maggio 31, 2005

Io e Gli Innocenti


Qui potete leggere una recensione di Ettore Gabrielli del mio ultimo piccolo libro "Gli Innocenti".

In questa pagina Francesca Rimondi di Studio GradoZero racconta de Gli Innocenti e del mio incontro con il pubblico avvenuto nei locali dell'associazione Hamelin (miei amici cari!) di Bologna.

maggio 30, 2005

Ma quanto chiacchiero?

Spero di non esagerare.
Questa è una nuova intervista fatta con Antonio Cornacchia su Creativo Social Club.
Le domande erano interessanti e io non ho resistito alla tentazione di raccontare.

maggio 26, 2005

Sono tornato

Ho terminato il lavoro a Bologna.
Sei giorni di workshop con gli studenti dell'accademia di belle arti.
La presentazione della collana Ignatz alla libreria Feltrinelli di Bologna.
Un incontro con il pubblico all'associazione Hamelin.

E' andato tutto bene.
Pensavo di non sapere più insegnare affatto e invece ho ritrovato un briciolo di forza.
Gli studenti sono stati bravi, il loro cervello ha retto al "trattamento" ed hanno lavorato con buona volontà.

Negli incontri con il pubblico mi succede sempre una cosa strana, la timidezza mi trasforma in una specie di istrioncino comico.
Ho sempre paura che gli spettatori degli incontri si annoino e così mi ritrovo a fare lo scemetto per evitarlo.
Forse troppo.

Giacomo Nanni, Alessandro Tota, Amanda Vahamaki, Andrea "The Amazing" Bruno ,Michelangelo Setola, Edo Chieregato, buona parte degli autori della rivista "Canicola", insomma, mi hanno accompagnato, accudito e trattato benissimo per tutte queste faticose giornate.
In una bella serata ho reincontrato anche Giacomo Monti, un altro degli autori di Canicola con il quale ho passato purtroppo troppo poco tempo.
Roberto La Forgia non ha pubblicato su Canicola ma il suo lavoro, sono sicuro, troverà presto la sua strada. Ho incontrato anche lui, dopo alcune lettere ed una intervista e mi ha fatto davvero piacere.

Tanti, profondi e tenerissimi sono i miei sentimenti verso questi giovani talenti.

E non scrivo queste righe solo come diario romantico di amicizia, ma per poter dire un giorno, quando saranno grandi e il loro lavoro sarà ben riconosciuto: "Io l'avevo detto che erano bravi".
Così da potermi, in questo modo, dare delle arie e trarne giovamento.

Che qualcuno non pensi che ho dei buoni sentimenti.


Ops.
Questo è proprio un post da diario in stile blog.
E' la stanchezza.
Torno al lavoro.
Non accadrà più.

maggio 20, 2005

Bologna 24 maggio

Martedì 24 maggio alle 18 sarò alla libreria Feltrinelli di Bologna (piazza Ravegana 1) per la presentazione de "Gli Innocenti".
Insieme a me ci sarà Gabrielle Giandelli, con il suo volume "Interiorare".
A presentare l'incontro: Giovanna Anceschi e Omar Martini.

Intervenite numerosi.

aprile 27, 2005

>Ext. Nuit

In questi giorni sto lavorando alla riedizione del mio primo lavoro: Esterno Notte.
La versione italiana è esaurita e stiamo per ristamparla con alcune modifiche e l'aggiunta di una storia: "Le facce nell'acqua", nuovi disegni ed un nuovo testo di accompagnamento.

La nuova edizione uscirà anche in Francia (Vertige) e probabilmente (non è ancora sicuro) in altre nazioni europee. Così ho dovuto fare delle modifiche.
Niente balloons trasparenti, per esempio. (Qualcuno mi dica, una volta per tutte, come si scrive balloons) .

