febbraio 20, 2005

Igort e me

Il mio fratello Igort mi ha scritto una nota riguardo alla mia opinione sulle note musicali nel fumetto. Previa autorizzazione, eccola qua riportata:

IGORT
Ho letto le tue annotazioni sul fumetto: io non sono d'accordo sulle note
musicali, che io uso, come i grandi punti esclamativi o gli effetti
cinetici. Sono parte del cartoon. FUMETTO puro, a me piacciono e evocano
tante cose. Magari non rendono la musica. Ma il linguaggio è fiction.


Questa è la mia risposta. Igort era nel giusto e quindi dovetti spiegare in modo più serio la mia opinione.

ME
Capo, riguardo alle note nei fumetti, neppure io sono d'accordo con me stesso.
Lo so che le note possono funzionare, dipendono dal contesto e dallo stile e il tipo di racconto.
Nella mia storia le note fluenti starebbero male perchè la musica punk/HC che fanno i ragazzi risulterebbe ammorbidita e addolcita da una scrittura di note. Inoltre, nella nostra band nessuno sapeva cosa fosse una nota scritta.
Certo che in un fumetto ad ambientazione più morbida, con jazzisti e Billie Holiday l'effetto di trasporto vellutato delle note risulta assolutamente indicato.


Questa mattina, per telefono, la piccola discussione è andata avanti e abbiamo convenuto che potrebbero esserci scritture di note adatte ad ogni contesto, cambiando la scrittura, con un tratto aggressivo, senza pentagrammi disegnati etc.

E' forse questa discussione una stupidaggine?
E' possibile, però a me da l'idea di come si possa avere una attenzione seria verso ogni aspetto del racconto a fumetti. Anche nei riguardi di particolari che potrebbero essere definiti secondari.
Questa è la morale.
Stop.

17 commenti:

SQUARTATO ha detto...

La musica distorce la percezione dello spazio e del tempo. (e chissà che altro fa)
Graficamente questa cosa può essere rappresentata in una miriade di modi. Le note servono a far capire che qualcuno nella vignetta sta suonando, e dalla rappresentazione grafica delle note si intuisce il modo.

A mio parere, dedicare solo alle note il compito di comunicare come è il suono, rischia di far diventare la musica un oggetto esterno al suonatore , esterno all'ambiente rappresentato, diviene un informazione con attitudine.

Se invece tutto incarna l'attitudine del suono, il segno, la scansione delle vignette ecc, l'effetto della musica è più fortemente rappresentato.

In quel che ho visto nell'unica vignetta in cui i tuoi personaggi suonano questo avviene, anche se qualche linea zigzagatamente aggressiva in più ce l'havrei vista (o c'e l'avrei vista ? dilemmi!)...ma dovrei vedere il tutto per capire l'equilibrio del momento (e della tavola), se si appesantisce troppo...

E' veramente proprio bello quanto si può essere seghini.

MYo OPINIONe

Gipi ha detto...

Sì, anch' io lo trovo fantastico.
Precisazione: il disegno dei ragazzi che suonano è solo uno schizzo di prova. Non appartiene ad una tavola.
Ci sono pure disegni che non c'entrano nulla che appaiono nel fondo.
E' uno studio.

Vrag ha detto...
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Vrag ha detto...

Personalmente sono convinto che le note così come molte onomatopee scontate andrebbero il più possibile evitate per due motivi: 1 perchè quando il disegnatore le usa diventa sempre più sottile il confine tra l'interpretazione personale e la convenzione (cioè detta in modo semplicistico: tra utilizzarle per scelta e per paura di non essere capiti).

2 perchè spesso il lettore le uniforma inconsciamete, cioè, sia le pistole che i fucili fanno bang, quidi sia fucili che pistole hanno più o meno lo stesso suono. Disegnare delle note nella vignetta per me equivale a dire: "ehi! occhio lettore qui si suona!".
E' chiaro che poi come per tutte le cose dipende molto da come vengono disegnate (cosa che di persè può dare una notevole quantità di informazioni).

