ottobre 24, 2006

Il rito

Il rito comprende il sonno. Lo prevede.
La notte precedente al rito (anche se possiamo dire che questa notte precedente, già appartenga al rito) si deve dormire poco.
Si può realizzare, questa condizione di sonnolenza, in modi diversi.
Il rito però, preferisce i modi peggiori.
Giocare fino alle 4 di mattina ad un gioco al computer è un buon modo. Adatto al rito. Apprezzato.

La mattina del rito il sonno deve essere quasi intollerabile. Così è scritto.
Nel rito, durante il rito, si devono avere comprensibili dubbi sul mezzo di trasporto da utilizzare per recarsi sul luogo del rito.
Per quanto la logica possa suggerire l'utilizzo di mezzi più comodi, per il rito si sceglierà sempre il peggiore. Il più pericoloso, il più faticoso.

Questo mezzo, per il rito in questione, è l'automobile.
Il tratto da percorrere per raggiungere il luogo preposto al rito, porta a Bologna e comprende il passaggio dell'appennino sulla famigerata A1, nello specifico del tratto che separa Barberino del Mugello da Roncobilaccio. Così richiede il rito.

Il rito prevede un primo intoppo sull'autostrada. Mentre ancora si è soltanto in viaggio, ancora intenti a raggiungere, nel modo più faticoso possibile, il luogo del rito.
Il primo intoppo, solitamente è costituito da un ingorgo. Una fila per incidente sul tratto appenninico dell'autostrada, per esempio.
Ma altri intoppi sono ben accetti.

Un ritardo nell'avvio della stampa. Dalle 11 della mattina alle quattro del pomeriggio, è un intoppo ben accolto dagli officianti al rito.
Questo ritardo, come risulterà comprensibile anche ai meno attenti tra noi, vanifica il risveglio in prima mattinata e conferisce al sonno insopportabile presente (precedentemente citato) un tono di beffa.

Per raggiungere il luogo preposto al rito, il rito stesso comporta che non si domandi informazioni sulla strada da percorrere.
Nel rito si entrerà più volte sulla tangenziale in direzione errata.
Se ne uscirà e si rientrerà nuovamente più volte, per poi saltare colpevolmente la giusta uscita. Il rito prevede che si percorra più volte il tratto tra l'uscita 7 e l'uscita 10 della tangenziale che circonda Bologna.

L'uscita corretta, per raggiungere il luogo del rito, è la numero nove. Quella che ha un palo ben piazzato proprio davanti al cartello con su scritto NOVE.
Quel palo, certamente, è stato posizionato in quella precisa et obscurante maniera dagli addetti al rito.
Fa parte del rito.

Il rito è la stampa del libro.
Il libro in questione è "S."

E' la quarta volta che partecipiamo, io e la mia fidanzata. Sono quattro volte dal 2002. Pur con scarsissime basi matematiche, posso dedurre che il rito si svolga, di media, una volta all'anno. Una ulteriore osservazione ne colloca il periodo preferito al principio della brutta stagione.

Per il rito è necessario vestirsi male. Non lavare i capelli.
Questo stato di trascuratezza dovrà essere documentato poi, in fotografia , come attestato di ottemperanza alle regole del rito riguardanti la cura della persona.

Quando il rito avrà inizio, quando la stampa inizierà, si evocheranno i demoni dell'errore.
Gli officianti al rito si consumeranno gli occhi per controllare le prime stampe. Ciò nonostante, dovranno accorgersi di eventuali errori (anche gravissimi) soltanto dopo l'avvio delle macchine da stampa.

In questo caso, oggetto del disastro sarà un singolo accento.
Un accento su una "e". Un accento mancante su una "e" particolare.
Una "e" posta nel punto più importante del racconto contenuto nel libro oggetto del rito.