Quando disegnai le storie di E.N. non pensavo che ne avrei fatto un libro. Più avanti pensai che non ne sarebbero state vendute più di tre copie. Quindi non pensai neppure a lavorare pensando alla necessità di traduzione e mi lasciai andare ad ogni tipo di libertà grafica.
Ora pago questo leggero pessimismo.

Sto passando le giornate al computer, a lavorare solo sulla grafica.
E intanto la storia de "La stanza" mi chiama e si lamenta, dal tavolo da disegno.

aprile 13, 2005

Finalmente si suona


Ci sono volute trenta pagine, ma finalmente i ragazzi stanno attaccando il primo pezzo. La prima canzone.
Questa è la pagina.

Piccole cose (non)importanti.
Ho rifatto tutti i bordi alle scene, sostituendo i contorni netti con delle cornici naturali.
Ho tolto i testi fatti con il computer e riscritto tutto a mano.
In pratica: ogni aspetto grafico dove avevo usato la macchina è stato rifatto in stile umano.
La vita della storia (secondo me) ne ha tratto gran giovamento.

aprile 11, 2005

Febbre Parigina

Rientro da Parigi con febbre a 39.
Alla frontiera italiana vengo spogliato e perquisito dalle guardie di frontiera.
Ho l'impressione di essere tornato giovanotto.


Ho viaggiato nella cuccetta con un ingegnere progettista di peni artificiali.
Ho conosciuto la "Donna senza faccia" della quale parlerò altrove.
Incontrato Joann Sfar per parlare di disegni e libro nuovo.
Fatto contratto con la Nocturne per disegnare venti pagine su John Coltrane (il jazzista).
Visto tantissime cose belle.
Parigi è una meraviglia e mi piace sempre di più.
Ora devo disegnare centomila tavole a colori nel più breve tempo possibile.
Devo anche fare il seguito de "Gli Innocenti".
In Francia sono uscite molte recensioni del mio lavoro.
Tutto bene. Potrei quasi essere supercontento.

Purtroppo sono malato. Ho un orecchio che fischia di continuo e mi fa girare la testa.
Fiiiiiii.
Mentre ero malatissimo ho chiacchierato un'intervista con Roberto La Forgia.
Si trova qui.

marzo 16, 2005

Pagina 20


"La stanza" è arrivata a pagina 20.
Ho sempre pensato di aver bisogno di tempo e concentrazione e calma per poter lavorare bene.
Ora mi ritrovo a disegnare nei ritagli di tempo, quando posso, quando riesco a mettermi al tavolo da disegno.
Eppure i disegni vengono fuori con maggiore facilità di quanto sia stato in passato.
Misteri di questo lavoro. Più passa il tempo e più perdo la speranza di poter un giorno individuare un "metodo sicuro per fare le storie come si deve".
Comunque:
Questa è la tavola diciannove.
Questa la numero venti.

Salon du livre de Paris


Le 23 Mars je serai à la festival du livre de Paris, au stand actes sud, pour une journée de dédicaces du livre "Notes pour une histoire de guerre".
Je serai heureux de rencontrer les lecteurs français.

Bene, io ci provo a imparare il francese.
Sarò a Parigi, il 23 marzo per una giornata di dediche per "Notes pour une histoire de guerre" la versione francese di Appunti per una storia di guerra.
Credo che di italiani ne vedrò pochi, ma l'annuncio dovevo farlo.

Napoli

Al Napoli Comicon mi sono divertito. Ho fatto tanti disegni, ho imparato a disegnare i chitarristi di getto, ad acquarello.
Ho imparato anche altre cose.
Non ho vinto il premio Micheluzzi che è andato a Blankets del bravo Craig Thompson.
Però ho fatto amicizia con Baru e con Gabriella Giandelli e sono proprio contento.
I disegni delle loro dediche erano diversi ed ugualmente belli.
Baru dipinge di forza, con grande energia, era contento di un rosso di acquarello Winsor and Newton che mi ero portato.
Gabriella usa le matite colorate e disegna semplici oggetti "normali" che acquistano mistero e carattere.
Igort disegnava il suo Fats Waller, con grazia, con la matita e l'acquarello e ogni volta era una dimostrazione di equilibrio.
Igort mi prendeva in giro (come sempre) per il modo che ho di usare l'acquarello.

