria individuale attraversa continuamente quella collettiva.
Lo spettacolo - oltre ad essere il tentativo di coniugare la poetica della compagnia, con l'immaginario di un grande autore di fumetti, sperimentando divertenti ed originali tecniche da cartoon artigianale – è anche una profonda riflessione sul Tempo. Un lavoro non solo sulla Memoria (intesa in più sensi: la guerra, il lutto personale), ma anche sui baratri che in essa si spalancano e che ci lasciano attoniti.

Sul prossimo numero di Scuola di fumetto uscirà un intervista sullo spettacolo che mi è stata fatta da Laura Scarpa. (aggiornamento: Sono scemo. La rivista è Animals, non scuola di fumetto. Come, giustamente, mi fanno presente qui.)

Intanto, proprio oggi, Coconino/Fandango manda in stampa "Verticali". Un librino che raccoglie mie storie sceme in b/n (verticali appunto) che fanno abbastanza ridere.
E questa è la copertina.

settembre 26, 2009

2012 e altre notizie


Sto terminando una storia di sette pagine per una raccolta francese.
Ci sono autori da tutto il mondo.
Ognuno deve raccontare una cosa che sia immagine del proprio paese. Il mio è l'Italia.
Queste sono immagini tratte dalla storia, che si intitola "2012".

Ho lasciato definitivamente la Francia. Sono tornato a casa.
In moltissimi mi hanno dato dello stupido per questo, ma alla fine, mi sono reso conto di quanto fossi legato alla mia provincia piccola, e di come, che lo voglia o meno, sia capace di riempirmi gli occhi solo con i cieli e i campi di casa mia.
Per me, che sono shemo, non ci sono champs elysées che possano reggere il confronto.

Poi:
Sto lavorando a teatro, quasi tutti i giorni, per mettere in scena "Essedice", lo spettacolo tratto dal libro "S." con la compagnia de "I sacchi di sabbia"..
Come direbbe Truffaut:"E' una gioia ed una sofferenza."
Spero di levarci le gambe. A volte pare di si. A volte pare di no. Adesso pare di si.
Comunque sia, per dicembre dovrà essere tutto pronto.

Poi:
Sto suonando, e quella è solo una gioia. Suono il basso, mi sono rimesso a studiare, da circa sette mesi e, incredibile per me, ho anche imparato qualcosa.
Ancora più incredibilmente, alla chitarra e alla batteria ci sono due musicisti veri. Luca Giovacchini e Matteo Sodini. Annalisa è alla voce. Che dio (o chi ne fa le veci) li benedica.
Speriamo di avere pezzi sufficienti per andare dal vivo, all'inizio dell'anno nuovo.
Mi diverto tanto, davvero.

Poi:
Ho lasciato la mia striscia settimanale su Internazionale. Si era rotto qualcosa, non nella mia stima per il giornale e il suo direttore, anzi. Ma non avevo più voce.
Capita, credo.
Resterò sulle pagine del giornale, con illustrazioni e disegni e altro.
E sarò a Ferrara, proprio al festival di Internazionale, con LMVDM dal vivo.
Stavolta in quartetto. In versione deluxe.
Era stato proprio a Ferrara che, un anno fa, con Peewee Durante, avevamo fatto questo esperimento di leggere un fumetto con la musica sotto, dal vivo.
Ora ci torniamo, dopo un anno, con chitarra, tastiere e batteria ed io che ho imparato, almeno un po', a stare sul palcoscenico.

Replicheremo al Romics. Una settimana dopo. E poi Verona.

Poi:
Ho fatto una bella chiacchierata con Nicola Lagioia, lo scrittore. E' venuto a casa mia ed abbiamo parlato tanto. Ci siamo trovati. Il risultato uscirà su XL, prossimamente.

Poi:
Il lavoro nuovo e segreto sul quale sto da mesi mi tormenta. Mi tormenta anche non poterne parlare, perchè sono un parlone (un parlone è come un guardone, solo sul piano della chiacchiera).
Ma ieri si è sbloccato qualcosa.
Ho scoperto di non essere in grado di fare un instant book e che le cose me le devo digerire, e male e piano, come la cecina della pizzeria della gobba.

Per ora è tutto, credo.

agosto 19, 2009

L'uomo in edicola e il ritorno allo studio.


L'uomo che non sapeva cagare si trasferisce nella vita reale.
Da venerdi, in edicola, nella mia striscia su Internazionale.
Sarà là. Per qualche settimana.
Almeno fino a quando non avremo capito la natura del problema.