Questo fa parte del rito.
L'errore più grave dovrà avere la singolare caratteristica di apparire "tanto grave" solo agli occhi dell'autore del libro oggetto del rito.
Agli occhi degli altri officianti al rito, questo errore dovrà risultare insignificante e trascurabile. Si dovrà, quindi, generare una condizione in cui l'autore del libro oggetto del rito dovrà apparire, agli occhi degli altri presenti, come posseduto dai demoni evocati dal rito stesso.
L'autore coinvolto nel rito, se il rito funzionerà come si deve, dovrà trovarsi in conflitto aperto con il resto del mondo per un motivo che soltanto lui comprende.
Dovrà lasciare il luogo preposto al rito. Recitare una litania improvvisata che abbia per contenuto un pianto di cosmica solitudine esistenziale.
In seguito, dovrà rivolgersi al proprio assistente spirituale, riversargli addosso angosce e lamenti. Dovrà maledire se stesso (e il mondo che mai lo assiste e lo abbandona in solitudine) fino a riconoscere nell'errore rivelato dal rito (l'accento sulla "e", in questo caso) l'orrore stesso della condizione umana.
Dovrà tornare al rito, infine. Sacrificato ormai, nel profondo. Siederà al tavolo dove si svolge il rito e mentendo pronuncerà la frase "Non importa. Andiamo avanti. Non fa niente". Per poi avere immediatamente un'altra crisi di nervi.

Allora entrerà il sacerdote.
Il sacerdote del rito, finora , nella mia esperienza, è sempre stato lo stesso.
Il sacerdote è diventato tale per manifesta competenza negli affari legati al rito.
Il sacerdote (che non avrà mai atteggiamenti sacerdatoli, risultando addirittura, agli occhi dei più, come defilato e silente) riuscirà a soddisfare le esigenze di tutti gli officianti al rito.

Nel caso specifico, risolverà la questione dell'accento e calmerà i partecipanti con la sua sola presenza.
Il sacerdote ha un nome segreto.
E' nonno da poco.

Sarà grazie a lui, ed all'appoggio (seppur controvoglia) dell' oligarchia degli officanti alle sue spalle, che il rito potrà avviarsi verso la sua fase finale.

In questa fase, quando le macchine da stampa saranno in pieno regime e gli uomini in blu soltanto parteciperanno al rito, l'autore potrà tornare a casa.
La fidanzata dell'autore del libro oggetto del rito bacerà il gran sacerdote. Lo ringrazierà così, per aver salvato lo spirito del proprio compagno e la lettura del libro oggetto del rito.

Il rito prevede infine che la strada del ritorno sia la medesima dell'andata ma con traffico augmentato.
Durante il ritorno, nella fase conclusiva del rito (almeno per qunto riguarda la figura dell'autore del libro oggetto del rito) ci saranno pensieri ossessivi e si reciterà una litania composta da poche ossessive parole.
Queste parole, in forme di domanda, saranno poste alla fidanzata dell'autore del libro oggetto del rito.
Le frasi saranno ripetute in modo ipnotico per tutta la durata del ritorno a casa, durante le frenate ed il sorpasso dei camion con rimorchio.

Le frasi dovranno essere queste:
"E' buono no? Mi sembra buono. Il libro. Mi sembra buono. Tu che dici? E' buono. Sarà buono? Non è che farà schifo e nessuno ci capirà nulla? Farà schifo? Mi sa che fa schifo. Tu che dici? Fa schifo? O è buono? E' buono no?"

Questo è il rito.
E' sempre stato così.
E, temo, sempre sarà.

35 commenti:

senzaburo ha detto...

Sei il mio nuovo Dio..avevo perso la luce e ora vedo di nuovo..ho comprato in blocco tutti i tuoi libri..grazie di cuore

bardamu ha detto...

i fedeli aspettano entusiasti il prossimo rito. quello dove tutti, in filia non ordiata e per niente silenziosa, aspettareanno la dedica sull' "oggetto" sacro del rito.

BEN ha detto...

Mi piacerebbe offrire una birretta all'autore del libro....il rito mi sembra abbastanza impegnativo!

grande, Gipi !!!

Paci ha detto...

Ma ti rendi conto che sta diventando davvero una "religione"...Masse di fedeli ormai non fanno che aspettare l'uscita del libro oggetto del rito..E beati coloro ammessi a godere la luce del tuo segno.E così sia.

Gipi ha detto...

Paci:
Devo riconoscere che è sempre stato il mio unico obiettivo.
Alla fine ci raduneremo tutti, indosseremo le stesse scarpe da tennis della nike e ci avveleneremo in attesa della nave madre che ci riporterà sul pianeta Urcone. Dove tutto ebbe inizio.

A me sembra uno scenario positivo.

syda ha detto...