Mi è piaciuto disegnare con loro, sembrava di essere a scuola, tra compagni di banco.

Ho visto dei buoni lavori di disegnatori coreani e ci siamo fatti i complimenti a vicenda in un inglese da arresto immediato.

Queste sono due fotografie fatte durante le dediche. Ci siamo io, Igort, Gabriella Giandelli e Baru.




Quest'ultima fotografia risale invece alla mia precedente gita a Parigi e Angouleme.
Non c'entra niente con Napoli, ma mi piace tanto.
Ho voluto metterla lo stesso.
Ci siamo io, Igort e David B.
Siamo in una famosissima libreria di parigi della quale (naturalmente) non ricordo il nome.

febbraio 23, 2005

La stanza (parte2)

Oggi altre due tavole.
Comincio a sbloccarmi e pian piano succedono cose buone.
In questa vignetta si vede il cortile esterno della stanza.
Fino ad un attimo prima c'erano una decina di cani che abbaiavano come pazzi.
Si sono zittiti di colpo.

Questa è la tavola dove questo succede.

febbraio 22, 2005

Ci siamo

Ho iniziato la storia nuova.
In un pomeriggio ho fatto tre tavole.
Sono di formato piccolo, procedo velocemente.
In questi giorni brutti, stare dentro i disegni è un vero sollievo.
Non smetterei mai, vorrei disegnare di continuo.

Ma non si può.
Ci sono cose importanti da fare.
Mio padre è via da un mese.

Questa è una delle vignette della storia.

E questa è la stanza, come appare per la prima volta ai protagonisti della vicenda.

Vado avanti.

febbraio 20, 2005

Igort e me

Il mio fratello Igort mi ha scritto una nota riguardo alla mia opinione sulle note musicali nel fumetto. Previa autorizzazione, eccola qua riportata:

IGORT
Ho letto le tue annotazioni sul fumetto: io non sono d'accordo sulle note
musicali, che io uso, come i grandi punti esclamativi o gli effetti
cinetici. Sono parte del cartoon. FUMETTO puro, a me piacciono e evocano
tante cose. Magari non rendono la musica. Ma il linguaggio è fiction.


Questa è la mia risposta. Igort era nel giusto e quindi dovetti spiegare in modo più serio la mia opinione.

ME
Capo, riguardo alle note nei fumetti, neppure io sono d'accordo con me stesso.
Lo so che le note possono funzionare, dipendono dal contesto e dallo stile e il tipo di racconto.
Nella mia storia le note fluenti starebbero male perchè la musica punk/HC che fanno i ragazzi risulterebbe ammorbidita e addolcita da una scrittura di note. Inoltre, nella nostra band nessuno sapeva cosa fosse una nota scritta.
Certo che in un fumetto ad ambientazione più morbida, con jazzisti e Billie Holiday l'effetto di trasporto vellutato delle note risulta assolutamente indicato.


Questa mattina, per telefono, la piccola discussione è andata avanti e abbiamo convenuto che potrebbero esserci scritture di note adatte ad ogni contesto, cambiando la scrittura, con un tratto aggressivo, senza pentagrammi disegnati etc.

E' forse questa discussione una stupidaggine?
E' possibile, però a me da l'idea di come si possa avere una attenzione seria verso ogni aspetto del racconto a fumetti. Anche nei riguardi di particolari che potrebbero essere definiti secondari.
Questa è la morale.
Stop.

