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luglio 19, 2009

"L'uomo che non sapeva cagare" e altre cose

Per non morire di fame mi vendo gli originali.
Tutti quanti e sempre.
A volte devo aspettare qualche mese per farlo.
Oppure cominciare una nuova storia, così che separarmi dalla penultima mi risulti meno doloroso, ma poi succede.

Così, a casa non ho niente. Non ho disegni. Mi sembra di non aver mai fatto nulla.
Che lavoro ho fatto negli ultimi dieci anni?
E' una domanda che mi faccio spesso.
Per darle una risposta minima e sempre insoddisfacente mi metto a frugare nel disco duro dell'ordinatore, alla ricerca di cose vecchie.
Questa mattina l'ho fatto.
Ho trovato delle cose che avevo dimenticato.

Intanto questa. L'ho trovata salvata con il nome "padule psichico". L'ho disegnata in Francia, in un villaggio vicino a Toulouse, sotto una pergola piena di speranze. Due estati fa.

Ed anche questo viene dallo stesso posto. Dallo stesso momento. Uno scorcio visto passeggiando una sera, mentre con la mia ragazza di allora andavamo a dar da mangiare alle zanzare lungo il fiume.

Allo stesso tavolo, sotto la stessa veranda, disegnai anche questo.

Sempre in quei mesi, ma in Corsica, stavolta, mi misi a lavorare su una storia che mi si spense nelle mani.
Mi resta una bozza di personaggi. "Collirio" mi piace ancora.

E poi ci sono questi disegni fatti in settimana. In questa settimana intendo.
Una prova di acquerello su una carta troppo ruvida:


E una copertina (scartata) fatta per Einaudi.

Avevo pure trovato le vecchie strisce de "L'uomo che non sapeva cagare" (quante risate mi ero fatto mentre le disegnavo!) ma non credo di essere pronto a metterle in giro.
Sono troppo vigliacco.

dicembre 31, 2008

La febbre dell'olio

Questo è "La tenda". Acrilico e olio su carta.

E poi un omaggio/citazione de "L'isola dei morti" di Arnold Böcklin (del quale sono diventato quasi parente). Olio su tavola. Questa è la fotografia del dipinto, la qualità della riproduzione è quel che è.
Ho fatto altri dipinti a olio che pero' al momento non posso mettere in visione.
Altri ne faro', spero, in questi giorni.
Buon anno a tutti.

febbraio 28, 2008

Roma

A Roma, andando in giro in scooter, con il mio autista, vedo i palazzi di notte.
Provo a rifarli a memoria. Fallisco.
Imparerò. Forse.
Questi sono dei palazzi visti vicino a Ponte Milvio. Almeno, questo ne è il ricordo, prima dell'aperitivo.

Queste case rosse invece non le ho viste da nessuna parte. Ma l'ossessione per la luce rossa c'era già, comunque. E i cieli rosa, arancio e rossi, per lo smog e la luce elettrica, abbondano in questa città grande.

Quest'ultima tavola è quella che ha dato inizio alla serie. Un disegno fatto per la copertina del cd de "Le luci della centrale elettrica". Se gli piacerà. E' uno scorcio visto dalla tangenziale.

febbraio 13, 2007

La lezione di questa mattina

Questa è la lezione (una parte de) fatta questa mattina.
Pian piano riprendo la mano.
La cosa difficile è mantenere un disegno di sintesi ed in contemporanea allentare un pochino sulle forme barocche dei vestiti, dei cenci, delle rughe dei visi.
E poi la luce continua a non funzionare, ma funzionerà. Spero (mi dico). Più avanti.
In questo primo disegno di barca (e finalmente ho "la barca", grazie grazie.) ho fatto mille errori. Il più grave è stato l'aver perduto la luce nella parte posteriore della barca.
Nella zona in ombra, infatti, non c'è luce. Magari a qualcuno sembra normale, ma per me è un errore :)

Nel secondo tentativo ho cominciato a ricordare l'importanza di mantenere una chiave tonale omogenea.
Ho steso un fondo ocra tenue tenue, che è andato a virare tutti i colori seguenti.
Purtroppo ho sbagliato la luce/ombra sulla camicia di uno dei marinai e questo mi ha obbligato (anatema!) a mettere delle pennelllate di bianco sull'acquarello: Roba per la quale avrei tagliato la mano ai miei allievi, alla scuola di comics.

Infine ho cominciato a pensare che avrei potuto lavorare "all'antica", mettendo giù una prima versione del disegno soltanto in monocromo (verdaccio, dicesi) per poi tirare fuori i colori con velature successive. Anche questa sarebbe una cosa proibita da fare con l'acquarello, ma la carta Moulin du coq che sto usando regge all'impatto e il risultato è abbastanza buono.
Forse è la via.

Per finire, un gioco di caratterizzazione per un personaggio che risulterà particolarmente spiacevole. E' solo la prima versione. Peggiorerà moltissimo, e resterà giallo di pelle.

Scusate la condivisione. Sono fatto così. Se rompo ditemelo.