gennaio 04, 2014

Le due cose che so sul cancro

Devo dire che sono molto fortunato. Quattro volte mi hanno spedito a fare esami per sapere se ci avevo un cancro e mai lo avevo. Una volta alla vescica, due volte al cervello, una volta al fegato.
Mai lo avevo.
Il cancro è venuto, invece, a mia sorella Annalisa.
Quindi del cancro adesso so due cose: quanto fa paura temere di averne uno e quanto fa più paura quando invece si ammala una persona a te cara.

Poi mia sorella è guarita ma noi riscopriamo ogni volta la nostra vicinanza quando qualcuno (sui social sopratutto, perché dal vivo le labbrate partono prima) fa un pippone sulle cure alternative o i "motivi" per cui ci si ammala di cancro.

Oggi mia sorella, sulla questione ha scritto una cosa che trovo molto bella.
La metto qui sotto. Esperienza, parole e titolo sono sue.

Perchè ogni spesso sarei propensa agli insulti

Annalisa Pacinotti
Premessa: io il cancro me lo sono meritato tutto.
Ho mangiato salumi e burro e bevuto aperitivi e tirato mattina in locali fumosi . Ho anche abusato di qualche droga ed amato  la musica rock. Ho raccontato un sacco di bugie , detto parolacce , mi sono tinta i capelli di mille colori e ho fatto forca a scuola. Ho anche preso l’oki quando mi veniva il mal di testa e non mi è mai piaciuta la minestra di verdura
Perciò tranquilli, non parlo per me. Io il cancro me lo son meritato tutto. E forse avete ragione voi, la mia esistenza non vale quella di tutti quei topini che sono stati uccisi per trovare la cura giusta che m’ha consentito d’aver salva la vita.
Tra l’altro confesso, a me i topi fanno proprio schifo e non li uccido solo perché da morti mi fanno ancor più ribrezzo che da vivi, ma se esistesse una sorta di veleno che li dissolvesse quando mi entrano in casa,senza che rimanesse in giro il loro cadaverino peloso e puzzolente, non esiterei ad usarlo.
Per cui ripeto, io il cancro me lo sono meritato, soprattutto se lassù nel cielo, a giudicare chi ha diritto a vivere sano e chi no , c’è il Grande Ratto Vendicativo.
Ecco, non sto parlando di me, ma di tutte le altre persone che ho incontrato nel reparto di oncologia quando seduta in poltrona giocavo a far finta di essere dal parrucchiere e invece mi sottoponevo alle due ore di chemioterapia che m’han fatto salva la vita.
C’erano persone d’ogni tipo ed età. Tranne i bambini, quelli affrontavano il loro percorso , e chissà di quali colpe s’erano macchiati i bimbi per meritare la malattia?, in un altro reparto.
Ho incontrato anziane signore, quelle che non ci piacciono, dall’aria stizzita e il collettino di pelliccia ( ecco, forse la causa del cancro stava in quel visoncino spelato che ornava i loro colli,) e vecchie contadine delle nostre piatte campagne con una vita rigorosa e sana alle spalle che  mi insegnavano a fare la torta di mele ( ma forse Dio è una Mela Renetta ed era per quelle torte che sedevano  vicino a me con l’ago infilato nel braccio)
Mi dispiace darvi una delusione ma c’erano anche alcune donne giovani, vegetariane, magre, che mai avevano bevuto una coca cola e ancor meno ingurgitato una salsiccia, e ancora con lo stupore negli occhi si interrogavano e dicevano “Perché proprio a me?”
Ecco, io il cancro me lo sono meritato tutto, ma loro no. E allora poniamoci un dubbio.
Forse la morte capita, così come la malattia, e se è vero che alcune situazioni ne favoriscono l’insorgere è troppo riduttivo ( e stupido e anche crudele) continuare a scrivere frasi come “ per non farsi venire il cancro basta cambiare stile di vita,” o peggio ancora  “ mi rifiuto di sacrificare la vita di quei poveri animali per curare qualcuno che non merita di vivere”.
Una volta ho fatto la Salerno Reggio Calabria  a una velocità, folle, su una macchina vecchia e insicura guidata da un pazzo che si nutriva a birre. Ero giovane, incosciente  e terrorizzata. Ne sono uscita viva, forse perché la morte capita  per caso e il Grande Ratto che sta nei cieli  ce la distribuisce così, senza guardare al merito.

17 commenti:

Mauro Rossi ha detto...

Bello

Arancia & Getti ha detto...

Che meravigliosa riflessione. Grazie!

Riario ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maurizio ha detto...

Se le malattie e la morte in genere fossero merocratiche, rimarrebbero in pochi credo, io no di sicuro.
Belle parole Annalisa.