Riassumendo io voto per una diversa alternativa che magari costringa chi legge ad un'interpretazione non codificata e che balzi all'occhio (visto appunto il genere musicale) e che si prenda tutto il tempo che vuole per essere capita.
La tua tavola di prova è molto bella, però sono daccordo con Blank, io aggiungerei molte più linee e un sacco di parole che evochino suoni anche fastidiosi tipici di quando si prova, tipo i fischi degli amplificatori o anche il classico "gracchiare" oppure il rumore delle dita sche si spostano sui tasti del manico ecc...

l'importante secondo me è che sia essere molto invasivo, che si capaisca anche con un colpo d'occhio distratto la differenza tra una vignetta silenziosa e una dove si fa gran casino :)

ciao ciao e complimenti per la tua nomination! in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

ciao gipi, scusa se mi permetto... nel mio piccolo so quanto il giudizio degli altri possa condizionare, ma secondo me stai dando troppo spazio alle opinioni; alla fine di tutto sei tu che fai il fumetto... sei tu che hai fatto muttererde... sono certo che troverai una buona soluzione: la TUA soluzione. questa è soltanto la mia opinione, ovviamente.
amo molto sia i tuoi fumetti che quelli di igort.
ciao, fran

Gipi ha detto...

Tranquillo Fran, non ti devi preoccupare per me.
Mi piace confrontarmi e mi piace molto discutere di disegno e racconto.

Solitamente prendo in considerazione le opinioni di ognuno (almeno di quelli che le espongono in modo gentile) ma poi la scrittura e il disegno vanno per la loro strada. Nel lavoro ci sono processi che spesso sfuggono alla logica e alle parole lette o sentite.
Se sento opinioni intelligenti questo mi fa bene, tutto qua. Credo che accada a chiunque.
La comunicazione è sempre una cosa buona. secondo me.

mumble ha detto...

...certo che la discussione è affascinante! qui si parla di fumetto...e si fa sempre piu interessante...oddio... non mi permetto di aggiungere nuove interpretazioni all'onomatopea del suono, ma tutto questo vociare mi ricorda un po' il bel clima di fermento dell'epoca del gruppo Valvoline e di quando Carpinteri faceva le ombre con una successione fittissima della parola "ombraombraombraombra.."...(citazone dotta)
Concordo con il fatto che in effetti la "nota" non è propriamente "hardcore" quindi, in questo caso ( non dico che sia sbagliato) in cantina i pentagrammi volanti: in questa saletta si gracchia e si fischia!...e magari a parlare tramite baloon distorti potrebbero essere veramente gli ampli...
...resto in ascolto!
ciaü

Sparidinchiostro ha detto...

L'altra sera a cena Carla chiedeva cosa ci fosse di nuovo nel fumetto italiano (sono fortunato, qualche volta gli amici mi chiedono queste cose).

Ho prontamente estratto i tuoi libri (anche per far vedere quanto belle sono le dediche che fai).

Carla ha preso in mano gli innocenti, l'ha guardato con attenzione e me l'ha restituito, fissandomi con un po' di sospetto.

Mi ha detto: "col mestiere che faccio [l'infermiera] non riesco a sopportare i rumori, il vociare e la confusione. Questo scarto di stili [si riferiva ai flashback] fa rumore e mi infastidisce. Non riuscirei a leggere questa storia senza innervosirmi".

Le note, se vuoi, le puoi usare.
Ma anche senza fai casino lo stesso.

Ciao
P.

PS: Gli innocenti è - a oggi - l'unico tuo libro in casa mia senza dedica. Cosa conti di fare per rimediare? ;-)

Gipi ha detto...

Che dire?
Carla si è persa una storiella.

Per la dedica su Gli Innocenti (una dedica incasinatissima farò, roba che se la vede Carla vomita all'istante) basta che te lo porti dietro al proximo festival dove andrai e dove io andrò.
Napoli? Lucca?

