maggio 17, 2006

Triennale di Milano.

Giovedì 18 maggio. Ore 18,30.
Nuove storie, forme antiche: il ruolo del Graphic Novel.
Tavola rotonda con Igort, Davide Toffolo, Goffredo Fofi, Alfredo Castelli e me (gipi).

Scusate l'avviso in ritardo.
Pensavo di non poter andare per problemi vari. Ma ho trovato il modo.
Intervenite numerosi.

17 commenti:

roberto la forgia ha detto...

allora ci sarai anche tu!
beh, a domani.

buonanotte

CLAUDIO LO SGHI ha detto...

manneggia ! a saperlo prima mi avrebbe forse fatto piacere esserci !
vi ci mando mia sorella che abita lì .

miomao ha detto...

l'incontro sarà interessante, e crediamo anche la mostra... una bella occasione per vedere cosa può voler dire fumetto, al di là di quella robaccia cui in Italia si dà questo nome... per l'occasione, abbiamo prestato anche alcune cose nostre.
cristina & fausto

Melo! ha detto...

@miomao: la robaccia quale sarebbe?

miomao ha detto...

la robaccia è quella che vedi anche tu ovunque: diabolik, bonelli e compagnia. a te non sembra robaccia?
c&f

bananos ha detto...

scusami se rispondo io.
non li amo,ma mi sembrano diversi aspetti della stessa medaglia.se continuiamo,ed è solo un parere molto personale,a discriminare noi stessi il linguaggio che ci interessa,non andremo mai avanti,ne noi nè il fumetto.

CapitanCatarro ha detto...

rispetto i disegnatori bonelliani (e non) che si fanno il c..o per mangiare, però la bonelli mi sà un po' di "fabbricona".

p.s.: scrivo questo commento con la mia testa sotto ai VS piedi, ovviamente.

miomao ha detto...

per noi il fumetto non è un "linguaggio", ma un'arte, quindi... parere molto personale anche questo.
c&f

Melo! ha detto...

La bonelli e' robaccia..Poi entro nella tua gallery e trovo una tavola di Nicola Mari-Nathan Never, bonelli.
non mi sento di definire ''robaccia'' i lavori di Mari, Roi, Stano, Dall'Agnol o Freghieri - giusto per citarne alcuni, ma la lista potrebbe continuare con molti altri nomi.. - e' un altro ''fumetto'' rispetto a quello che forse prediligi tu, ma non penso che sia da buttare nella sua interezza..

miomao ha detto...

la tavola di cui parli è nella sezione "in vendita" (non a caso...). comunque quando diciamo che la bonelli è robaccia, non ci riferiamo a singoli disegnatori, ma al lavoro che sono "costretti" a fare lì. il discorso sarebbe lungo, e francamente anche poco interessante (almeno per noi). quel che è certo è che il fumetto può essere qualcosa di MOLTO diverso dai vari dylandognathanneverbradbarron (e uomoragnofantasticiquattrodevil, naturalmente...). alla mostra di milano, crediamo che questo si potrà vedere: autori come Burns, Clowes, Hernandez bros., Seth (per non parlare dei grandi italiani Igort, Gipi e Bacilieri), che non sono molto conosciuti e pubblicati solo di recente (ma solo parzialmente, ahinoi) da coconino.
baci
cristina&fausto

senility ha detto...

il fumetto non è arte, il fumetto è un mezzo, un linguaggio.

è come dire che il cinema è arte, il cinema non è arte per partito preso, se lo fa Orson, è arte, se lo fanno i Vanzina no.
in reltà, io non ho sempre bisogno di leggere, guardare, ascoltare un opera d'arte, e così come mi posso godere "una mamma per amica",puro intrattenimento di alta qualità, così potrei godermi anche un bonelliano...
il fatto è che la tremenda produttività, 98 pagine al mese per infinito, portano ad un esaurirsi e poi ripetersi di situazioni narrative e creative. non c'è qualità nel fumetto seriale che si ripete all'infinito, purtroppo.

ma il fumetto non è arte a prescindere.

Zoommolo ha detto...

Ciao, volevo sapere com'è andata e gli argomenti trattati. Peccato averlo saputo all'ultimo momento, ero molto interessato. Grazie Mirko

Zoommolo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
miomao ha detto...

mettiamola così, allora: a noi il fumetto interessa in quanto arte. Del resto, tutte le arti sono ANCHE linguaggi: non solo il cinema, ma anche fotografia, pittura, letteratura, scultura, si servono di un linguaggio. Non tutti i linguaggi sono ANCHE arte. Il fumetto sì. Poi è ovvio che ci sono fumettisti che artisti non sono: come non tutti i pittori, registi, scultori ecc. necessariamente sono artisti. il fumetto quindi non è diverso da altre forme artistiche. diventa arte (proprio come tutte le forme di espressione citate sopra) quando, e se, ha a che vedere con la dimensione della ricerca. ciò nel fumetto serial-bonelliano, di norma, non accade. tutto qui. se a qualcuno piace "ricrearsi" con quel tipo di letture, ovviamente nulla in contrario. a noi non piace neanche questo, perché la bruttezza, nella nostra opinione, più che ricreare ottunde.
finis
c&f

perplitudini ha detto...

Carina, la tavola rotonda, specialmente gli interventi degli autori stessi, quali ho trovato molto "organici" ed "entusiasmanti", complimenti - bravi narratori pure dal vivo, e capaci di scegliere immagini e storielle che rendono veramente la realta` di chi vive il fumetto.
Perche` si puo` andare avanti per mille anni a polemizzare su cos`e` arte, cosa non lo e`, e le priorita`, e linguaggi, ma poi alla fine penso che tutti sappiamo bene cosa ci fa sognare, viaggiare, vedere, narrare (anche il lettore "narra", lasciando che la storia si svolga dentro di lei/lui), e cosa no.
Cosa ci piace, cosa no.
Strano che nessuno parlava di, per esempio, Little Nemo, invece che abbandonarsi al pessimismo retrospettivo che in alcuni momenti era presente in qualche discorso ... della serie "fumetto una volta era roba da poco", che poi non e` poi cosi` vero, necessariamente, fumetto nasce gia` interessante e poi cerca la propria strada, e mi sembra che e` proprio il suo ruolo di arte vagante, strana, uno dei plusvalori "forti". Che poi trovi ispirazione nella necessita` di ritagliarsi sempre nuovi spazi e format, e` per certi versi anche un bene. A volte scomodo, esistenzialmente, si:).
Comunque grazie, mi avete ispirato, buona continuazione!

perplitudini ha detto...

PS: Si che gli autori per primi hanno sottolineato questa molteplice e validissima storia del fumetto, comunque lo faccio anch`io qui lo stesso, perche` e` importante:)

Ant ha detto...

L'allestimneto della mostra è... ridicolo? hanno molto più spazio le riproduzioni che gli originali. Tutte le tavole di Igort ammassate nella stanzetta! o ci si butta per terra come vermi e si è portata la scaletta da casa o ne vedi solo una piccola parte mentre le riproduzioni e gli ammenicoli straripano da ogni dove. E vogliamo parlare delle luci? insomma, se volevano fare un baraccone ci sono riusciti in pieno, se volevano far vedere le tavole potevano fare di meglio. Le tavole di GiPi sono magnifiche e io prima o poi me ne comprerò qualcuna (quando sarò ricco magari). E quelle di Igort pure (come quelle della Giandelli e Palumbo. Poi molta ginnastica disegnata, senza anima.