Daniele Barbieri ha detto...

Si capisce che il saper scrivere è un male di famiglia, in casa Pacinotti!

peppe stamegna ha detto...

Da divulgare subito in tutte le scemenzerie di internet! Ci si affeziona all'idea dei topini sofferenti senza un minimo di umanità, per gli altri.
Grazie famiglia Pacinotti.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Ma un Pacinotti senza talento? E ditelo che volete farvi odiare, oh...

Sciapò per Annalisa.

Alice in Translation ha detto...

Ogni religione fa i suoi danni, pure quella di chi vuole la formula esatta della vita eterna.

giulia calisi ha detto...

Ciao Annalisa,
che dire? Belle parole? Si certo.
Però, però, io il cancro non me lo sono meritata. Per niente. Anzi è arrivato in un momento già complicato tanto che mi sono detta "Cazzo no, anche il cancro!". Poi mi sono venute in mente le parole di mia nonna "il signore manda i dolori a chi riesce a sopportarli". Solo che mia nonna era anche una che parlava con il diavolo e così le sue parole non mi sono state d'aiuto per un cazzo. Anche io, come te, sembro essere guarita e anche io "sarei spesso propensa agli insulti".
In bocca al lupo
Giulia

Gipi ha detto...

Giulia, hai davvero dedotto che mia sorella fosse seria con "io il cancro me lo sono meritato"? Non hai recepito il ribaltamento? La risposta ai coglioni che, sostanzialmente, dicono DAVVERO simili stronzate a chi si ammala?
A me sembra talmente evidente che non pensavo potesse accadere, a meno che un lettore non abbia fretta magari perché gli girano (giustamente) le palle sull'argomento. Se fosse così, rileggilo :)

Anonimo ha detto...

Mi dispiace per tua sorella...

Anonimo ha detto...

Avrai più spazio, adesso...

Storie di Betti ha detto...

Assurdo cercavo il tuo blog per altri motivi, per caso...e mi sono trovata a leggere un post che mi tocca in prima persona.....cazzo il Grande Ratto ci fa un sacco di agguati...grazie!!!! e dajeeeeeeee
elisabetta

lalla ilaria.gonnelli@email.it ha detto...

Meno male che ogni tanto c'è qualcuno con un po' di cervello. Io adoro gli animali, ma sinceramente preferisco le persone. Certo, non tutte, i falsi animalisti/talebani/idioti che si gettano nella caccia alle streghe no, quelli in effeti forse sono peggio di certi ratti da laboratorio...

nana' ha detto...

Il cancro fa schifo e nessuno si merita di ammalarsi, be' forse solo pedofili, ma questa è un'altra storia. Io ho visto mia cugina morire in letto diuna lercia stanza d'ospedale senza neanche la forza di lamentarsi e gli occhi fissi nel vuoto. Ho visto il modoin cui è stata trasportata giù in obitorio. .. un sacco dell' immondizia! Ancora la sogno la notte, vedo la sua faccia ... il cancro fa schifo

Giorgia De Padova ha detto...

sto studiando per diventare fumettista, oggi in classe ti hanno nominato e ti ho cercato su internet perché non avevo mai visto i tuoi lavori...quindi per caso ho letto questo post e mi sono permessa di pubblicarlo sulla mia bacheca di facebook: ho apprezzato molto quello che tua sorella ha scritto, io non ho mai avuto il cancro e mai a nessuno auguro di averlo perché so che male terribile può essere, ma questo mi impedisce di parlarne liberamente perché è sempre stato un argomento delicato (come è giusto che sia) e ho sempre l'impressione di parlarne con arroganza... sono contenta di dare voce alle parole di tua sorella,perché un pò le sento mie...è raro trovare persone che escano dai luoghi comuni e che pensino con la propria testa...

Anonimo ha detto...

il cancro lo si merita? Solo chi ce l'ha o l'ha avuto può dirlo.
Nella mia famiglia siamo già a quattro. Nessuno è sopravvissuto. Chi se l'è cercato (nel senso che non si è voluto troppo bene) e chi no. E allora?
Allora pensi che le cose capìtano, e tu (e la medicina) non ci puoi fare niente. Che la vita secondo me, è un segmento con da una parte la nascita, dall'altra la morte. Questi due punti sono inamovibili. Su tutto il resto te la puoi giocare, entro certi limiti.
Tocca lasciarsi andare, non opporre resistenza. E pensare all'oggi, ad adesso.
Credo che per quanto mi riguarda, solo la bellezza potrà aiutarmi (musica soprattutto,l'amore, film, libri ecc, una bella passeggiata nel verde)
G.Luca