Sì, sì, sì, che bello, è giusto così, col rito, deve andare così! La sofferenza è necessaria, il rito, la persona silenziosa, la fidanzata, l'incomepresionewla condiaioejne umanachesolorucisdfakhuihruiguavh
c jasf è giusto così così così. Comunque c'è un nome per la legge che regola il rito portando sempre tutto nella situazione peggiore per la cosa da fare: è la dannata legge di Murphy.
http://it.wikipedia.org/wiki/Leggi_di_Murphy

...E giustamente bardamu cita un altro rito. Tutti in attesa.
Ossequi

marcocorona ha detto...

la seconda parte del rito prevede che recuperi la cartellina e il suo contenuto e me la porti a lucca. in caso di perdita della suddetta dimmelo che vengo a lucca con un rotolo di nastro adesivo nero e un paio di pinze. questi sono gli strumenti necessari alla terza e definitiva parte del rito.

KoKo ha detto...

Più che uno scenario positivo mi sembra uno scenario contemporaneo :)

A Lucca si sarai sia il 4 che il 5 vero?
Ciao,
Marco

perec ha detto...

la comparsa delgi amici sulla soglia, recanti magnum sottobraccio, sancirà l'imbastardimento del partecipante al rito con amicizie snobtelevisioniste. e già che ci sia, corona, fatti vivo. ero in pena.

Anonimo ha detto...

non ho capito niente

Gipi ha detto...

credo che significhi che Perec mi verrà a trovare, con una bottiglia di champagne in mano.
E poi, le è venuto in mente Marco Corona ed ha unito i due argomenti :)

Luc ha detto...

Vedo che comunque, nonostante lo stress da "nuovo libro in pubblicazione" la tua autoironia è sempre ad un ottimo livello. Mi hai fatto sganasciare a leggere questo resoconto ... (interiormente, che non potevo ridere durante una riunione !!).
Ci vediamo a Lucca, dove vorrei un dedicone su "S" ... per adesso buona festa con lo champagne di Perec (e forse Marco).
Un abbraccio a te e fidanzè ...

Anonimo ha detto...

troppa poesia

Anonimo ha detto...

ma due parole sulla maglietta le vogliamo spendere??

no...forse e' meglio di no...ghghgh

porco rosso

TM ha detto...

"Il libro è buono".
"E' buono".
"Sarà buono".
“Capiranno."
"Capiranno e apprezzeranno perchè il libro è buono".
Questo è il mantra che reciteranno gli adepti, a distanza, prima ancora di poter gustare il Libro.
Il dubbio non avrà spazio poichè la loro fede li accecherà.
Uno di essi, da Roma, prenoterà una camera a Lucca con 4 mesi di anticipo e attenderà il Sommo per rendergli grazie.
Il rito si concluderà mostrando il Sommo all'ombra della propria gloria. La Verità lo renderà, ancora una volta, libero.
Voce fuori campo "...Gipi firma le copie di 'E Se?'"...
Bestemmia del Sommo.
Dissolvenza in nero.
Fin

SQUARTATO ha detto...

Oh! mi garbi tanto quando le racconti così... so che là fuori ce ne sono altri.
Ciao.

Gipi ha detto...

porcorosso:
La maglia non è mia. Ero uscito in maglietta a maniche corte, avevo freddo e un tipo, un certo Freddy Kruger, mi ha prestato il golfino.

Anonimo ha detto...

non per rimarcare...ghgh,,,ma quel golfino sembra quasi radioattivo...sembra viva di luce propria...

sei troppo forte..

salutami freddy....digli che mi sono tagliato le unghie dei piedi e puo' venire a prendersi le lame quando vuole...

ciorven ha detto...

Sai quante volte ho partecipato ad un "Rito"... Qualche volta volevo impiccarmi alla quattro colori della tipografia ( che avendo un traliccio a U sopra alto 4 metri, almeno in quella di Salvi a Perugia, permetterebbe tutta la faccenda)... L'ultimo Rito, quello con Riccardino è stato un po' come perdere la verginità ad opera di Mike Tyson (come scrivevano su Cuore)...
Non vedo l'ora di vedere il risultato del tuo di Rito...
un abbracccio
rob

paoloraffaelli ha detto...

La correzione spero che non sia stata aggiungere l'accento su tutte le copie!

Certo che deve avere una bella pazienza la tua fidanzata... ;)

Mi dicesti "benvenuto nel club" effettivamente comincio a pensare che sia inevitabile, il rito.
A proposito, a me non hanno mica fatto vedere le bozze, e così sono saltate due didascalie e un'onomatopea. Non male.

syda ha detto...

brrrrr

l'idea che le cose non siano come le hai fatte
pensate
(amate)

brrr
e per errori del cazzo!

brrr

soffro con QUALUNQUE autore subisca quest'ingiustizia


saluti rabbrividosi

ottavio ha detto...

