settembre 03, 2005

Il libro nuovo

Il libro nuovo è terminato.
Nella versione italiana si intitolerà "Questa è la stanza".
"Le local" nella versione francese.
In Francia sarà pubblicato da Galllimard, in una nuova collezione di BD diretta da Joann Sfar.
In Italia uscirà per Coconino Press e non potrebbe essere altrimenti.

Sei mesi prima.
Sono a letto e dormicchio. Alle otto di mattina vengo svegliato dal telefono. Mi spavento. Mio padre è morto da pochissimo. Ho paura che sia capitato qualcosa a mia madre.
Rispondo.
E' Joann Sfar.
Mi esprime il suo entusiasmo per la lettura di "Appunti per una storia di guerra". Io sono felice, anche perchè Joann è un genio riconosciuto del fumetto internazionale.
Mi propone di scrivere e disegnare un libro per una nuova colllana da lui diretta. Una collezione che sarà prodotta e stampata da Gallimard. Mi dice che abbiamo pochissimo tempo: 2 mesi. Accetto. Ho una storia iniziata, le idee sono ancora confuse. Racconta delle vicende in un gruppo di ragazzi che hanno una band. Un gruppo, come quello in cui ho suonato (male) per tanti anni, da ragazzo.

La notte in cui è morto mio padre io ero naturalmente sveglio. Ero a casa dei miei genitori.
Esco fuori, sul terrazzino, sono le sei e mezza, credo. C'è il sole che nasce. Le case cominciano a schiarirsi. il cielo è giallo. E' l'alba del giorno dopo la morte di mio padre.
Io resto lì. Guardo la luce che arriva e sobbalzo.
Sono stupito. Sono sinceramente stupito che torni a fare giorno. Ero sicuro (senza pensarci, ma ero sicuro, vi giuro) che sarebbe rimasta notte per sempre. Invece torna il giorno: nel giardino dei miei genitori ci sono i soliti merli, maschi e femmine, che scendono a farsi la corte.
Banalità: è la vita che continua. E continua subito , inarrestabile, incurante di tutti i dolori, non fa un attimo di pausa. Torna la fame, torna la sete, la voglia di riposarsi, di lavorare, di perdere tempo, di disegnare, di baciarsi.
E' di questo continuare a vivere che parlerà il libro. Del modo in cui le cose vanno avanti e della contrapposizione, che io avverto ora continua, dentro e fuori di me, tra la tensione allla vita e la tendenza alla morte.

Il libro è iniziato così. Con questi pensieri.
Poi, come faccio sempre, su questi temi seri seri ho fatto muovere dei personaggi che sono abbastanza scemi (come me e i miei amici, senza offese) e sono stato a vedere come reagivano alle prese con questioni più grandi di loro (più grandi di me).
Spero che sia un buon lavoro. E' stato disegnato in un periodo molto triste, ma ho fatto di tutto perchè questo non trasparisse troppo.
Non voglio mica rompervi le scatole.

Qui ci sono quattro tavole di anteprima.
Spero che vi piacciano.

13 commenti:

fratelli la forgia ha detto...

Gipi,
non vediamo leggere il tuo nuovo romanzo (ne hai già fatto un altro...).
e adesso che farai?
farai i fumetti, naturale.

buon lavoro,
un abbraccio

SQUARTATO ha detto...

Ecco! Con quelle 4 tavole ho capito come va a finire!
Non dovevi pubblicarle...rovini la sorpresa..... è chiaro che verranno rapiti tutti dagli alieni.

marilina_ ha detto...

non potevo immaginare che fossi anche un ottimo cuoco;
ora ci hai fatto venire una fame...che poi quando avremo il piatto completo ci butteremo a capofitto per mangiarlo tutto.
e rimangiarlo.
gola....
marilina

andrea barbieri ha detto...

