i crociati della parte finale di "quello justo" sono usciti sull'unità di oggi
alessio spataro
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Nazisti alla ciociara a Ceccano la destra brucia in piazza il Codice da Vinci
La crociata lanciata dal Vaticano contro Il Codice da Vinci di Dan Brown fa perdere la testa al centrodestra di Ceccano, ventimila anime in provincia di Frosinone. Ad annunciare il rogo pubblico del romanzo sulla piazza principale del paese due consiglieri della Casa delle Libertà, Stefano Gizzi della Democrazia cristiana e Massimo Ruspandini di Alleanza nazionale.
Imitatori improvvisati di ben più tragici predecessori, si dirà. Ma certo il rogo dei libri è un gesto che, dal medioevo al grande falò eretto in una notte berlinese del ´33 dalla propaganda nazista, suscita memorie tragiche. Un gesto simbolico.
I due consiglieri del centrodestra, d´altronde, non nascondono il loro spirito di vendetta contro la cultura degenerata. Giudicano il Codice da Vinci «un volume blasfemo che offende gravemente Gesù Cristo» e incitano i cristiani a «reagire con forza e convinzione a questo orribile attacco alla persona santissima di Gesù», rifiutando rifiutare il «messaggio pestifero che viene dal mondo del cinema, secondo cui si possono far soldi, e molti, oltraggiando Dio e la Sua santissima vita con calunnie irrepetibili».
13 commenti:
grazie!
mo !
una salutare crisi dei 40 anni postuma
Che bello!
Bentornato fratellino. Scocomerato come sempre.
Sono qui che rido da solo.
Intensa , nient'altro da aggiungere!
Grande Gipi-
ma io non ho capitoXD
olè!!!!
Ci fai un corto con questo?
Dài dài dài!
Grande Gianni, bentornato anche da me!
sei un soggetto!
io mi sa che smetto di provare a disegnare e raccontare storie...
Sei un grande.
ahahahahaha. Straordinario. Forse più del solito. XD
i crociati della parte finale di "quello justo" sono usciti sull'unità di oggi
alessio spataro
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Nazisti alla ciociara
a Ceccano la destra brucia in piazza il Codice da Vinci
La crociata lanciata dal Vaticano contro Il Codice da Vinci di Dan Brown fa perdere la testa al centrodestra di Ceccano, ventimila anime in provincia di Frosinone. Ad annunciare il rogo pubblico del romanzo sulla piazza principale del paese due consiglieri della Casa delle Libertà, Stefano Gizzi della Democrazia cristiana e Massimo Ruspandini di Alleanza nazionale.
Imitatori improvvisati di ben più tragici predecessori, si dirà. Ma certo il rogo dei libri è un gesto che, dal medioevo al grande falò eretto in una notte berlinese del ´33 dalla propaganda nazista, suscita memorie tragiche. Un gesto simbolico.
I due consiglieri del centrodestra, d´altronde, non nascondono il loro spirito di vendetta contro la cultura degenerata. Giudicano il Codice da Vinci «un volume blasfemo che offende gravemente Gesù Cristo» e incitano i cristiani a «reagire con forza e convinzione a questo orribile attacco alla persona santissima di Gesù», rifiutando rifiutare il «messaggio pestifero che viene dal mondo del cinema, secondo cui si possono far soldi, e molti, oltraggiando Dio e la Sua santissima vita con calunnie irrepetibili».
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