marzo 27, 2006

I polacchi e la cinemite

La "cinemite" arriva da sola.
Quando non c'è mi manca, quando c'è mi preoccupa, perchè pare allontanarmi dal lavoro vero.
La "cinemite" è un desiderio irrefrenabile di giocare con le immagini in movimento, con i suoni, con il montaggio e con la musica. Questa volta, a scatenare l'attacco di cinemite, è stato l'incontro con Ermanna Montanari e Marco Martinelli, del Teatro delle Albe.
Ci eravamo conosciuti in passato, al Teatro Rasi di Ravenna, dove mi avevano invitato a proiettare i miei lavori di mini cinema.
Due settimane fa, dopo mille rimandi e mie pigrizie, sono andato a vedere un loro spettacolo: "I Polacchi".
Io non vado mai a Teatro. Sono un ignorante figlio di televisione.
Ed il teatro mi fa pure paura.
Anche prima di entrare a vedere "I Polacchi" avevo paura. Ho incontrato Marco all'ingresso della sala e gli ho detto "A me il teatro fa paura". Lui ha sorriso e mi ha detto una cosa gentile.
Sono entrato nella sala e sul palcoscenico c'era la nebbia e c'era il mare.

Ora vogliamo lavorare insieme.

Due giorni dopo l'incontro ho messo su una stazione di lavoro nuova, voglio essere pronto a rispondere ad ogni progetto.
Passo le ore studiando, gli effetti, le musiche, dei sistemi, dei ritmi nuovi per raccontare.
E studiando ho girato anche due nuovi corti.
Uno si intitola "La macchina nera" e l'altro "E' degli uccelli". Presto saranno visibili in rete.
Intanto aspetto con ansia il prossimo incontro con Ermanna e Marco.

Nel frattempo "S.", la storia nuova, giace e si lamenta e gonfia e sbuffa a vedermi immerso nella tecnologia.
Eppure l'altra mattina mi sono svegliato, sono corso nella mia stanzetta ed ho scritto il finale. E' come se la storia si svolgesse da sola in una parte propria del cervello, mentre penso ad altro.

"I Polacchi" è uno spettacolo bellissimo.
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Les polonais et la "cinémania"

La "cinémania" arrive toute seule.

Quand elle n'est pas là elle me manque, qand elle est là elle me préoccupe car il semble qu'elle m'éloigne du vrai travail.

La "cinémania" est un désir irrépressible de jouer avec des images en mouvement, avec des sons, avec le montage et avec la musique. Cette fois, ce qui a engendré cette attaque de cinémania est la rencontre avec Ermanna Montanari et Marco Martinelli, du "Teatro delle Albe".

Nous nous sommes rencontrés la première fois au Teatro Rasi de Ravenne, où ils m'avaient invité à projeter mes travaux de mini-cinéma.

Il y a deux semaines, après avoir postposé mille fois entre-autres par paresse, je suis allé voir un de leurs spectacles : "Les Polonais".

Je ne vais jamais au théâtre. Je suis un enfant de la télé ignorant.
Et le théâtre me fait même peur.
Même avant d'entrer pour voir "Les Polonais" j'aivais peur. J'ai rencontré Marco à l'entrée de la salle et je lui ai dit "le théâtre me fait peur". Il a souri et m'a dit quelque chose de gentil.

Je suis entré dans la salle et sur la scène il y avait de la brume et la mer.
Maintenant, nous voulons travailler ensemble.

Deux jours après cette rencontre j'ai installé un nouveau programme, je veux être prêt à répondre à tout projet.

Je passe des heures à étudier les effets, les musiques, des systèmes, des rythmes nouveaux pour raconter.
Et en étudiant j'ai également tourné deux nouveaux courts métrages.
Le premier s'intitule "La voiture noire" et l'autre "Appartient aux oiseaux". Ils seront bientôt visibles en ligne.

Par ailleurs, j'attend anxieusement la prochaine recontre avec Ermanna et Marco.
Pendant ce temps "S.", la nouvelle histoire, est délaissée et se lamente et rouspète et soupire en me voyant plongé dans la technologie.
Pourtant, l'autre matin je me suis réveillé, j'ai courru dans mon bureau et j'ai écrit la fin. C'est comme si l'histoire se développait toute seule dans sa propre partie du cerveau, pendant que je pense à autre chose.
"Les Polonais" est un superbe spectacle.