Intanto ho ripreso a disegnare in giro. E' dura. Ho fatto il furbo troppo a lungo. Non ho studiato. Ho messo energie e attenzioni in cose che non valevano niente e ora pago. Il disegno è così.

Questo disegno è stato fatto a Ponsacco.
Provincia di Pisa, in un giardino. Al momento è l'unica sconfitta guardabile.
E' un acquarello.
Spero che ne seguano altri.

giugno 27, 2009

Motosega Mentale

Ho cominciato disegnando un albero.

Erano mesi che non disegnavo così, tanto per farlo. Il vecchio piacere di star gobbo al tavolino. Carta. Penna. Erano mesi che non c'era.
Ne ho disegnato un altro.

Un cipresso. Spero che si capisca.
Un cipresso mentale, comunque.
Poi un altro.

E una quercia.

Così sono passate le ore.
C'era una farfallina notturna che si era bruciata un braccio (si, un braccio) alla lampada del disegno e cercava di riprendersi sul foglio.
Aveva colori tenui e perfetti. Srotolava una proboscide niente male.
Se non fosse che sono mezzo cecato avrei continuato a fare alberi e foglioline tutta la notte, con la farfallina accanto alla mano (sopra, spesso)..
Poi è arrivato lui.

Lui taglia gli alberi.
L'ho capito subito. Dalla faccia.
Queste sono le sue motoseghe mentali.

La piccola. Qui sopra.
E la grande. Qui sotto.

Mentre disegnavo ho visto l'uomo con la motosega andare in cerca di ogni possibile albero.
L'ho immaginato ottuso. Inarrestabile.

L'ho immaginato in cammino, a grandi falcate ciondoloni, alla ricerca degli alberi più antichi, più floridi, per abbatterli.
Ma anche dei secchi.
Non credo che per lui faccia differenza.

L'ho visto muto in un campo.
Mi sono chiesto se fosse pagato da qualcuno.
Se avesse un rimborso spese per la benzina della motosega.
L'ho immaginato contrariato, forse proprio per la questione del rimborso spese. Burocraticamente contrariato.
E poi ho cominciato a immaginare i dialoghi degli alberi spaventati.
Le loro richieste di pietà.

A quel punto le cose erano due (anzi tre). O ero pazzo o avevo una storia per le mani.
Naturalmente la verità stava nella terza opzione:
Ero pazzo ed avevo una storia per le mani.

Aggiornamento 18 Luglio.
Non ci tengo a ospitare le battaglie tra proMe e antiMe quindi ho chiuso i commenti a questo post.
Un ebete anonimo ha immediatamente lasciato un messaggio in un altro articolo di queste pagine: "Censura anche qui", ha scritto.
Ad esso vorrei dire quello che diceva mio padre al suo figlio lavativo: "Ti ci vorrebbe un po' di guerra, ti ci vorrebbe."

giugno 11, 2009

Il genio

Sul prossimo numero di Animals, in edicola, troverete una nuova storia: "Il genio".
E' una specie di appendice a LMVDM, una di quelle cose che, una volta finito il libro mi sono pentito di non aver messo dentro.
Una specie di LMVDM 2 a fascicoli, insomma.
Ecco una pagina.


E un'altra storia nuova, intitolata "Io, te, il demonio e la magia nera" uscirà sul numero seguente. Sempre della seria "LMVDM 2", sempre a fascicoli, in edicola.
Questa è la prima pagina.

Sta succedendo una cosa. Ci vedo sempre meno e questo cambia il mio modo di disegnare. Non riesco quasi più a fare tratti decisi e allora il disegno in b/n si trasforma. Devo fare tanti trattini, trovare le forme lavorando sulle ombre, per approssimazione.

Nell'eventualità di diventare cieco come una talpa coltivo la mia passione di riserva.
Ella mi procura molto piacere e molti debiti, pure.
In questa foto se ne intravede l'habitat naturale.

aprile 20, 2009

ANIMAls

Sono tornato a fare una storia.
Sono solo due pagine. Si intitola "il cacciatore di cuori".
Uscirà sul primo numero di Animals, una nuova rivista di fumetto che promette molto bene.
Questo qui sotto è un briciolo di pagina.

