novembre 27, 2005

Storie, storie, storie

Il mio amico editore Igort, al telefono, mi fa: "Delinquente, ma mi hai iniziato un altro libro?".
Io non me ne ero accorto, in effetti, ma ora che ci penso: "Mi sa di sì" rispondo: E poi ridiamo entrambi. Lui perchè pensa che sono pazzoide, io perchè sono contento di aver iniziato un nuovo libro.


La telefonata è venuta dopo che gli avevo inviato queste quattro nuove pagine e dopo che aveva letto "I due funghi" e ne era rimasto ben impressionato.
Ora, immagino che sia proprio così, a quanto pare ho inziato un nuovo libro.
Ho pure un titolo in mente, ma devo pensarlo bene prima di dirlo in giro.
Il libro sarà composto di storie separate ma collegate tra loro, come ritmo, ambientazione e intenti.
Ogni volta che finisco un lavoro, come per "Questa è la stanza" mi convinco di essere cerebralmente morto e che quell'ultimo lavoro sia stato veramente l' ultimo lavoro.
Allora mi viene sempre voglia di buttarmi dalla finestra.
Poi, come è successo con "i due funghi", succede qualcosa a cui non avevo pensato e mi ritrovo a scrivere e a disegnare di nuovo. In maniera diversa, di solito. E le giornate tornano a posto.
Fino ad ora, almeno, le cose sono sempre andate così.

13 commenti:

rik ha detto...

...ossigeno per te e ossigeno per noi prolifico Gipi!...Ho ancora in bocca il gusto della "la stanza" che nel forno già intravedo nuove storie fatte di funghi e passeggiate al mare!:)...queste son veramente "di getto" a giudicare dalla linea...quel bar e quei paesaggi giurerei essere frutto di un bel lavoro "en plein air"!!..in fondo un guardone è pur sempre un attento e minuzioso osservatore della natura!:)...continua a guardare con quegl'occhi! ciaü e bun lavoro...torno a disegnare!:)

SQUARTATO ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
SQUARTATO ha detto...

A parte dirti "Wow! mi piace!" volevo sapere se ti sei ispirato ad un bar esistente... te lo chiedo perchè io sono capitato in un bar pari pari, dove ci andavano solo prostitute omosessuali trans allupati e magnacci. Un luogo magnifico, vicino al Frau e ad una zona con le signorine...credo (non sono molto ferrato a capire esattamente dove sono). Ci capitai qualche anno fa per sentire un gruppo di miei amici che suonava in questo luogo (non so come mai), la serata mi rimase impressa in testa proprio per la gente con cui condividevo l'ascolto. Era un posto con un alchimia tutta sua. Bella serata.

Gipi ha detto...

Il bar della storia non ha un nome, è il bar della spiaggia di Marina di Vecchiano.
In effetti è vicino al Frau :)ma che io sappia non ci ha mai suonato nessuno. in goni caso, siamo in zona.

andrea barbieri ha detto...

Non so se sei d'accordo - mi pare che qualche volta tu abbia detto il contrario - ma quello che fai secondo me può arrivare, e piacere, a un sacco di gente: è insomma "popolare", nel senso migliore della parola, cioè tocca cose che abbiamo dentro tutti e il linguaggio è quello giusto per portare questi contenuti. Dopo non ti dico più niente che non sta bene fare i complimenti, però conosco un altro che lavora così: è un musicista, è americano, è alto la metà di te, suona con un sassofonista nero che peserà trecento chili, ha scritto storie commoventi come quella di the river. Ecco, secondo me sei un po' su quella china lì, nel senso che salite, se non dalla stessa strada, dalla stesso lato. Poi "china" ha un doppio senso che ci sta, direi, a pennello :-)

Il ninfomane eunuco ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Il ninfomane eunuco ha detto...

"Ogni volta che finisco un lavoro, come per "Questa è la stanza" mi convinco di essere cerebralmente morto e che quell'ultimo lavoro sia stato veramente l' ultimo lavoro.
Allora mi viene sempre voglia di buttarmi dalla finestra."

Si vive quando non si sta a pensare di vivere.
Si vive durante, e non prima o dopo.

Ti capiamo.

roberto ha detto...

"Si vive durante, e non prima o dopo".
è una citazione da "filosofia" ne "il genio" di tota?

Panda ha detto...

...Dopo non ti dico più niente che non sta bene fare i complimenti, però conosco un altro che lavora così: è un musicista, è americano, è alto la metà di te, suona con un sassofonista nero che peserà trecento chili, ha scritto storie commoventi come quella di the river...

Ciao Andrea... concordo, il musicista in questione ha scrito veramente delle gran belle storie, piene di gente maledetta e sognatori nati per correre.
gianni, forse potresti intitolare il nuolo libro "Greetings from S.Maria (PI)"

Buon racconto a tutti.

Ciuz

Robbè

Il ninfomane eunuco ha detto...

x roberto:
Non ho mai letto Tota, ci sono arrivato da solo, capita che più persone usino le stesse parole per il solito concetto

Anonimo ha detto...

bello passare di qui.

Anonimo ha detto...

ripeto
bello passare di qui
ci mancavo da un po'
i colori nuovi del sito
e i racconti mi sembrano
sempre più belli
ero rimasta ai nuovi quadri
bello passare di qui
la zia ribelle che vorrebbe una ritmo
bravo Gipi!

CLAUDIO LO SGHI ha detto...

questo è il mio nuovo sito

www.losghi.blogspot.com
salve