10 commenti:

Luc ha detto...

Che bella la foto. D'atmosfera, e Tu ricordi vagamente un grande della scena californiana, Jorma Kaukonen (che veniva dai Jefferson Airplane e Hot Tuna).
Vedo che sei ben attrezzato, con tutto quello che serve per creare musica da "one man band". Chitarre, Basso, tastiera, e stazioni multimediali (con immagino pacchi di software anche per la musica ... Cubase ?). La storia di S. probabilmente langue , ma tu mi sa che ti stai divertendo un sacco. E questo è bello, perchè darà sicuramente buone ricadute anche sui fumetti. Stammi bene, e divertiti.

Luc

jessica brigitte ha detto...

aïe j'attendrai la traduction...

roberto la forgia ha detto...

ehi gipi,
con la cinepresa hai fatto cose giuste.
cose molto giuste.
sono ansioso di vedere i nuovi film.

un abbraccio
roberto

andrea barbieri ha detto...

Gipi, abito vicino a Ravenna e ho visto parecchi lavori del Teatro delle Albe. Sono bravissimi, tra i migliori in Italia. L'ultimo spettacolo che ho visto era una serata in cui Antonio Moresco raccontava il Don Chisciotte, in una cascina, di notte, alla luce e al calore del camino. Teatro sperimentale, che tenta nuove cose sempre coinvolgenti. Sono aperti e attentissimi e allo stesso tempo non si fanno trascinare in cose di moda, effimere. I Polacchi è bellissimo, dentro c'è di tutto, dalla disco music a Sironi.
Guarda sono proprio contento che vai in questa direzione, che cammini con le Albe. E' da un po' che sono convinto che alcuni fumettisti italiani sono artisti capaci di gettare ponti verso altre arti. Adesso manca solo che Igort lavori insieme a qualche scrittore verso cui ho un rapporto pressoché adorante (Mozzi Voltolini Moresco Scarpa) e sono a posto per un bel po' :-)
andrea barbieri

ps lo so che non tutto si può avverare e che alcune collaborazioni potrebbero essere impossibili ma ci spero lo stesso.

Anonimo ha detto...

Anche mio nonno era un artista un po' matto, ma quando iniziò a gettare i ponti ad un mimo capimmo due cose: la prima che nonno non sapeva più cosa voleva dall'arte in generale, la seconda che spendevamo troppi soldi dal dentista per un Vecchio troppo avanti.

Patrizio

perec ha detto...

che meraviglia, avere un finale. puoi scegliere la strada per arrivarci, e sognarla a lungo. ti auguro sogni meravigliosi, e panorami incantevoli.

Anonimo ha detto...

Più che la "cinemite" a te prende la "cinesite" (da Cinecittà-cioè Fellini-Coppola e tutto il resto.
Ma dove l'abbiamo lasciato il gusto per il grottesco?

bananos ha detto...

Gipi,
un saluto e complimenti per tutto,ma cosa vedono i miei occhi??Un potente G5 con due cinema display da 20'.......ammetto che ti invidio un pochino.dove posso vedere le tue riprese??

Gipi ha detto...

bananos:
I video più antichi (e stupidi) li trovi su www.santamariavideo.tv
Ho in programma di mettere su i nuovi e di rifare il sito che ora mi orribila gli occhi.
Però è un periodaccio (come testimonia anche la mia assenza da queste pagine). Spero che torni buon tempo e possa fare tutte le cose che ho in programma.

Il g5 nuovo è oggetivamente una super macchina. Ma la cosa che lo rende fantastico è Ableton Live 5.2 (per la musica). Non ho parole, sento per quel software un sentimento al limite dell'attrazione sessuale :)
Questa era una pubblicità volontaria.

Anonimo ha detto...

Ciao! Sono un attore dello spettacolo teatrale "I Polacchi" di Marco Martinelli, interpreto il ruolo del palotino e della Regina Rosmunda. Mi ha fatto davvero tanto piacere trovare, per caso, una recensione così bella sul mio spettacolo, sul teatro, e sulla compagnia dove lavoro...
Grazie di cuore, è sempre bello vedere quanto la propria arte possa riflettersi sugli animi degli altri. Un caro abbraccio e spero di rivederti di nuovo tra il nostro pubblico.

Antonio Fazio