agosto 26, 2005

Una mano nel vicolo


Ho fatto questo disegno per La Repubblica, ad illustrazione di un racconto sulla vicenda (terribile) di Sacco e Vanzetti.
Ho disegnato la macchina e poi ho sparato da un lato, braccio di fuori.
L'uomo colpito, a lato della strada, si è messo in una posizione goffa. Come se si gettasse a terra.
Infine, davanti a lui, nel vicolo, e di getto, ho disegnato una manona.

So che non è bello parlare sui disegni, ma il modo in cui le parti dell'illustrazione sono venute fuori, da sole, con quella manona finale, mi pareva curioso e degno di nota.

20 commenti:

remo ha detto...

resto sempre più piacevolmente impressionato da come riesci a rendere le atmosfere, anche di una vicenda così cruda, con queste tue pennellate che sembrano istintive.
non credo sia opportuno definirla "semplicità".
preferisco definirla la "sintesi" di chi ama raccontare.
e tu ci riesci benissimo(beato te!)
r--

Anonimo ha detto...

Da quando ho scoperto che esisteva il tuo blog benedico l'invenzione della rete giorno a giorno.
:-))
sono felice la mattina quando lo vedo aggiornato
LaGiardiniera

Anonimo ha detto...

Mi sento così piccola, dinanzi a tutto ciò.... sei un genio, i miei complimenti. non immaginavo assolutamente che i disegni su Repubblica fossero i tuoi. Conoscevo i cortometraggi su segnalazione di un amico svizzero. sono senza parole. grazie di cuore per le emozioni che puntualmente mi rinnovi.
MrM.

sparidinchiostro ha detto...

Insieme a una rivistaccia francese che si chiama Bedeka mi hanno dato un CD.
Ieri l'ho guardato un po' e, come prevedibile, contiene immondizia. Però a un certo punto ci sono i desktop wallpaper (carta da parati per la scrivania??) e mi metto a scartabellare.
Sorpresa!
Adesso ho tre sguardi "innocenti" che mi fissano tutte le volte che chiudo un programma.

Ciao
P.

Gipi ha detto...

Curioso sono, Paolo.
Che immagine hanno usato?
Vedere vedere.
Curioso e vanesio.

Vanesio ma non troppo.

Occhio alle parole come "genio", perchè i geni veri potrebbero, giustamente, risentirsi.
Naturalmente ringrazio per tanta stima, ma conosco le mie misure e sono diverse.

andrea barbieri ha detto...

Su Repubblica, cioè il supplemento letterario del sabato, ci sono due tipi di disegni gipiani (o almeno la vedo così): i ritratti iperrealistici dove l'aquerello è denso, densissimo e un po' "pestato", che secondo me accontentano moltissimo il committente; poi c'è la seconda categoria: disegni tipo quello pubblicato sopra che accontentano sia il pubblico che l'autore, e fanno in modo che il pubblico voglia decisamente bene all'autore.
Ma sono solo congetture eh.
a.b.

andrea barbieri ha detto...

Ecco la "c" che manca... :-)
a.b.

Gipi ha detto...

Caro Andrea, sono d'accordo.
Solo di pochi dei ritratti che ho fatto per il giornale sono contento.
Nelle illustrazioni vado in completa libertà.
Nel ritratto sento voci e paragoni nei pensieri, mentre disegno.
Ho amici che sono ottimi ritrattisti sono loro le voci che sento.

C'è un aspetto divertente: dipingo direttamente con il colore, senza disegno a matita. Questo è difficile ma molto istruttivo.
Insomma, imparo molto.
Un giorno, non si sa mai, forse arriverò a dei ritratti dei quali essere contento.

andrea barbieri ha detto...

Sono sicuro che farai dei ritratti che ti soddisfano: si capisce che c'hai un furore che ti porta sempre avanti. Forse il casino del ritratto è la psicologia, voglio dire quello che si dipinge, che fiorisce in un'immagine riuscita, è l'emozione, e magari non sempre le persone ritratte, il loro carattere e la loro storia la suscitano. Si è vincolati a una faccia e quando non dice niente resta solo la riproduzione. Mi viene in mente una frase di Munari: di una cosa si può dire com'è e a quali altre cose assomiglia. Ecco, mi pare che quando un'emozione guida il disegno, ti porta a richiamare nell'oggetto tutto ciò che gli assomiglia (anche lontanissimo e impensabile), a "chiarirlo" in profondità attraverso le analogie (anche se la sua forma rimane riconoscibile), e in fondo a fare qualcosa che, aprendo e connettendo, è gioioso.
Non so se è vagamente è giusto quello che ho detto, fino a lunedì sono in ferie e straparlo facilmente :-)
a.b.

marilina_ ha detto...

ma...il disegno di Paul Auster è tuo Gipi?

Gipi ha detto...