Napoli Comicon 2005

Gli amici editori di Coconino mi hanno appena informato che "Appunti per una storia di guerra" è nominato nella categoria "migliore opera a fumetti" al festival Comicon di Napoli.
Sono contento, anche se sarà dura spuntarla.
Uno dei concorrenti è Blankets del buon Craig Thompson.
Un libro molto importante.
Non conosco gli altri concorrenti al premio.

Comunque, la nomina è già una cosa importante.
Sono contento.

febbraio 18, 2005

Viva i disegni

Viva i disegni, quando vengono.
Ho trovato il tratto giusto e ora sembra tutto in discesa.
Viva i disegni, che riescono a farmi star bene sempre, anche in questi giorni brutti assai.
Viva i disegni.
Con questo nuovo modo posso disegnare direttamente a penna.

Fare la matita solo nelle cose più difficili o nelle scene composite.

E quando si disegna di getto succedono cose buone.
Qui Spigolo (il cantante) saluta.

E qui c'è uno che ha sbattuto il naso.

In questo disegno, finalmente si suona.

febbraio 17, 2005

Il problema/i problemi

Il problema con la nuova storia (La stanza) è che essa è lunga.
Più lunga di ogni altra cosa che scrissi in passato.
E i personaggi che la popolano recitano e si atteggiano e fanno cose che i personaggi delle storie precedenti non hanno mai fatto.
Questo, per esempio, ride a scemo.


Insomma: tante tante pagine da fare. Tantissime espressioni, una miriade di gesti.
Sono a caccia di un disegno che sia agile e velocissimo. Perchè non ci voglio morire di vecchiaia ne "La stanza".


Tra le cose difficilissime (per me) da fare, ci sono le ragazze. E poi la musica, i ragazzi che suonano, che scherzano e fanno rumori con il sedere. (sì, questi personaggi sono piuttosto scemetti).
E poi sarà a pseudocolori, con esigenze di pittura alle quali non posso permettere di rallentare il lavoro.
Mi riuscirà?

Voglio avere un disegno spensierato. Leggero.
Come ho disegnato la chitarra del chitarrista qua sopra.
Quella, secondo me, è la via.

febbraio 10, 2005

Una scena

I ragazzi della storia immaginaria hanno due motorini.
Stanno andando verso la stanza, a suonare.
Il cielo è giallo, ma a loro (e a me) sembra assolutamente normale.


Questo è il disegno grande.

febbraio 07, 2005

La stanza

Sto facendo altri studi per la storia nuova.
I ragazzi del gruppo suonano in una vecchia stalla in mezzo ai campi coltivati.
Questa è la casa, vista dal lato sud.

Negli anni passati questo posto ospitò un allevamento di cani spinoni.
"La stanza" è il titolo provvisorio.

febbraio 04, 2005

Il gruppo

Mi è venuta in mente una storia nuova.
Ho fatto i primi disegni.

Siamo in una casa in campagna.
In quella che era una stalla è stata ricavata una sala prove dove suona un gruppo di ragazzi.
Suonano male. Si divertono molto.
Vicino alla casa passa una strada con una grande curva.
Ci sono altri ragazzi che vanno a sentire il gruppo che suona.
So poco altro di loro, per adesso.
Non voglio fare cagate come note musicali che svolazzano sulla tavola o altre (a mio avviso) inefficaci traduzione della musica in disegno.
Quindi dovrò inventare qualcosa per rappresentare il frastuono.
Non sarà facile.

Comunque:
Questo è il chitarrista, in due prese diverse.



Sono stato a Parigi, dopo il festival di Angouleme.
In un negozio bellissimo che si chiama Sennellier ho comprato degli acquarelli nuovi, grandi così e potenti. Pure una carta mai vista, che non si imbarca mai e che permette dei giochi di sovrapposizione di colore (e acqua) fino ad ora impensabili.
Voglio dipingere usando poco tratto nero, e quel poco sarà sottile.
Vorrei tirare su le forme solo con le pennellate.
Forse la storia sarà a colori. Se sarà, naturalmente.
Non si sa mai.