Anonimo ha detto...

ciao,
sto pensando a questa storia delle note musicali (e in generale al suono). ti dico una cosa da lettore. quando leggo un'onomatopea in un fumetto cerco di musicarla il più possibile nella mia testa. io leggo le parole o le note, cioè il suggerimento, ma infondo il suono lo amplifico io. lo faccio anche se non ci sono onomatopee in genere. un esempio: vignetta con tanta gente per strada, nessuna onomatopea, il chiasso e i vroooom delle auto ce li metto io. se il disegno è efficace questo lavoro mi riesce con naturalezza, praticamente senza accorgermene. e la letttura va avanti che è una bellezza.
un'altra cosa. da aspirante fumettista questa volta. di fronte ad una questione del genere avrei bisgno di sapere se la musica (riportanta graficamente) avrà un ruolo fondamentale o meno e quanto spazio ad essa sarà dedicato (in termini di tavole). se hai intenzione di 'musicare' il fumetto per due vignette allora forse la questione non è molto complicata. se la musica invece dovrebbe andare avanti per una tavola intera allora penserei ad un lavoro sulla composizione della tavola.
pensa alla musica in will eisner.
non pigliarlo come un consiglio. questo è quello che farei io con un mio fumetto (molto diverso e molto più brutto del tuo).

ciao gipi
buon lavoro
buone cose

roberto

www.evvivaniente.splinder.com

Anonimo ha detto...

ciao,
scusa mi sono dimenticato di dirti che stai facendo dei disegni mozzafiato!
qui ormai parliamo sempre de 'gli ultimi disegni di gipi'.

roberto

Gipi ha detto...

Rispondo a Roberto:
Non ci sarà la musica nella storia.
Ci saranno i ragazzi che suonano, ma ci sarà un espediente narrativo (che è difficile spiegare ora) che sposterà il racconto ogni volta che partirà uno dei brani.
Le canzoni chiudono/aprono i capitoli della storia e ne fanno la struttura.
La musica, l'idea di musica sarà rappresentata da un cambio di ritmo nella narrazione, dalla scomparsa dei dialoghi e dal predominare del racconto con voce fuori campo.
Spesso le canzoni diventeranno un riassunto di ciò che è accaduto nella storia, includendo parti che non sono state descritte in precedenza. Altre volte anticiperanno i fatti, o sposteranno la narrazione su altri temi e altri soggetti.
E' un macello da spiegare. Lo vedrai. Io ne sono molto contento.
E' la struttura della storia.


p.s.
Silenziosamente spio il tuo sito e mi sembra che i tuoi lavori siano non solo belli ma pure in continua evoluzione.
Volevo dirtelo.

Anonimo ha detto...

ok, è dificile da spiegare. ho capito cosa vuoi fare ma chissà cosa ne uscirà praticamente. ora sono molto più curioso. ti auguro buon divertimento.

grazie per le tue visite sul mio sito, gipi. ora che mi dici che le mie cose non sono male disegnerò di più e con più pace.

ciao

www.evvivaniente.splinder.com

molli ha detto...

caro gipi,
molto bello questo problema della notazione musicale... Da musicante piu` che musicista, mi ha fatto pensare alle serate passate a discutere con amici sulla difficolta` di rappresentare graficamente la musica contemporanea, che non ha una scrittura codificata e non l'avra` mai...mi piacerebbe leggere con te le partiture di alcuni compositori...il segno, la scrittura e` la musica stessa, non si possono scindere....

molli

Gipi ha detto...

Mi piacerebbe vedere questi spartiti. Come faccio?

molli ha detto...

ciao gipi, ora ti mando qualche esempio via mail.

molli

Daniele "Nottolone" ha detto...

Credo che la discussione sia assolutamente opportuna.

Verissimo che le note disegnate ispirano una melodia armoniosa, mi viene in mente Shroeder dei peanuts, quindi la questione è che il Mastro Gipi deve inventare un modo per "disegnare" l'indisegnabile casino di una band di ragazzini che sparano punk a palla. Certamente egli lo farà.

Ciao caro ho appena visto di tuo padre, un abbraccio e un bacino da Dani e da Tonino.

A presto.

P.S.
Il "beeeeeeeeeeeee" del motorino è perfetto, mi sono appena accorto che i motorini fanno beeeeeeee, grazie.

Daniele