Ci sarebbe da calcolare inoltre un valore esponenziale che possa comprendere il numero di pagine, la quantità di buchi nel maglione/tunica sacerdotale e dei giorni senza radersi... questo potrebbe essere un rito al cubo o sù di lì... una sorta di propulsore, un viatico alla massima espansione mediale del libro..
Tocco ferro, Gipi, ma ti auguro il massimo!
E poi ho voglia di leggerlo!

pijamino ha detto...

gi pi esse.
aiuterà chi si è perduto.

Claudio ha detto...

finito il tuo rito inizia il mio, andare a Lucca e comprare il tuo libro. ; )
bel maglioncino!

Anonimo ha detto...

Ciao GiPi,
volevo farti una domanda tecnica.
Quando lavori in bicromia (immagino portando un'immagine da scala di grigio a 2tonalità con photoshop) come vai in stampa? Come registri il file?
grazie…
Michele

CapitanCatarro ha detto...

beh? com'è andata a firenze? cos'è successo?

Anonimo ha detto...

Piccola nota sul maglioncino così ingiustamente attaccato nei post precedenti.

Tempo fa me ne stavo comprando uno uguale, sfortunatamente (o fortunatamente) erano rimaste solo taglie enormi ed io, in particolare, enorme non sono.

GiPi fammi sapere se a Lucca ci sarai sia sabato che domenica (vengo praticamente apposta), se cerchi di evitare di rispondere per paura del bacio in bocca che tempo addietro ti promisi capisco, ma non condivido :)

Ciao,
Marco

Federico Bertolucci ha detto...

Stamattina ho visto alcune tue tavole esposte a Lucca e devo dire che, come per le migliori opere d'arte, una volta riprodotte e stampate non potranno mai essere belle come le originali (almeno dal punto di vista visivo).E belle lo sono davvero! Madonna...!
(mia moglie ne avrebbe rubata volentieri qualcuna...)

In quali giorni ci sarai alla fiera?
Spero di incontrarti.

Ciao.

Federico

caccola ha detto...

maglione incredibile.

ottokin ha detto...

il Rito si consuma in modi e tempi diversi a seconda della regione di appartenenza, quest'anno ho avuto grazie alle edizioni BD la possibilità di parteciapre al rito di ricevere il lbro, il mio libro direttamente a casa, tramite un pony (SDA). Cosa c'è di più terribile? la notte prima sei li che ti chiedi come sarà venuto, come sarà tuo figlio, cosa ne sarà do lui? avrà un futuro? crescerà sano o con qualche colore sbiadito? sarà come lo hai sempre desiderato? La mattina ti svegli, se hai dormito, e attendi al citofono, hanno detto che arrivano per le 10 di mattina. Non è vero, è quasi mezzogiorno del'omino SDA nemmeno l'ombra, suona il cirofono... è lui! Ansia, panico... fai due piano a piedi di corsa perchè l'ascensore è troppo lento, ti dirigi verso di lui, gli scarabocchi il foglietto di carta e afferri la scatola. sai che dentro ci sono ben due copie. Lo apro. No aspetto vado su caso e lo apro per bene, ecco ci si siamo.
Il rito (dalle mie parti) si è compiuto così. Che emozione, non ho figli (di carne) ma non sarà poi tanto diverso no?

Niccolò ha detto...

Comunque la si voglia mettere è sempre una grandissima emozione.

BEN ha detto...

sob....niente lucca....sob....me miseo, me tapino...

Anonimo ha detto...

Gipi sei grande, il racconto del rito mi fa iniziare ridendo il venerdì.
Non vedo l'ora di leggere LA COSA.
Baci da Baires,
Francesca

Jo ha detto...

Eheheh, tutti questa storia per l'accento sul "e" non è importante, dopo la traduzione in francese, questo problemo sparirà.
E dentro la versione francese che sono importante farci attenzione agli accenti :p

E uno speciale bacio di sostegno alla fidenzata che sopporta le frasi dell' rito del riturno allora che avrebbe potuto restare alla casa per dormire ;)

Uno francese dispettoso (=

roby ha detto...

Ciao Gipi mi chiamo Roberto e sono un giovane disegnatore in piena gavetta.sperò tu riesca a vedere il mio umile blog composto da molti schizzi a matita e da qualche vecchia tavola a china.Sò per certo che riuscirai a darmi degli ottimi consigli,sò bene che sarai ultra impegnato,ma ti ringrazio lo stesso per l'attenzione.