Quando ho letto "Esterno notte" pensavo che tu fossi bravo, ma non avevo capito che eri talmente furibondo da cambiare il tuo stile di disegno e da cercare ossessivamente di fare della vita la tua storia. Oggi ho risentito l'intervento di uno scrittore, Dario Voltolini, al festival di Mantova. A un certo punto dice, "Come scrittore non sono nato narratore, quindi cerco di studiare e di imparare da altri, dai musicisti e dai fumettisti per esempio, soprattutto fra questi ultimi ci sono dei narratori estremamente sofisticati [...]".
Posto anche il link per chi si vuole divertire, ha 16 minuti liberi e dispone del programma real player: http://www.nazioneindiana.com/2003/08/05/alfabeto/

Il topo modesto ha detto...

C'è qualcosa di molto toccante nel modo in cui racconti la vita quotidiana.

Claudio ha detto...

Allo Stand ad Angouleme ne avevamo parlato e già allora ti ho mostrato il mio dispiacere per la tua perdita e il compiacimento per l'enorme forza che hai avuto nell'andare avanti. La tua forza traspare inequivocabile tra il tuoi segni dolci e amari allo stesso tempo. sei un grande..... Continua GIPI e ti aspetto in Sicilia un giorno di questi ; )

Gipi ha detto...

X Fratelli La Forgia:
Adesso farò il seguito de "Gli innocenti".
Dovrei finirlo entro il festival di Lucca, sarà una bella corsa, considerando che sono anche un po' stanchino.

X Andrea Barbieri:
Grazie per la segnalazione dell'aalfabeto di Voltolini. 16 minuti estremamente piacevoli e istruttivi.
Per quanto riguarda il cambiamento di stile: non posso farci niente, è una specie di malattia.
Insomma, potremmo parlarne, ma per ora diciamo (scherzando) che è una malattia.

X Claudio:
Grazie per le cose buone che mi scrivi.
Nessuna forza da parte mia.
E' un cammino naturale.
La forza vera è quella di mia madre, dopo 60 anni insieme al suo Sergino.

Ma ora basta parlare di cose tristi.
Voglio raccontare la differenza tra l'essere bianchi e l'essere marroni.
E di come l'essere bianchi può qualificarti, all'istante, come portatore della verità.

Ora vi racconto una cosa.

Anonimo ha detto...

"Il dettaglio"
Mi piace il viso blu del ragazzo in motorino. Nei tuoi toni "grigi con un po' di colore" (vedi l'articolo "io e igort"), l'intervento di un colore piu' saturo accaparra lo sguardo. Almeno, cosi' mi pare.
p.

Gipi ha detto...

Per P.
Il viso blu di Alex sul motorino non è un effetto di luce o una mia libertà pittorica.
E' solo che nella storia, in quel momento, Alex ha veramente la faccia azzurra.

Non posso dire il perchè.
Lui non vuole. :)

Anonimo ha detto...

secondo me e' tifoso del pisa.
p.

Anonimo ha detto...

... e comunque, quale che sia la ragione, quel tocco di blu intenso ci sta bene. Almeno, cosi' mi pare.
p.

Andrea Iovinelli ha detto...

Ciao, Gipi.
Tutto molto bello, complimenti. Toccante.
Confesso: non ho mai letto niente di tuo, anche se ti conosco di fama. Le tue dichiarazioni su Scuola di Fumetto e ciò che scrivi qui però, mi hanno davvero incuriosito, stimolato, perché sembri persona attenta, intelligente e sensibile e penso proprio che comprerò "La Stanza".
Farotti sapere, se te ne frega, cosa ne penso.
Baci alla Provincia.

Sam ha detto...

Grande GIPI, veramente grande.
Ogni situazione che descrivi non è solo tua, è nostra, traspare da ogni singola inquadratura. Tra quelle vignette ci sono anche io, immagini di una realtà che ci appartiene al 100 per 100. Tutto rimanda all'Italia, alla Toscana.
Non vedo l'ora di leggerlo. A Lucca c'è vero?
Un abbraccio
Sam