So che latito da queste pagine, ma sono stato preso da tante vicende: gli show di LMVDM, i progetti nuovi, l'esistenza, le canzoni, il mal di denti, la primavera.
E, soprattutto, sto lavorando ad un altro progetto, del quale ora non dico niente ma che mi prende la testa per intero.
Lo vedrete, credo, presto.

luglio 31, 2008

108

Un piccolo aggiornamento.
"La mia vita disegnata male" si avvia alla fine.
La parte piratesca, a colori, è quasi finita. Poi ci sarà un'ultima corsa pazza in bianco e nero.
L'opinionista sta a Parigi, con il suo accappatoio, mentre io sto a Roma, con un accappatoio diverso e incompatibile. Quindi, a tutti quelli che hanno chiesto nuove "opinioni" dico di aspettare ancora qualche giorno.
So che la carenza di un'informazione libera e corretta può risultare pericolosa per una democrazia, ma abbiate pazienza.

Intanto Internazionale è andato in ferie.
Io me ne sono accorto tardi e quindi ho disegnato questa striscia, che probabilmente non uscirà mai. La metto, dunque, qui.

E ora torno a pitturare le ultime pagine a colori della storia. Questa è una delle vignette.

Non posso mettere pagine intere, a questo punto, perchè rovinerei la minima sorpresa della storia.
La vignetta è presa così, come scanner la fece.
Non è pulita e ci sono i testi provvisori, quelli che scrivo direttamente sulla pagina e che poi sostituisco con una versione migliore.
Buone vacanze.

marzo 20, 2008

Ancora pirati

Sto lavorando di continuo. Non vedo (quasi) nessuno e sono sempre al tavolo. Parigi è una strada fuori dalla finestra. Duecento metri fino al supermercato.
Quindi la storia avanza.
Entro ed esco dall'ambiente piratesco. Mi spacco la testa sulle pagine autobiografiche. Spesso penso di essere pazzo. Altre volte mi sembra che tutto fili senza problemi.
Queste sono le ultime quattro pagine fatte.




Intanto, "S." è candidato come miglior libro al festival di Barcellona.
Una lunga (enorme) intervista fattami da Paul Karasik uscirà sull'americano "Comics Journal".
La versione americana di "Appunti per una storia di guerra" è in lizza per il premio di mglior libro per ragazzi (o una cosa del genere).
A luglio dovro' andare a San Diego. Al festivalone americano.
Vedremo.

gennaio 18, 2008

0,25


Vado avanti con le pagine de "La mia vita disegnata male".
Scrivo micro parti di sceneggiatura, di getto, pezzetto per pezzetto. le ultime quattro pagine le ho abbozzate su un ritaglio di carta da fotocopie.
Quella è la sceneggiatura. Ci sono i testi, qualche cenno di dialogo.
Ma poi, nella lavorazione "vera" tutto cambia.
Intere parti di racconto vengono fuori solo sulla pagina definitiva.
Mi sorprendono e, spesso, mi gelano il sangue, perchè rivelano cose che non sapevo di avere in pancia, e che credevo non avrei mai avuto il coraggio di scrivere.
Terapia, mi dicono.
Racconto roba nascosta, forse sciolgo nodi che andranno sciolti, prima o poi.
Non posso mettere le pagine intere. Non ora.

Ma la cosa importante è che in un negozio vicino a Piazza della Bastiglia ho trovato i pennarelli g-tech 0,25.
Non li avevo mai visti. Ne avevo sentito parlare come di qualcosa di raro e misterioso.
Mi hanno cambiato il modo di disegnare. I tratti sottili mi spingono a trattare le luci con maggior cura.
Ne sono contento.
E intanto, intorno, tutto cambia.
Ancora una volta.

ottobre 12, 2007

Ignatz n. 3


Non ha ancora un titolo.
Sono tornato a lavorare con pennello e inchiostro, come in "Gli innocenti" e "Hanno ritrovato la macchina" per esigenze di continuità.
Non ho scritto la storia, ma sta tutta in testa e la improvviso pagina per pagina.
Faccio esperimenti con la luce, cercando di tenere delle tonalità scure, al limite del (mio) controllo.

In parallelo continuo gli studi per "Zaky e gli altri" (Questo è il titolo del libro nuovo), a tratto fine, bianco e nero e colori. Zaky ha cambiato viso. Più freddo, ringiovanito, si direbbe un serpente.

Altra cosa. Una notizia, anzi due:
"S." si è aggiudicato il premio come miglior fumetto italiano al festival "Fumetti in tv" di Treviso.
Sempre nello stesso festival ho ricevuto il premio come "miglior autore completo".
Ringrazio qui, visto che al festival non andai causa esistenza complessa.