luglio 10, 2006

36-39

Parlo (scrivo) di "S." di cambi di tempo, di differenti disegni.
Meglio metter fuori qualche paginetta per chiarire.
In queste quattro pagine, per esempio c'è un esempio di salto nidificato. Un modello sul quale, in sostanza si basa tutta la struttura della storia.
Si tratta di fare un salto indietro nel tempo, poi super avanti e poi tornare al presente.



20 commenti:

Melo! ha detto...

primo!
che dire complimenti, non vedo l'ora di leggerlo per bene tutto quanto..
-grazie per la risposta nell'altro intervento-
le tue storie sul calcio hanno portato bene^_^ falle anche sul basket e sulla formula uno!!!

Daniele ha detto...

Senza parole..

La seconda tavola, quella della botola dice tanto, può andare anche sola.

Mi hai fatto venire in mente un aneddoto. La nonna di un mio amico, ha nascosto il marito dai tedeschi in un appartamento per più di un anno.
Per molto tempo vedere qualcuno con gli occhi azzurri le faceva venire i brividi.

Daz

quasimai ha detto...

Effettivamente, la struttura narrativa mi sembra particolarmente intrigante ed originale. Almeno su queste 4 pagine, il filo del discorso scorre liscio come l'olio, nonostante i salti...
Ma il termine "salto nidificato" l'hai inventato tu ho l'hai preso da qualche parte?
Pur avendo letto un bel po' di testi in materia non ne ho mai sentito parlare...

Gipi ha detto...

quasimai:
Non so se l'ho inventato. Si usava nel linguaggio basic per i "cicli nidificati". Mi sembrava che desse l'idea.

zob ha detto...

"non dondolare", il motorino che oscilla è poesia pura.
mi ha fatto venire a galla storie dimenticate. bravo!

syda ha detto...

Bellissime sempre!
Ma non ho letto tutto per non rovinarmi troppo la sorpresa quando leggerò di fila.
Nel frattempo mi sono chiarita ancor più la dinamica del gesto inconcluso che suggerisce altro al lettore. Ma per interiorizzarlo c'è bisogno di pratica, punto, che io non ho ancora. D'altronde sono anche così felice di non sapere non capire non abbracciare ancora tanti segreti, perchè sarà splendido quando saranno la mia personale "scoperta" (intendo che per me, all'interno della mia vita, suoneranno come una scoperta).
Viva la musica
del fumetto*

SQUARTATO ha detto...

Death from Above...1979. Gran gruppo.
Anche se non credo che la t-shirt nel negozio di costumi da guerra si riferisca a loro :) o si?

L'ovvio: Splendido lavoro.

Gipi ha detto...

Squartato:
Non conoscevo il gruppo.
Il "mio" Death from Above è la dicitura che avevano gli elicotteri della cavalleria dell'aria Usa nella guerra del Vietnam.

alex ha detto...

una domanda cretina (forse): fai un salto indietro, poi super-avanti e poi torni al presente della storia, diciamo all'azione. ma il super-avanti è comunque prima del presente, o dopo?

Luc ha detto...

... e quindi, potete immaginare da dove viene il nome del gruppo !

Gianni, come sempre complimenti. Ma c'è un problema. Come fare a gestire l'attesa (a Lucca mancano ancora diversi mesi, ragazzo).

Gipi ha detto...

Alex:
Ora non capiremo niente. Pronti?
Quello che chiamo "presente" nella storia è un momento narrato con svolgimento in diretta. Non c'è, in sostanza, una voce fuori campo che dice "quel giorno facevamo questo e questo".
Avviene in diretta.
Però, il suo avvenire NON è al nostro tempo presente (per un motivo che non posso svelare).
Il super avanti, pur essendo temporalmente più prossimo a noi di quel fittizio "presente", è comunque un passato. In quanto i fatti vi sono raccontati. Sono già avvenuti e non si svolgono in diretta.
Però (2) il personaggio di questo superavanti è più cresciuto del suo alter ego che vediamo nel "presente", ma ciò nonostante viene raccontato al passato.
Ah ah ah!
Sento il suono di un ambulanza!

Gipi ha detto...

E comunque, se avete altri dubbi, potete farvi aiutare da un Tralfamadoriano.

Luc:
Suvvia fratello. E' estate. C'è il mare i bei figliuoli e le belle figliuole. Il problema è mio che sto al tabolino.(b)
:)

quasimai ha detto...

Ah, Ah! quasi quasi questa storia del superavanti la copio e la mando ad Hélène per farmla impazzire un po' con la traduzione ;P
BTW, ieri ho visto il film con la struttura narrativa più pazzesca in assoluto. "Takeshi's", l'ultimo di Kitano. Un film tanto schizofrenico quanto il suo autore, con un racconto a salti onirici concentrici senza ne capo ne coda... una nevrosi narrativa da non perdere!

Melo! ha detto...

@ Gipi: non ho capito-__-'''

Gipi ha detto...

Melo!:
E' normale. L'avevo detto.

La chiave sta nel leggere "Mattatoio n. 5" di Kurt Vonnegut ed imparare la visione dei Tralfamadoriani.
Dopo tutto risulterà semplicissimo.
:)

Umberto Torricelli ha detto...

Bellissimo, complimenti!
Non scrivo pressoché mai (sono timido), ma passo di qui quasi tutti i giorni per vedere che c'è di nuovo.
Sai cosa mi fa impazzire di queste tavole? le tonalità di colore che sottolineano i vari momenti temporali (non mi addentro nei superavanti, superindietro eccetera).

nomad ha detto...

Fantastico il tuo modo di gestire i diversi tempi e luoghi.
Trovarsi davanti la versione adolescente del bambino protagoninsta poi, è quasi uno shock.
Ripeto: fantastico

ausonia ha detto...

sì, la facilità con cui si passa da un tempo all'altro è dolce e realistica. è strano ma quello che chiami salto nidificato è assolutamente identico al nostro presente. nel senso che qualsiasi cosa ci accada nel presente ci fa pensare inevitabilmente a qualcosa del passato o del futuro...

Nanni ha detto...

bellissimo

aladar ha detto...

tutto ciò è meraviglioso.
mi associo a syda: "viva la musica del fumetto". soprattutto quando il fumetto è così silenzioso, dilatato...orientale.
la mia eterna ammirazione.