Per Andrea:
il problema maggiore, nei ritratti, è che devo (necessariamente, non v'è altro modo) lavorare da fotografie.
Io non amo le foto, non le uso mai nel lavoro.
Neppure se devo disegnare la scena più complicata del mondo.
Quando non riesco ad immaginarla me ne vado a disegnare dal vero, scegliendo il posto giusto o simile.

Ah, ho appena mentito, quando disegno le armi uso le foto e mi diverto pure.

Però quello è l'unico caso.

Il ritratto fatto in questo modo, per me che non sono portato, è legato sopratutto alla pittura.
però a volte ho solo foto in b/n di 150px per 150.

Questa mattina avevo una buona foto a colori e il ritratto è venuto bellino. Secondo me.
Il gioco allora si trasferisce nei colori e nel dare "solo" le pennellate giuste.


Per Marilina:
Ahiai, si.
Tutti i ritratti di apertura delle pagine della cultura sono miei, da qualche mese.
E' male vero? Lo evinco dai puntini. :)

marilina_ ha detto...

male?non è male lui, è la sensazione che mi fa male: ti immagino come se avessi dovuto disegnare con una colt puntata alla testa e qualcuno che ti dice: fai il ritratto e non metterti a disegnare come Gipi...
l'ho detta troppo grossa?
non vorrei sembrare antipatica, te l'ho detto col cuore
marilina_

Gipi ha detto...

eh eh :)
no Marilina non l'hai detta troppo grossa.
E' buffa la scena che descrivi.

In effetti, quando dipingo i ritratti "faccio" il disegnatore.
Quando disegno in libertà "sono" un disegnatore.

Si capisce la differenza?

E' lavoro.
E secondo me fa bene. Voglio dire che si impara di più lavorando con delle costrizioni (di tema, di tecnica, di formato) che andando in libertà assoluta.
Ogni volta che si dura più fatica e che ci si allontana dal gesto spontaneo (secondo me) si impara più velocemente.
Le cose imparate poi, naturalmente, uno le utilizza nel lavoro spontaneo.
E' una cosa che fa bene.
Una ginnastica.

marilina_ ha detto...

si il lavoro è lavoro, fa crescere, è una sfida...è che non sopporto quando mi chiedono di fare un quadro che stia bene col divano..poi però lo faccio, lo vuoi?te lo faccio
una volta uno che si credeva Chatwin solo perchè era stato in Patagonia, mi ha chiesto un trompe l'oeil, e il cielo non così, ma così ecc...vabbè io non ho visto la Patagonia, ma...alla fine l'ho fatto come voleva lui, committente...con una firmina però: sul lato della strada, un bigliettino stropicciato: su ci ho scritto:
viagiar descanta(che in veneziano vuol dire: viaggiare ti sveglia fuori),,,viagiar descanta, ma chi parte mona torna mona"
speriamo non sia a leggere qui, ma mi sa che no, è ancora in giro..
marilina

nis ha detto...

Hi,
i heard that "Exterieur Nuit" will soon be published in french. Do you know the publication date ? I can't wait ...
Will be other books of you translated in french in the next months ?

andrea barbieri ha detto...

Allora domani tutti a guardare il ritratto dipinto da Gipi a caccia di scritte misteriose, non so: "è inutile chiudere la stalla quando i buoi sono scappati" dentro la narice di un famoso scrittore :-)
a.b.

Anonimo ha detto...

ahahahahaha

roberto ha detto...

dare SOLO le pennellate giuste è la cosa più difficile di questo mondo!
io non ci sono mai riuscito in vita mia. mai.

ciao Gipi,
buone pennellate giuste

marilina_ ha detto...

il più bello della serie,Maestro.
non c'è il conflitto della penna per averlo disegnato, come nel primo.
marilina

Gipi ha detto...

Ancora sui ritratti:
Non ho visto il disegno stampato sul giornale. Sono contento che Marilina lo abbia apprezzato.

La riuscita di questi ritratti dipende da questi fattori:

a) Mia condizione psico fisica nei giorni di giovedì/venerdì.

b) Qualità della fotografia disponibile.

c) Volto del personaggio.

Riguardo al punto C, un bravo ritrattiista (Mannelli, es.) trova spunti di passione in ogni carattere.
Io non ancora.

Dear Nis:
1)
I still don't know the release date for "Ext. Nuit" in France.
I know the book is ready and Vertige Graphic is waiting for german version to be ready too, to release it.
I think it will be out near the end of september, firts days of october. But i still don't know the right date.

2)
I got one brand new book ready to be published in france.
It will be out the 17 November.
it will be published by Gallimard in a new bd collection directed by Joann Sfar.
The french title will be "Le local".
I'll do a post talking aboout it in a few hours.

3)
I'm working right now on the second episode of "Les innocents". It will be released in a couple of months.